Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.
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17 settembre 2008

Consolatrice nostra... Sorridici, qual Stella, Madonna santa e bella!


Il popolo tutto di Reggio, della sua Arcidiocesi metropolita e della sua Provincia ha concluso - nella notte di martedì 16 settembre - le solenni celebrazioni in onore di Santa Maria Madre della Consolazione, titolare della Basilica dell'Eremo francescano e, con San Giorgio Martire, principale Patrona della città più antica, popolosa e vasta della Calabria o - per usare un'espressione familiare alla Chiesa locale - Avvocata del popolo reggino.
L'evento Festa della Madonna della Consolazione coinvolge le menti, i cuori e le anime di tutte le comunità parrocchiali della Diocesi reggina-bovese e dei singoli, non mancando di attrarre la devozione di persone accorrenti da ogni parte della Calabria e della Sicilia orientale. Le sue origini risalgono alla fine del XVI secolo e, da allora, il legame con la Madonna della Consolazione ha accompagnato tutta la storia reggina, costituendo il più sicuro baluardo di conforto nei numerosi momenti critici e, insieme, la prima ragione di gioia e di gratitudine negli altrettanti momenti di riscossa.
Il legame con la Vergine Consolatrice è fortemente sentito anche dagli scillesi. Molti di essi, fin dalla sera di venerdì 12, si sono recati all'Eremo per partecipare alla Veglia di preghiera e meditazione in onore della Santa Madre. Tanti altri hanno aspettato le prime ore della mattina di sabato 13 per accompagnare in città, insieme con i fedeli di Reggio e delle altre comunità, la venerata Effigie pittorica, custodita nell'imponente Vara.
La mattina di martedì 17, l'Arcivescovo metropolita Vittorio Mondello ha presieduto, nella Basilica Cattedrale, la solenne concelebrazione eucaristica, alla presenza di una grande folla di popolo, del clero diocesano e delle autorità civili e militari. Il Sindaco della città, ottemperando ad una tradizione radicata e sentita, ha donato il cero votivo della città alla celeste Avvocata del popolo reggino.
I momenti di fede si sono conclusi con la processione del quadro per le vie del centro storico, resa difficoltosa, ma non impedita, dalle condizioni atmosferiche.

Giovanni Panuccio







31 agosto 2008

FESTA DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO




Finalmente è arrivata l'ultima domenica di agosto, giorno dedicato nella tradizione della Parrocchia di Scilla a Santa Maria di Porto Salvo, titolare dell'omonima chiesa sita in Chianalea e protettrice da secoli dei pescatori scillesi e anche - dalla sua fondazione nel novembre del 2007 - del nostro blog.
Questa festa veniva sempre celebrata, infatti - come attesta lo statuto della confraternita di Portosalvo - l'ultima domenica di agosto, preceduta da novena e conclusa con Santa Messa Solenne e processione.
Per motivi che ignoriamo, per decenni questa solennità non è stata osservata, ma mai sono venuti meno l'attacamento e la devozione verso la chiesa di Portosalvo. Non solo dagli abitanti del quartiere, ma dagli scillesi tutti, dai favazzinesi che - in un certo senso - hanno così preceduto di parecchi decenni l'unione formale della loro Parrocchia a quella arcipretale, e altri ancora che non sono mancati mai alle diverse feste celebrate in questa chiesa, contribuendo alla spese di mantenimento e restauro della stessa.
Negli anni '80, a cura della signora Ninuccia Pippia e del compianto marito Franco Martello, la chiesa ebbe un nuovo slancio. Si moltiplicarono le iniziative di preghiera e formazione, sia per ragazzi sia per adulti, assiduamente partecipate da persone di tutti i rioni di Scilla.
Il 25 agosto del 1996, riconoscendo la fondatezza e la sincerità della richiesta di numerosi fedeli, Don Mimmo Marturano celebrò dopo molti anni la Solennità della B. V. di Portosalvo in una chiesa stracolma! Di persone, ma soprattutto della loro incontenibile commozione data dalla gioia di poter dopo così tanto tempo festeggiare Colei che ci indica la strada per approdare al Porto Sicuro che è Cristo.
Due anni dopo, la festa si è arricchita della traslazione di pochi metri della venerata statua che culminava nello scalo di alaggio dove si pregava per la Gente di Mare - civile e militare - perita in naufragi o durante il lavoro. S'invocava l'intercessione della Vergine affinché la Bendizione di Dio scendesse sulle acque e le rendesse sicure e ricche di pescato. A questo punto il trionfale rientro dell'effigie in chiesa e la preghiera conclusiva saguita dalla solenne benedizione.
La Festa di Portosalvo era un po' diversa delle altre feste scillesi. Fin dall'inizio si sono applicate le regole che negli anni successivi sono diventate obbligatorie per tutte le altre feste come il divieto della raccolta di offerte in denaro durante la processione. Don Mimmo, inoltre, acconsentì alla piccola festa esterna alla chiesa a condizione che non avrebbe avuto luogo la raccolta di offerte "porta a porta" prima della festa stessa. La festa doveva essere un motivo per incontrarsi, per creare COMUNIONE. Tutti si dovevano interessare alla festa, ognuno secondo le proprie possibilità e capacità. Così è stato e in poco tempo sono nate molte iniziative che avevano il fine di far stare insieme le persone e raccogliere fondi per il restauro della chiesa.
Dopo il primo anno anche la Banda "Città di Scilla" offrì la sua collaborazione in cambio di compensi poco più che simbolici (piccola cena frugale).
Fra le molte iniziative, ricordo l'offerta da parte di diverse donne delle loro opere di ricamo realizzate durante l'anno e messe in premio della lotteria annuale realizzata per scopi benefici. Il sorteggio era gestito dai bambini. L'ultimo anno i pescatori hanno offerto un'Agape, col pesce pescato da loro. Il tutto era sempre preceduto da un incontro di catechesi svoltosi in chiesa, che faceva parte degli altri incontri che si effettuavano durante le altre feste, nei quali venivano invitati sia i singoli che le associazioni tutte del paese.
Purtroppo i cambiamenti di "gestione" molte volte creano scompiglio. E' il caso di Scilla. Tutto è stato stravolto, ma la "sorte" peggiore è toccata - oltre che alla chiesa di San Giovanni Battista - alla chiesa di Portosalvo e di conseguenza alla festa della Beata Vergine.
Tutto è stato cancellato, annullato. Le memorie liturgiche dei Santi - soltanto a Porto Salvo: i Medici e Martiri Cosma e Damiano, la Vergine e Martire Lucia e la B.V. delle Grazie - i gruppi, la possibilità di accedere in chiesa o di celebrare matrimoni. Tranne uno celebrato per la fermezza della sposa - figlia di pescatori - che in quella chiesa recepì parte della sua formazione cristiana. Si è arrivati a mettere in giro voci ingiuriose per il luogo sacro e per chi lo custodiva. Gli stessi più volte additati dall'altare. Non si fermano più le processioni sul sagrato, tra l'incredulità dei partecipanti etc.
Ma chi scrive - come tante altre persone di Scilla - è sostenuto della fede che ripone in Cristo.
Oggi molte cose sembrano insopportabili, ma forse ci stanno forgiando per proseguire in futuro ritrovandoci tutti in una sola ciurma con "IL" solo Capitano. Riponiamo fiducia nella Vergine di Portosalvo che anche durante le tempeste più tremende - Lei, Stella del mare - ci guida sempre al Porto Sicuro che è Cristo nostro UNICO Signore nell'Unita della Santissima Trinità.
Costantino Alfonzetti




26 agosto 2008

Dormizione Assunzione della B. V. Maria

Come avevamo promesso, anche se un po' in ritardo, pubblichiamo, il video della festa Bagnarese della Beata V. Maria e i dodici Apostoli, nella festa dell'Assunzione di Maria al Cielo. Vogliamo con questo video ringraziare i bagnaresi che con la loro tenacia e fermezza nella fede mantengono vive molte trazioni religiose. Così facendo, viene dato a tutti la possibilità di conoscere e vivere, momenti importanti del calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Purtroppo la nostra Diocesi pur essendo UNA, le regole nelle parrocchie non sono uguali per tutti, accade che in alcune la vita parrocchiale arricchita dalle plurisecolari tradizioni, sono vive e piene di fermenti propositivi per tutta la comunità, in altre invece non si fa altro che annullare, sopprimere, cancellare memorie di inestimabile valore, il risultato, il DESERTO AVANZA SEMPRE DI PIÙ'.

20 agosto 2008

SAN ROCCO: FEDE E DEVOZIONE OLTRE OCEANO


La fede e la devozione verso il Santo di Montpellier, come sappiamo, non ha limiti né confini ed appunto per questo lo Staff di Scillachiese la vuole far conoscere a tutti.
Nell’anno 2005 mi recai in vacanza negli Stati Uniti d’America, presso dei miei parenti scillesi emigrati tantissimi anni fa, anche loro legati da una grande fede verso San Rocco. In questa occasione che venni a conoscenza della presenza di una Chiesa al Santo dedicata nei pressi di una cittadina vicino Port Chester (nota soprattutto per il grande numero di scillesi residenti).

Volli andare subito a visitarla e non nascondo che rivedere addirittura in un altro continente la figura di San Rocco fu davvero emozionante. La Chiesa era di piccole dimensioni ma ben strutturata. All’esterno vi era un piccolo ruscello artificiale sul quale spiccava la figura del Santo attraverso una statua suppongo di gesso.
Appena varcato l’ingresso era possibile notare alla mia sinistra un’ampia navata arricchita da alte vetrate colorate, la navata destra portava invece sino alla statua marmorea del Santo, portata anche in processione durante il periodo di festa. Sull’altare spiccava una frase in inglese “ this is my body + this is my blood”, questo è il mio corpo questo è il mio sangue, subito dietro proseguiva una struttura in legno che mostrava la figura del Signore in croce ed il Tabernacolo dove viene riposta l’Eucarestia.
Possiamo infine evincere che la fede verso Dio e verso i Santi arriva dappertutto e le tradizioni sicuramente contribuiscono a mantenerla viva nel corso dei secoli.
Di seguito delle foto e un piccolo video girato all’interno della Chiesa.



Eugenio



Per i nostri Amici pubblichiamo il video con le foto di Domenica 18 Agosto
Prossimamente potrà essere vissuta la processionr attraverso un nuovo video.



15 agosto 2008

15 agosto: Solennità della Gloriosa Assunzione della B.V. Maria

Da epoca antichissima, il 15 agosto è un giorno festivo. Anzi: il giorno festivo per antonomasia. Il Ferragosto (dal latino: Feriae Augusti, come dire Riposo di agosto) era il culmine del ciclo dell'agricoltura. Tutto ciò che potesse essere fatto per assicurarsi raccolti copiosi e di qualità era già stato fatto. Non restava, dunque, che celebrare insieme la festa della gioia e del riposo, unita al forte augurio che la terra sia generosa verso i suoi figli così laboriosi. Dimenticati in gran parte i motivi originari di tale ricorrenza, nella tradizione e nel subconscio degl'Italiani e di altri popoli in diversa misura legati alla tradizione dell'antica Roma è comunque rimasta la sensazione di una grande celebrazione gioiosa di ringraziamento per i risultati personali, familiari e comunitari ottenuti e come forte auspicio per nuovi risultati, nell'imminenza della ripresa dell'anno scolastico e lavorativo.
Il cristianesimo delle origini ha individuato, invece, nel 15 agosto la data del compimento della vita terrena della madre di Gesù, Maria, reso dalla tradizione con due distinte immagini significanti comunque la medesima sostanza di una donna vittrice della morte e del peccato, le due "bestie nere" del genere umano. La tenera, soave, rappresentazione della morte di Maria come quella di una Dormizione vegliata dai Dodici Apostoli, tipica degli orientali. La gloriosa, trionfale, Assunzione di Maria - in anima e corpo - al cielo, tipica di noi occidentali.
Papa Pio XII, interprete di una tradizione consolidata ed ancorata, se non sulle Sacre Scritture canonizzate, su testi comunque ricchi di valore teologico, nel 1950 diede all'Assunzione di Maria la definizione di Dogma, verità indiscutibile alla quale non si può fare a meno di credere senza essere dei cristiani-cattolici incompleti, in non piena comunione con la Chiesa apostolica romana. Tale definizione, molto tarda, non è comunque estemporanea ma legata a convincimenti già profondamente radicati nel popolo cristiano ed è perfettamente coerente o - per meglio dire - conseguente all'altro grande dogma mariano: quello dell'Immacolata Concezione, proclamato novantasei anni prima da un altro "Papa Pio", il IX.
Maria è assunta in cielo o, comunque, vince la morte, proprio perché è stata dotata da Dio di singolari privilegi, costituenti altrettanti dogmi. Quello di essere stata concepita senza peccato originale. Quello di avere il compito cruciale di cooperatrice primaria della Redenzione come madre del Dio-fatto-uomo. Quello di svolgere tale missione preservando intatta e perpetuamente la propria verginità. E, a coronamento, verrebbe da dire, logico di tali cruciali carismi quello, appunto, di essere, con l'Assunzione-Dormizione, partecipe immediatamente della Salvezza Eterna, vissuta in anima e corpo, per vivere la quale in tale completezza gli altri esseri umani dovranno attendere la fine dei tempi.
La ricorrenza dell'Assunzione non è, ovviamente, per la Chiesa, una semplice festa o memoria liturgica. E' una Solennità. Ciò implica che ciascun nucleo comunitario cattolico - parrocchiale, missionario, monastico etc. - celebri tale ricorrenza indipendentemente dal fatto che essa abbia una particolare tradizione locale.
E difatti anche la Parrocchia arcipretale di Scilla, significativamente dedicata a Maria nell'attributo dogmatico strettamente correlato dell'Immacolata Concezione, ha sempre celebrato solennemente nella Chiesa arcipretale e, per le messe prefestive o vespertine, anche nella Chiesa del Patrono della città San Rocco o in altre chiese succursali tale Festa speciale. In verità, da quando la Parrocchia di Favazzina è stata unita a quella del suo capoluogo comunale, anche la Parrocchia scillese può dire di avere una tradizione specifica dell'Assunzione, espressa - oltre che nei modi suggeriti per tutti dalla Chiesa - anche da una processione che gli abitanti del bel paese marino compreso nel nostro Comune tributano alla Vergine Assunta. Salvo gli anni nei quali cause di forza temporaneamente maggiore lo impediscano loro. Tale processione ha il suo culmine simbolico - liturgicamente ricco di significato - nella conduzione in corsa della venerata statua mariana, sempre di corsa rivolta verso il popolo ed elevata al cielo in un tripudio di inni, campane a festa, note della Banda e fuochi d'artificio. Difficile non vedere in tale trionfo la memoria viva dell'Assunzione.
Immagini certamente riconducibili alla tradizione occidentale della gloriosa Assunzione sono anche quelle offerteci dalla colossale Vara di Messina e dalla simile Varia di Palmi, mentre la vicina città di Bagnara Calabra, la cui Parrocchia abbaziale è dedicata a Santa Maria e i XII Apostoli, è legata alla tradizione orientale della Dormizione, graficamente resa dal bel quadro custodito nella Chiesa abbaziale e portato in processione il 15 agosto.
Alle portatrici del nome Assunta, in tutte le sue varianti, i più affettuosi auguri di Buon Onomastico da Scillachiese.

Giovanni Panuccio
http://giovannipanuccio.blogspot.com/

Seguono le immagini del pellegrinaggio annuale che gli Scillesi compiono a Seminara presso il Santuario della B.V. dei Poveri, detta anche Madonna Nera. Inoltre seguiranno le foto della Festa della B.V. Maria e i XII Apostoli.

14 agosto 2008

W Santarroccheddu


Questa sera sono iniziati i festeggiamenti in onore di San Rocco. Con la “Salita” di Santarroccheddu, nella sua cappella, edificata nel 1894 ( ricostruita nel 1990) in occasione di un terremoto che pur essendo di forte intensità, risparmio Scilla, non ci furono vittime e i danni non furono ingenti.Per ricordare l’evento gli scillesi costruirono una cappella, affinchè quel luogo rimanesse a testimoniare la riconoscenza e l’affetto, che tutte le generazioni hanno verso San Rocco. Di solito la statua è portata nella cappelletta il venerdi che precede la Festa, per poi riportarla in chiesa il lunedì successivo a chiusura dei festeggiamenti, con bellissimi Fuochi d’artificio offerti dai “vicini di Santarroccheddu".


Più avanti ci occuperemo con più dettagli della storia di questo luogo di culto molto caro a noi scillesi.





By Alex


AVVERTENZA: La colonna sonora del video - costituita dalla marcia "La Ritirata" eseguita dalla Banda "Città di Scilla" - è stata aggiunta in fase di montaggio dal WebmasterScillachiese in quanto - fin dall'ormai lontano 2004 - le autorità parrocchiali subentrate l'anno prima non ritengono necessaria la presenza della Banda nelle tradizionali cerimonie di Esposizione e Riposizione della venerata statua di San Rocco. (lo staff di Scillachiese)

11 agosto 2008

SAN GAETANO DA THIENE

Il 7 agosto la Chiesa ricorda San Gaetano da Thiene. Molti scillesi, fra i quali chi scrive, non conoscono bene questo Santo veneto. Generalmente, è risaputo che è il Patrono di Melia, frazione del Comune di Scilla.I Santi sono persone speciali. Il loro compito è quello di unire, creare ponti. E, soprattutto, avvicinare l'uomo a Dio. Qualche anno fa, Scilla celebrò in grande stile il proprio gemellaggio con Hamrun, paese alle porte de La Valletta, nell'isola di Malta. In quell'occasione, avemmo in tanti l'opportunità di conoscere alcuni abitanti di Hamrun. Tra questi, noi di Scillachiese conoscemmo una brava persona di nome Omar, che ci parlò della sua città. Durante questi colloqui, chi scrive chiese ad Omar come mai il Comune di Hamrun avesse scelto proprio Scilla come paese italiano con il quale creare questo rapporto di reciproca conoscenza. La sua risposta fu: "San Gaetano!". Mi raccontò che, nel prendere in considerazione alcuni paesi italiani, l'amministrazione comunale - della quale Omar faceva parte - scelse Scilla per la presenza, nel suo territorio, della chiesa di San Gaetano a Melia. Per loro, la devozione a San Gaetano, Patrono di Hamrun, era un forte legame dal quale poteva nascere una fruttuosa amicizia. Devo dire che forse, a livello di Istituzioni, l'attenzione su questo gemellaggio è un po' calata. Ma l'amicizia con tante persone come Omar è forte e sono certo che durerà.
Costantino


La festa di San Gaetano ad Hamrun, nostri amici Maltesi


video della festa 2oo8. Saluti a tutti gli amici di Malta

16 luglio 2008

Maria SS del Monte Carmelo, o del Carmine


Oggi è la Solennità della Vergine Maria del Monte Carmelo o del Carmine.
Questa devozione, nasce sul monte Carmelo in Libano, da un gruppo di crociati che decisero di riunirsi in comunità contemplativa, dichiarando Maria protettrice del nuovo cenacolo. Nel tempo il nome di Maria fù legato a quello del Monte ed in breve tempo questa devozione si divulgò in tutta Europa e nel Mondo.
Con precisione non possiamo affermare l'inizio del culto alla Vergine del Carmelo a Scilla. Oggi come da diversi decenni, il culto di Maria del Carmine è legato alla Chiesa che si trova all'estremità di Via Umberto I. Questa chiesa è detta del Carmine, ma è conosciuta anche come chiesa di Sant'Aloja ( San Luigi ). La chiesa conserva una statua della Madonna del secolo scorso fatta eseguire per sostituire la più antica, oggi conservata nella chiesa di San Giuseppe.
Oltre le due Statue, nella chiesa di San Rocco è custodita una grande tela raffigurante la Vergine del Carmine con le anime dell'infermo. Di buona fattura, attribuita alla scuola napoletana, è stata restituita nel 2005 alla parrocchia dopo, trent' anni di custodia e restauro da parte della sopraintendenza.
A tal proposito, volevo dire che non condivido la scelta di riunire tutti i dipinti delle varie chiese, perché le stesse opere, se fossero presenti nelle chiese d'appartenenza, sarebbero di più facile lettura, dato che rappresentano la storia devozionale delle chiese d' appartenenza.
Oggi i devoti del Carmine si recheranno a pregare la Vergine nella sua chiesa che, pur se piccola, accoglierà come tutte le chiese del mondo le suppliche che i devoti eleveranno alla Madre di Dio.
Mi auguro che questa devozione non sia dimenticata o ancora peggio soppressa volontariamente. Costantino

Alcuni momenti della emozionante festa in Onore Alla Madonna del monte Carmelo nella città di Bagnara.
"Posso dirvi che vivere quegli splendidi momenti è veramente molto bello, per il semplice motivo che oltre ad esserci la gente del posto è presente anche gente da altri paesi vicini, tutti insieme ad onorare la Madonna e gridare sempre più forte VIVA MARIA" Alessandro




29 giugno 2008

San Rocco inizia la Festa

Questa Domenica iniziano le Domeniche in preparazione alla Festa di San Rocco. Tutti aspettiamo che le porte della cappella che per un anno, ha custodito la n.s. Venerata Statua si aprano e tutti insieme possiamo rivivere quell'emozione che proviamo nel rivedere un amico al quale ci lega l'amore di Cristo. Tutti accompagneremo la statua in chiesa con il cuore pieno di gioia e di emozione. Quest'anno quest'evento è ritornato nella TRADIZIONE, cioè di domenica non il sabato. Speriamo che queste domeniche in preparazione all'attesa Festa del n.s. Patrono siano ricche di momenti di fede. Noi tutti affidiamoci al n.s. Protettore affinché la sua amicizia ci guidi per il giusto cammino.



“ SANTA ROCCU U PRUTITTURI “

Ogni annu o bona genti, puntuali ndi ncuntramu,
nta sta chiazza tutti allegri, cu sta festa ndi scialamu.
Cu a scasa e cu a nginocchiu, a Santa Roccu ndi priamu,
se campamu l’annu chi veni, sempri cca mi ndi ritruvamu.

O Beatu Santa Roccu chi ra Francia Tu vinisti,
pi li poveri e li malati, ogni mumentu tu priasti.
Paisani e furisteri, chi i luntanu vui viniti,
e cu tanta cuntittizza, a Santa Roccu vui lurati.

Santa Roccu ra Gran Putenza, siti chinu ri bontà,
ogni annu cu primura, tanta genti veni cca.
Ma veni cca nti Tia, chi pi tutti si tantu bonu,
purtamu an processioni, Santa Roccu lu patronu.

Simu allegri e assai cuntenti, chi priparunu a To festa,
candu nesci ra To Cresia, tutta a genti e dda ca spetta.
Priparandu i Triunfinu, e lu focu i mezzanotti,
a Scilla cca nti nui, rriva genti i tutti i parti.

Sintiti bona Genti, ieu chi vi vosi riri,
pi Scilla e furisteri, sta canzuni vosi cantari.
Ma prima mi finisciu, u cori ieu mi toccu,
grirati assiemi a mia, EVVIVA SANTA ROCCU !!!

SALVATORE BRIGANTI

Le foto dell'uscita di San Rocco 2008






AVVERTENZA: La colonna sonora del video - costituita dalla marcia "Parata d'Eroi" eseguita dalla Banda "Città di Scilla" - è stata aggiunta in fase di montaggio dal WebmasterScillachiese in quanto - fin dall'ormai lontano 2004 - le autorità parrocchiali subentrate l'anno prima non ritengono necessaria la presenza della Banda nelle tradizionali cerimonie di Esposizione e Riposizione della venerata statua di San Rocco. (lo staff di Scillachiese)

13 maggio 2008

DOV’È CARITÁ E AMORE, QUI C’ È DIO: UN GIORNO SULLE ORME DI SAN FRANCESCO.

Era da Febbraio 2008 che si parlava di un possibile pellegrinaggio a Paola in onore di San Francesco. Dopo alcuni imprevisti è stata fissata la data del 10 Maggio con l’organizzazione della Signora Ninuccia Pippia. Alle 7 del mattino eravamo in tanti ad affollare i punti di ritrovo previsti per la partenza; erano presenti rappresentanze di tutti i quartieri di Scilla e Favazzina; eravamo in tanti, ognuno con il proprio sacco pieno di gioie e dolori da offrire a Gesù per intercessione di San Francesco. Il viaggio è trascorso in piena armonia e preghiera. Prima tappa del pellegrinaggio è stata la chiesa dei Padri Passionisti a Fuscaldo, città nativa della madre di San Francesco. Grazie alla disponibilità dei Padri, tutti insieme abbiamo partecipato alla Santa Messa che è stata animata dal nostro gruppo. Ad aiutare il Sacerdote, durante la funzione liturgica, si sono prestati amorevolmente Rocco Panuccio e Giuseppe Fontana i quali hanno indossato l’abito della confraternita di San Francesco. Insieme abbiamo vissuto dei bei momenti di profonda riflessione dove il Sacerdote si è soffermato sull’importanza della figura di Gesù nella nostra vita: la vita di Gesù, vissuta interamente in comunione con il Padre, deve diventare la nostra vita. La vita di ogni cristiano è l’incontro con Gesù. San Francesco, come tutte le figure dei Santi, sono l’esempio della vera vita cristiana;sono veri discepoli di Gesù e hanno impresso nel loro cuore come un sigillo il bisogno di vivere come dice il Vangelo, hanno la voglia di diventare discepoli del Padre come Gesù. È stato bellissimo vedere tanto raccoglimento. Terminata la nostra visita a Fuscaldo e dopo avere pranzato in un ristorante locale, ci siamo recati a Paola presso il Santuario del Santo della
Carità. Non sapevamo, però, che c’era una sorpresa per tutti noi: nella piazza antecedente il Santuario c’era Padre Morosini, che il giorno prima era stato nominato nuovo Vescovo della diocesi di Locri-Gerace che con molto affetto, pazienza e generosità ci ha accolti. Dalla piazza siamo partiti tutti insieme intonando il rosario in vernacolo di San Francesco, per arrivare nella cappella delle reliquie dove Sua Eccellenza Morosini ha impartito la Sua solenne benedizione su tutti noi e su un quadro raffigurante Scilla con San Francesco che attraversa lo Stretto di Messina con il mantello, fatto fare per la ricorrenza del 5° centenario della morte del Santo e che sarà riposto nel nostro Paese. Non scorderò facilmente il volto, visibilmente emozionato, della Signora Ninuccia Pippia (e di tutti i presenti) per questa sorpresa così gradita e inattesa che abbracciandomi disse: “ e cui sa spittava na cosa i chista!”. Il nostro pellegrinaggio continuò verso il luoghi di preghiera del Santo. Quanta pace e serenità che trasmette questo luogo; basta fermarsi un attimo, fare un respiro profondo per sentire il profumo della preghiera. Quanta umiltà si vede visitando questi luoghi:tutti piccoli cunicoli scavati nella pietra; si intuisce che ciò che veramente stava a cuore a questo grande Santo non erano le cose materiali ma celebrare le meraviglie del Signore. Tanta preghiera veramente partecipata e vissuta con il cuore, in un clima di armonia e pace; ecco come abbiamo trascorso questa giornata. Il sacco che prima era pieno di gioie e dolori è ancora pieno ma di serenità e amore e spero tanto che, con l’aiuto del Signore e con la nostra perseveranza nella fede, possiamo trasmetterla agli altri, possiamo prodigarci per gli altri seguendo l’esempio di San Francesco. Tutti noi siamo chiamati alla santità, non avrebbe senso altrimenti la venuta di Gesù; per tutti noi c’è posto nelle braccia infinitamente grandi di Dio Padre. Santa Teresina del Bambino Gesù diceva che “la grazia e l’amore di Dio si manifesta in tutte le anime, dalle più semplici alle più sublimi”. Credo sia essenziale prendere come modello di vita i Santi; essi, come dice il Concilio Vaticano II, proclamano le meraviglie di Cristo e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare, ci aiutano a trovare la via per la salvezza eterna. Allora con cuore umile e sincero cerchiamo di imprimere nel nostro cuore quello che era “il motto” ma ancor di più la vita di San Francesco: CHARITAS!!!

Con affetto, Francesca Scarano


by alex