Antonio Pirrotta ci scrive:
"QUESTA NOTTE SARA' NATALE"
Certi della vostra partecipazione,
vi aspettiamo.
Antonio Pirrotta
info@scillaweb.com


1) la statua della Vergine Immacolata; 2) l’angelo che è posto a fianco della stessa; 3) il busto raffigurante San Pietro Apostolo; 4) la statua raffigurante San Rocco; 5) un busto di piccole dimensioni raffigurante Sant’Antonio da Padova; 6) una Vergine con
Bambino seduta, di dimensioni ridotte. L’elenco di opere marmoree (altari e statue) sarebbe potuto essere molto più lungo se non ci fossero stati i terremoti e – soprattutto - se non si fosse distrutta la Chiesa Matrice per ricostruirla ex novo. Con Don Mimmo si era iniziato un lavoro di recupero. E’ stato lui infatti a voler restaurare la statua dell’Immacolata collocandola all’interno della chiesa salvandola così da “morte” sicura. E’ necessario però riprendere al più presto questo andazzo, per evitare di commettere nuovamente errori gravissimi come quello di averci impedito per sempre di poter ammirare la Chiesa Matrice così com’era quando venne considerata la più bella dell’intera Arcidiocesi compresa la stessa Cattedrale!
Rocco Panuccio
La devozione del 7 ottobre alla Vergine Maria si deve a un fatto storico ben preciso: la vittoria che i cristiani riportarono sull’Impero Ottomano nel 1571. La Vergine, infatti, nei primi secoli di questa tradizione, veniva invocata come Regina delle Vittorie. Ancora oggi, invocando la Madonna del Rosario, viene ricordata anche con questo titolo.
A Scilla, la devozione mariana presente e radicata fin dai primi secoli dell'era cristiana non tralasciò la devozione alla Madonna del Rosario. A Lei fu dedicata una chiesa dove ora è collocata la rosa dei venti in piazza San Rocco(Nella foto nell'angolo in alto a destra). Questa chiesa - riporta il Minasi in uno dei suoi preziosi scritti - era molto bella, arricchita con stucchi del noto decoratore palermitano settecentesco Gianforma. Vi era attiva anche una confraternita dedicata a Maria Ss. del Rosario e detta dei Nobili in quanto era composta in gran parte da esponenti della famiglia Ruffo e da persone a loro vicine. A conferma di ciò, il cardinale Ruffo lasciò in eredità a questa chiesa un bellissimo calice, con custodia. Alla base del calice sta scritta l'intenzione del cardinale di donare il calice alla Confraternita del Rosario.
respirato a pieni polmoni, fin
te l’ultimo conflitto mondiale dai bombardamenti. L’idea fu recepita e, seduta stante, fu nominato presidente il compianto Nino Varbaro. Nel maggio del 1974 anche a Scilla si costituiva un comitato per lo stesso scopo, presidente l’arciprete del tempo don Andrea Cassone ed il sindaco del tempo prof. Giuseppe Vita, vice-presidenti Francesco Como ed Epifanio Bellantoni, cassiere Raimondo Anastasi e segretario Francesco Martello. Il compito del comitato era quello di affiancare e dare massima collaborazione all’ufficio tecnico della Curia Arcivescovile oltre a fare pressioni politiche per ottenere i relativi finanziamenti e superare le difficoltà burocratiche presso gli uffici statali (Genio Civile, Provveditorato per le Opere Pubbliche, Ministero dei Lavori Pubblici). Da allora fino ad oggi questo Comitato ha egregiamente svolto il suo ruolo, tenendo i contatti con il comitato americano e gli altri comitati costituitisi subito dopo in Canada e in Australia. La Chiesa di San Rocco che durante l’ultima guerra mondiale era stata seriamente danneggiata, abbisognava di interventi finalizzati al suo recupero; a tale scopo l’arciprete mons. Santo Bergamo aveva presentato una domanda di risarcimento per danni di guerra tramite l’ufficio tecnico della Curia (1953) con una perizia che calcolava l’importo necessario in 10.000 lire del tempo. Successivamente tale somma, insuff
Chiesa a Marina Grande. Lo sviluppo tecnologico o la furia dell’uomo, secondo il punto di vista, hanno distrutto questa chiesa, lasciando della stessa qualche suppellettile di marmo, e la pala d’altare della Madre della Divina Grazia oggi conservata nella chiesa Matrice sconosciuta ai più, ma sempre spendente.
che non sto qui a spiegare perché troppo lunghi, questo fa si che la pasqua non coincida sempre con quella cattolica. Qualche anno fa in un viaggio a Creta parlando con persone del luogo sulle cose che uniscono cattolici e ortodossi, mi hanno fatto notare che una cosa che loro hanno e che noi non abbiamo è la luce o fuoco (holy fire, St. Luminà), di pasqua. Io all'istante non ho capito ma questa cosa mi ha incuriosito anche perché, avevo notato che in tutte le case vi era disegnata una croce proprio con quella luce (con il fumo di una candela). Nel mio girovagare su internet ho trovato la spiegazione a quella mia curiosità. Il sabato Santo Ortodosso cioè ieri a mezzogiorno nella basilica del santo sepolcro nella tomba di Gesù da secoli avviene un fatto straordinario. Durante la mattina vengono spente tutte le candele o lampade del Santo Sepolcro, lo stesso viene controllato scrupolosamente dalle diverse confessioni presenti, sigillato in attesa che entri in chiesa il patriarca greco-ortodosso. A mezzogiorno il patriarca si avvicina al sepolcro e per tre volte gira attorno ad esso pronunciando le litanie
apposite, dopo essere stato controllato dalla polizia e dai preposti al controllo entra nel sepolcro, si inginocchia e prega affinché Cristo doni la sua luce consolante, ad un tratto all'interno della chiesa si notano lampi di luce che illuminano la stessa, questa luce si posa su alcuni e accende le torce o candele che tengono in mano, intanto le torce del patriarca si accendono e illuminano tutta la chiesa. La cosa particolare è oltre l'accensione straordinaria delle torce e che per 33 minuti il fuoco non ha le caratteristiche normali del fuoco cioè non ustiona, infatti come si vede dalle foto e dai video che ho trovato. Questa luce viene portata in ogni parrocchia ortodosse credo del mondo. Una cosa che ci univa con gli amici di creta erano i cudduri uguali nella forma sapore e nome. Spero che presto possa ritornare l'unione tra le due confessioni e si possa festeggiare insieme la Resurezzione di Cristo. Auguri a tutti coloro che oggi festeggiano la Pasqua di Cristo.