Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.
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08 settembre 2008

Natività della Beata Vergine Maria


Oggi è un giorno speciale, la chiesa festeggia la natività della B.V. Maria.
Ella creatura Creatura fondamentale nella storia dell’umanità, con la sua nascita, inizia l’opera di salvezza che Dio ha riservato al genere umano già dalla creazione.
La Beata Vergine Maria fin dal suo concepimento è stata “preservata” dal peccato originale, poichè lei doveva divenire, “Tempio Santo”, lo Spirito di Dio doveva riposare, in ella si doveva incarnare il Salvatore.
Quindi giorno speciale la nascita di Maria, anche perché questo onore viene riservato a Cristo, e a San Giovanni Battista, colui che preparato la via alla venuta del Salvatore.
Inutile dire che per la comunità scillese è un giorno speciale, tradizionalmente legato alla Festa della Madonna della Consolazione patrona della Diocesi di Reggio Calabria -Bova.Oltretutto Scilla è legata alla Vergine, da un antico vincolo, la nostra parrocchia e intitolata alla Immacolata Concezione di Maria, già legata in passato alla Vergine Odigitria, molte delle nostre chiese sono dedicate alla Tutta Santa, nei vari titoli che ricordano la devozione e protezione che Maria, nostra Madre nel corso dei secoli ha riservato per noi, soprattutto nei momenti difficili di disorientamento, sempre ci ha accolti e raccolti attorno a sé, la preghiamo anche in questo giorno speciale, affinchè la nostra comunità possa rinascere a nuova vita

26 agosto 2008

Dormizione Assunzione della B. V. Maria

Come avevamo promesso, anche se un po' in ritardo, pubblichiamo, il video della festa Bagnarese della Beata V. Maria e i dodici Apostoli, nella festa dell'Assunzione di Maria al Cielo. Vogliamo con questo video ringraziare i bagnaresi che con la loro tenacia e fermezza nella fede mantengono vive molte trazioni religiose. Così facendo, viene dato a tutti la possibilità di conoscere e vivere, momenti importanti del calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Purtroppo la nostra Diocesi pur essendo UNA, le regole nelle parrocchie non sono uguali per tutti, accade che in alcune la vita parrocchiale arricchita dalle plurisecolari tradizioni, sono vive e piene di fermenti propositivi per tutta la comunità, in altre invece non si fa altro che annullare, sopprimere, cancellare memorie di inestimabile valore, il risultato, il DESERTO AVANZA SEMPRE DI PIÙ'.

16 agosto 2008

Un bambino del 1990 racconta la ricostruzione della Chiesa di San Rocco

Con questo articolo in ricordo dell'apertura della chiesa di San Rocco iniziamo anche noi i festeggiamenti in onore del nostro Patrono con foto e video dei due giorni più belli dell'anno. Buon Onomastico a tutti i Rocco e le Rocca del mondo! Buona Festa a tutti!


Oh! Come ricordo vivamente gli anni attorno al 1990!
Ero bambino. Per me, la Chiesa di San Rocco era sempre stata un cantiere aperto. Non l'avevo mai vista aperta al culto. Eppure, posso dire di aver respirato a pieni polmoni, fin dalla più tenera infanzia, l'atmosfera raccontataci da Francesco Como, in questo bell'articolo di diciotto anni fa. Oltre a Como stesso, posso dire di conoscere o aver conosciuto solo una parte delle persone da lui citate. "Don" Raimondo Anastasi che ancora ricordo con affetto quando simulava scherzosamente di aggredirmi con la sua stampella. E poi, naturalmente, Francesco Martello, che morirà prematuramente appena tre anni dopo, vero esempio, per me giovinetto, di fede nutrita di solide letture teologiche, filosofiche e storiche e di attaccamento totalmente disinteressato al bene della comunità parrocchiale e civile.
Per non parlare di don Mimmo Marturano, il cardetese dimostratosi nei fatti e con le parole "il primo degli scillesi", vero "deus ex machina" della svolta di metà anni '80 che condurrà all'inaugurazione della Chiesa il 16 agosto 1990 ed al quale auguro con tutto il cuore ancora lunghi decenni di buona salute e di serenità.
Tutta la mia infanzia, infatti, era stata scandita dalle varie tappe del processo di riedificazione del santuario. Dall'appuntamento mensile con la sottoscrizione per il Comitato Ricostruzione. Dalle relazioni sullo stato dell'arte pronunciate da don Mimmo prima della conclusione delle celebrazioni eucaristiche domenicali e festive o lette sul mensile parrocchiale (a proposito: non è bello vederlo rivivere sulla rete internet?!). Ricordo come fosse oggi quel 16 agosto e, prima ancora, la preparazione liturgica che, insieme con gli altri ministranti del tempo, affrontai con l'Arciprete per non demeritare il ruolo di "candeliere" di quella storica celebrazione eucaristica di dedicazione della Chiesa, che mi ero "guadagnato".
Ricordo perfettamente quella sensazione d'incredulità. Quel guardare e riguardare l'esterno e l'interno della Chiesa come di fronte a qualcosa di "magico", di "irreale" che diventava "reale".
Forse gli adulti e gli anziani del tempo, che pure ebbero il merito storico di ottenere quello straordinario risultato, oltre ai giovanissimi di oggi, non possono comprendere l'emozione che si prova a vedere edificato un luogo che tu già sai far parte della tua fede, della tua identità familiare, parrocchiale e cittadina e della tua cultura, ma che non hai MAI visto prima...
Amo i ricordi. Meno, la nostalgia.
Ma non posso non auspicare il ritorno di quell'eccezionale spirito di comunione e di solidarietà fraterna, di capacità di porsi un obiettivo storico comune e di tenacia nel perseguirlo che fece realizzare al popolo di questa piccola città, sparso per i cinque continenti, cose tanto grandi che difficilmente si sarebbe trovato qualcuno disposto a scommetterci.
Viva San Rocco! Viva la vera scillesità!

Giovanni Panuccio
http://giovannipanuccio.blogspot.com/

Articoli correlati in Scillachiese:
W Santarroccheddu;
"LA GRATITUDINE DA CONSERVARE PER TANTA BUONA GENTE";
"LA STATUA MARMOREA DI SAN ROCCO";
San Rocco : Un Santo per Amico.

Articoli correlati in siti amici:
SAN ROCCO DI MONTPELLIER "L'EROE DELLA CARITà", tratto da madonnamonasterace.blogspot.com.

11 agosto 2008

SAN GAETANO DA THIENE

Il 7 agosto la Chiesa ricorda San Gaetano da Thiene. Molti scillesi, fra i quali chi scrive, non conoscono bene questo Santo veneto. Generalmente, è risaputo che è il Patrono di Melia, frazione del Comune di Scilla.I Santi sono persone speciali. Il loro compito è quello di unire, creare ponti. E, soprattutto, avvicinare l'uomo a Dio. Qualche anno fa, Scilla celebrò in grande stile il proprio gemellaggio con Hamrun, paese alle porte de La Valletta, nell'isola di Malta. In quell'occasione, avemmo in tanti l'opportunità di conoscere alcuni abitanti di Hamrun. Tra questi, noi di Scillachiese conoscemmo una brava persona di nome Omar, che ci parlò della sua città. Durante questi colloqui, chi scrive chiese ad Omar come mai il Comune di Hamrun avesse scelto proprio Scilla come paese italiano con il quale creare questo rapporto di reciproca conoscenza. La sua risposta fu: "San Gaetano!". Mi raccontò che, nel prendere in considerazione alcuni paesi italiani, l'amministrazione comunale - della quale Omar faceva parte - scelse Scilla per la presenza, nel suo territorio, della chiesa di San Gaetano a Melia. Per loro, la devozione a San Gaetano, Patrono di Hamrun, era un forte legame dal quale poteva nascere una fruttuosa amicizia. Devo dire che forse, a livello di Istituzioni, l'attenzione su questo gemellaggio è un po' calata. Ma l'amicizia con tante persone come Omar è forte e sono certo che durerà.
Costantino


La festa di San Gaetano ad Hamrun, nostri amici Maltesi


video della festa 2oo8. Saluti a tutti gli amici di Malta

21 luglio 2008

“Uno tsunami della fede”. GMG 2008


“Uno tsunami della fede”. In queste quattro semplici parole del quarantottenne Anthony Fisher, vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Sydney (Australia) e responsabile della "macchina Gmg", è probabilmente condensato il significato della XXIII Giornata mondiale della gioventù. Nella conferenza-stampa conclusiva dell'evento - svoltosi nella più importante città australiana (anche se non la capitale, che è Canberra) dal 15 al 20 luglio 2008 - il vescovo Fisher s'è dimostrato particolarmente lieto, quasi orgoglioso, che il suo popolo abbia dimostrato una vivacità spirituale che molti commentatori superficiali vorrebbero negargli e s'è detto certo che il patrimonio d'entusiasmo e d'esperienza comunitaria e di fede lasciato dalla Gmg costituirà una base solidissima per una rinvigorita pastorale giovanile che i vescovi australiani inizieranno ad impostare già il prossimo novembre.
Il carattere pentecostale dell'incontro è stato subito evidente a molti commentatori ed è stato sottolineato dallo stesso Santo Padre Benedetto XVI allorquando, nel discorso introduttivo alla Veglia con i giovani del 19 luglio all'Ippodromo di Randwick, ha citato la promessa di Gesù agli Apostoli: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi", unita al Suo comando: "Mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra" (At, 1,8). Aggiungendo poco dopo: "Lasciatevi ispirare dall'esempio dei vostri Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!".
E il cardinal Stanislaw Rylko,presidente del pontificio consiglio per i laici, nel suo indirizzo di saluto al Papa durante la celebrazione eucaristica conclusiva del 20 luglio, quasi ha riecheggiato le parole del Pontefice, affermando che i giovani “sono l’icona affascinante di una Chiesa giovane, piena di speranza, di gioia della fede e di coraggio missionario” e che gli stessi: “Hanno dovuto affrontare non poche difficoltà e la fatica di un lungo viaggio per poter rivivere qui, a Sydney, radunati attorno al Successore di Pietro, il mistero della Pentecoste. Grande metropoli moderna, in questi giorni Sydney si è tramutata in un immenso cenacolo all’aperto, luogo di una rinnovata Pentecoste. Le sue strade e le sue piazze sono state invase da giovani cattolici di svariate nazionalità e razze, che in tante lingue e modi diversi hanno annunciato Gesù Cristo, unico Salvatore dell’umanità. Essi hanno testimoniato che essere discepoli di Cristo vale la pena, che essere cristiani è bello!”.
Forse le tre citazioni precedenti sono sufficienti a restituire il senso profondo di una intensissima settimana d'incontro, confronto, ascolto, preghiera e apertura all'Amore. Ma lasciamo parlare ancora il Papa che, a sua volta, ridà voce a Sant'Agostino: "Lo Spirito Santo fa dimorare noi in Dio e Dio in noi; ma è l'amore che causa ciò. Lo Spirito pertanto è Dio come amore!" (De Trinitate, 15, 17, 21).
Queste giornate saranno anche ricordate per la modalità, ormai consueta, di far alternare i momenti di meditazione, celebrazione e preghiera a momenti di vario intrattenimento, musicale in particolare. Cosa che ha fatto storcere il naso a qualcuno, dimentico che il trascorrere del tempo impone il mutamento del linguaggio, ma nella consapevolezza che il contenuto del messaggio è eterno, immutabile e perciò, paradossalmente, attualissimo e modernissimo.
Lodevole ed impeccabile, poi, s'è rivelato, ancora una volta, il modo in cui il Pontefice ha esecrato la piaga orrenda della pedofilia, resa ancor più raccapricciante se a porla in essere sono delle persone che hanno ricevuto gli ordini sacri. Il Papa, in particolare, ha detto, senza mezzi termini, che non solo alla giustizia di Dio o della Chiesa ma anche a quella delle istituzioni secolari tali persone andranno sottoposte. C'è da augurarsi di vero cuore che, grazie al forte impulso dato in questo senso da Benedetto XVI, la Chiesa abbandoni definitivamente la dottrina per la quale "i panni sporchi si lavano in famiglia" che, la storia lo ha dimostrato ampiamente, si è sempre risolta nel fatto che i panni, lungi dal lavarsi, si sono sporcati ancora di più.

Giovanni Panuccio

16 giugno 2008

AVIS CUP 2008

Come avevamo già informato i nostri lettori, l’AVIS a Scilla quest’anno compie ben 10 anni di attività, ma a questo evento non poco importante, pochi giorni fa se ne è aggiunto un altro forse di minore importanza ma che fa sentire la presenza della nostra sez. comunale in tutto il territorio reggino: la squadra “ScillAvis” si è posizionata al secondo posto nel torneo di calcio a 5 organizzato dall’associazione comunale di Reggio Calabria “Avis giovani” nei giorni 7 e 8 giugno. Devo dire che la risposta alla proposta di partecipazione al torneo è stata immediata e con la partecipazione del direttivo (devo sottolineare sempre presente e disponibile) siamo riusciti a creare la nostra compagine: ScillAvis!!. Il team medaglia d’argento era composto complessivamente, tra donatori e collaboratori dell’associazione, da 9 giocatori: Andrea Cutrupi, Eugenio Diano, Giovanni Luca Bellantoni, Francesco Caratozzolo, Marco Scudo, Giovanni Scudo, Francesco Montemurro, Valentino Varbaro e Mario Cardona.



L’avventura è iniziata giorno 7 giugno, devo dire non nel migliore dei modi, ma con un folta compagine di pubblico!!! a sostegno,. Prima partita prima sconfitta con il risultato secco di 10 a 6 per Avis Pellaro. Devo dire però non una brutta partita caratterizzata soprattutto dalla cosiddetta “saga dei pali” che ci ha impedito perlomeno di accorciare le distanze.
Nonostante la brusca partenza il morale era alto e lo spirito quello dell’inizio: partecipare con rispetto verso gli altri e perlopiu tenere alto il nobile gesto che è la donazione.
Per qualificarci avevamo bisogno di due vittorie e cosi è stato, sbaragliando grazie all’apporto del collettivo le due compagini reggine. Eravamo in semifinale!!. La semifinale appunto che si è svolta il giorno successivo (8 giugno) contro gli stessi organizzatori dell’AvisCup 2008 ovvero Avis giovani Reggio Calabria. Il match è stato avvincente, ma a spuntarla è stata proprio ScillAvis. E pensate un po’ a chi incontrammo in finale?Proprio la squadra che ci aveva sconfitto la prima partita: Avis Pellaro che si è aggiudicata poi il match e quindi il torneo però non più con un risultato dilagante ma con un solo goal di scarto.

Nonostante tutto, devo dire a nome di tutta la squadra, che è stata un’esperienza tutta da rifare, ma un grazie sincero va in ogni modo al Presidente ed al vice Presidente della sez. Avis di Scilla che ci hanno sostenuto e permesso di partecipare a questa iniziativa in tutti i sensi.
A nome del direttivo speriamo invece di poter organizzare la manifestazione proprio nel comune di Scilla e chissà ripeterci di novo nell’impresa, ma con un gradino più su!
Vorrei ricordare appunto che domani Sabato 14 giugno si svolge la cena annuale dell’Avis presso il Ristorante “Da Michele” per festeggiare anche gli eventi prima descritti.
Eugenio










17 maggio 2008

Il blog Scillachiese si da un logo

E’ da un pò di tempo che ci lavoravamo su e finalmente ci siamo riusciti, siamo riusciti a creare un nostro logo, una cosa che ci contraddistingua, con degli elementi a cui abbiamo dato un degno significato a cui ispirarci ora e perché no anche in futuro. Con questo scopo dobbiamo dire anche che abbiamo adempiuto ad una altra voglia di comunicare a tutti il nostro messaggio e dal logo sono usciti fuori anche degli adesivi.
Il logo è semplice, ma ricco di significati. Abbiamo voluto porre al centro di tutto la Croce, simbolo della religione Cristiana, ma anche di Comunione, fratellanza, pace e perché no di dialogo. Nella parte destra del disegno invece abbiamo voluto porre la Chiesa Matrice e sotto la Chiesa dello Spirito Santo come richiamo alla nostra voglia di parlare e discutere delle bellezze culturali che le nostre Chiese possono esprimere e nella parte sinistra che fa da cornice finale al logo il paesaggio del nostro splendido paese che accoglie tutto quello che c’è di bello ed importante.
Gli adesivi sono stati realizzati con due colorazioni differenti (blu e dorato), speriamo di distribuirli a tutti, ma chiunque ne voglia entrare in possesso può farne richiesta allo Staff.
Con questo piccolo articolo il blog Scillachiese spera di fare ulteriori piccole sorprese, ma un particolare ringraziamento va dato anche all’artista scillese Sabina Benedetto che si è prodigata alla realizzazione del logo.

Lo Staff

13 maggio 2008

DOV’È CARITÁ E AMORE, QUI C’ È DIO: UN GIORNO SULLE ORME DI SAN FRANCESCO.

Era da Febbraio 2008 che si parlava di un possibile pellegrinaggio a Paola in onore di San Francesco. Dopo alcuni imprevisti è stata fissata la data del 10 Maggio con l’organizzazione della Signora Ninuccia Pippia. Alle 7 del mattino eravamo in tanti ad affollare i punti di ritrovo previsti per la partenza; erano presenti rappresentanze di tutti i quartieri di Scilla e Favazzina; eravamo in tanti, ognuno con il proprio sacco pieno di gioie e dolori da offrire a Gesù per intercessione di San Francesco. Il viaggio è trascorso in piena armonia e preghiera. Prima tappa del pellegrinaggio è stata la chiesa dei Padri Passionisti a Fuscaldo, città nativa della madre di San Francesco. Grazie alla disponibilità dei Padri, tutti insieme abbiamo partecipato alla Santa Messa che è stata animata dal nostro gruppo. Ad aiutare il Sacerdote, durante la funzione liturgica, si sono prestati amorevolmente Rocco Panuccio e Giuseppe Fontana i quali hanno indossato l’abito della confraternita di San Francesco. Insieme abbiamo vissuto dei bei momenti di profonda riflessione dove il Sacerdote si è soffermato sull’importanza della figura di Gesù nella nostra vita: la vita di Gesù, vissuta interamente in comunione con il Padre, deve diventare la nostra vita. La vita di ogni cristiano è l’incontro con Gesù. San Francesco, come tutte le figure dei Santi, sono l’esempio della vera vita cristiana;sono veri discepoli di Gesù e hanno impresso nel loro cuore come un sigillo il bisogno di vivere come dice il Vangelo, hanno la voglia di diventare discepoli del Padre come Gesù. È stato bellissimo vedere tanto raccoglimento. Terminata la nostra visita a Fuscaldo e dopo avere pranzato in un ristorante locale, ci siamo recati a Paola presso il Santuario del Santo della
Carità. Non sapevamo, però, che c’era una sorpresa per tutti noi: nella piazza antecedente il Santuario c’era Padre Morosini, che il giorno prima era stato nominato nuovo Vescovo della diocesi di Locri-Gerace che con molto affetto, pazienza e generosità ci ha accolti. Dalla piazza siamo partiti tutti insieme intonando il rosario in vernacolo di San Francesco, per arrivare nella cappella delle reliquie dove Sua Eccellenza Morosini ha impartito la Sua solenne benedizione su tutti noi e su un quadro raffigurante Scilla con San Francesco che attraversa lo Stretto di Messina con il mantello, fatto fare per la ricorrenza del 5° centenario della morte del Santo e che sarà riposto nel nostro Paese. Non scorderò facilmente il volto, visibilmente emozionato, della Signora Ninuccia Pippia (e di tutti i presenti) per questa sorpresa così gradita e inattesa che abbracciandomi disse: “ e cui sa spittava na cosa i chista!”. Il nostro pellegrinaggio continuò verso il luoghi di preghiera del Santo. Quanta pace e serenità che trasmette questo luogo; basta fermarsi un attimo, fare un respiro profondo per sentire il profumo della preghiera. Quanta umiltà si vede visitando questi luoghi:tutti piccoli cunicoli scavati nella pietra; si intuisce che ciò che veramente stava a cuore a questo grande Santo non erano le cose materiali ma celebrare le meraviglie del Signore. Tanta preghiera veramente partecipata e vissuta con il cuore, in un clima di armonia e pace; ecco come abbiamo trascorso questa giornata. Il sacco che prima era pieno di gioie e dolori è ancora pieno ma di serenità e amore e spero tanto che, con l’aiuto del Signore e con la nostra perseveranza nella fede, possiamo trasmetterla agli altri, possiamo prodigarci per gli altri seguendo l’esempio di San Francesco. Tutti noi siamo chiamati alla santità, non avrebbe senso altrimenti la venuta di Gesù; per tutti noi c’è posto nelle braccia infinitamente grandi di Dio Padre. Santa Teresina del Bambino Gesù diceva che “la grazia e l’amore di Dio si manifesta in tutte le anime, dalle più semplici alle più sublimi”. Credo sia essenziale prendere come modello di vita i Santi; essi, come dice il Concilio Vaticano II, proclamano le meraviglie di Cristo e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare, ci aiutano a trovare la via per la salvezza eterna. Allora con cuore umile e sincero cerchiamo di imprimere nel nostro cuore quello che era “il motto” ma ancor di più la vita di San Francesco: CHARITAS!!!

Con affetto, Francesca Scarano


by alex