Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.
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11 gennaio 2009

Il Battesimo di Gesù nel Giordano

Oggi la chiesa festeggia la Teofania di Dio durante il Battesimo di Gesù nel Giordano.
Prima che Gesù avviasse la sua missione terrena, andò da Giovanni il Battista, chiamato così perché egli battezzava con acqua e predicava la remissione dei peccati.
Giunto Gesù da Giovanni gli chiese di voler ricevere anche Lui il battesimo, ma Giovanni riconoscendolo, si rifiutò in quanto egli non era degno di legare nemmeno i sandali a Gesù, lo invito a fare il contrario, in quanto lo riconobbe come il Messia. Gesù insistette dicendo che quella era la volontà del Padre, a questo punto Giovanni acconsenti e lo battezzò con acqua, ma proprio in quel momento i cieli si aprirono e una voce esclamo “Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” e lo Spirito Santo in forma di colomba si pose su di Lui.
Qui il Cristo (unto dal Signore) riconobbe il battesimo come azione santificatrice che libera l’uomo dal peccato originale, Lui pur essendo senza macchia di peccato per la salvezza dell’uomo si fece battezzare, è con questa azione santificò tutte le acque.

06 gennaio 2009

Epifania di Gesù


Oggi è la solennità dell’Epifania e cioè manifestazione del Signore. Dio ha voluto che suo figlio nascesse nel nascondimento e nella “povertà” di una grotta/stalla, ma tutto era scritto, già tanti profeti annunziarono la nascita del Re dei Re, sia tra il popolo eletto, sia tra gli altri popoli della terra.
La Santa Famiglia mentre si trovava ancora nella grotta vide arrivare tre re con doni (oro incenso e mirra) da consegnare al Re che era nato, preannunziato dal firmamento, i quali furono condotti presso la stalla da un evento straordinario e cioè dalla stella cometa.
Attraverso i Magi Gesù si mostra, si manifesta al mondo, ed è una delle tre volte prima della sua missione, nel mondo.
Quindi bisogna ricordare che la chiese di rito orientale e le chiese bizantine oggi ricordano anche le altre epifanie di Gesù il battesimo nel Giordano, e lo sposalizio di Cana quando Gesù trasformò l’acqua in vino.
Credo che oggi dobbiamo festeggiare Cristo per quante volte si manifesta col suo amore nell’arco della nostra vita.

29 novembre 2008

Inizia la Novena alla B.V. Immacolata


Domattina inizia la novena alla Beata Vergine Maria, venerata nella sua Immacolata Concezione.
Inutile dire che questo è un momento importante della vita Cristiana della nostra comunità. Come ogni anno affolleremo la chiesa matrice iniziando la giornata alle cinque del mattino con il Santo Rosario in parte cantato, subito dopo si intonano gli antichi canti devozionali alla Beata Vergine seguite dalla Santa Messa. Buon inizio novena a tutti.

Riportiamo le parole d'augurio che il nostro Arciprete ci ha rivolto.


La Bellezza di Maria Immacolata si offre anche quest'anno alla fede e alla pietà della nostra brava gente. Come parroco sento insieme la trepidazione e il profumo della "Primavera" durante i miei primi passi, in questa splendida terra di Scilla e con viva gratitudine al Signore vi invito numerosi. Sono certo che guardando a Lei, la Madre di Tenerezza, in questo particolare Anno Paolino, sappiamo anche noi essere annunciatori del Vangelo con il cuore rinnovato dal candore
della sua dedizione sponsale.

02 novembre 2008

2 Novembre Commemorazione dei Defunti

Il 2 novembre è il giorno in cui la chiesa ricorda tutti i defunti di tutti i tempi. Con il Battesimo siamo morti e risorti in Cristo, è questo ci dà la certezza che un giorno anche noi potremo contemplare il Suo Volto. Per molti è difficile credere alla vita del cielo oggi siamo legati troppo alla materia, quindi non riusciamo sempre a cogliere l’essenza spirituale della vita, la morte viene vista come fine dell’esistenza di una persona, oppure siamo in una continua ricerca, avvolte ci illudiamo di trovare un contatto con chi non c’e più passando da maghi cartomanti ecc. Mentre per il cristiano la morte per quanto dolorosa per chi rimane, sa che è un passaggio, dalla vita materiale ad una vita spirituale. La chiesa ci insegna che in Cristo vive chi ci ha preceduto e lo incontriamo in ogni celebrazione Eucaristica, dove il cielo e la Terra si incontrano in Cristo Morto e Risorto per Noi.

Costantino

01 novembre 2008

Tutti i Santi

Nel Credo la chiesa Cattolica , proclamano l’essenza della fede e cioè il credo riassume (per cosi dire), tutta l'opera di Dio dalla Creazione alla fine dei tempi esso viene chiamato anche “PROFESSIONE DI FEDE”.
Crediamo nel Dio Uno e Trino, nel Figlio Incarnato Morto e Risorto per noi, allo Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, LA COMUNIONE DEI SANTI, la Remissione dei peccati e la Vita Eterna.
Poi in uno dei modi di ripetere il credo si conclude dicendo “Questa è la nostra Fede, questa è la Fede della Chiesa e noi ci GLORIAMO di Professarla.
Oggi è il giorno in cui la Chiesa Santa perché in essa vi è Cristo ricorda tutti i Santi, che conosciamo e non conosciamo. Santo è colui che a detto si a Dio, che per amore suo ha saputo seguirne gli insegnamenti donando se stesso anche con la propria vita. Tutti siamo chiamati alla santità, avvolte si pensa che i santi sono persone soprannaturali, invece i Santi sono degli Amici che ci vengono messi accanto, loro vivono nella gloria di Dio, loro per Amore di Cristo, molte volte hanno sopportato i più aspri flagelli fino a dare la vita, dare la vita come atto d’amore. I Santi non brillano di una luce propria, non sono idoli, ai quali dobbiamo rendere tributi e sacrifici, ma sono Amici Speciali, la loro vita è come una strada che confluisce nella Luce di Dio, oggi loro vivono in questa Luce nella Gioia dell’Amore di Dio, c’invitano tutti a vivere come Cristo ci ha insegnato, Beati ......,affinché anche noi possiamo con loro, quando saremo chiamati, a vivere in Comunione con SS Trinità.

Costantino Alfonzetti

29 ottobre 2008

Un’azione di bene “per caso”

Tante volte si compiono dei piccoli gesti, delle misere azioni, che solo dopo averli compiuti t’accorgi d’aver fatto del bene a qualcuno che molto probabilmente non sai nemmeno chi sia, anche se sicuramente ha bisogno di te.
Vi dico queste parole per il semplice motivo che, qualche giorno fa, mi è capitato di dare un aiuto “per caso”.
Ero andato in motorino sotto casa di un Amico (Rocco) per chiedergli di uscire a fare una passeggiata e scambiare quattro chiacchiere. Ad un certo punto mi arriva una chiamata sul cellulare. Era proprio lui. Mi dice che deve andare a caricare dei pacchi. Io avevo sentito spesso parlare di questi pacchi ma, o per lavoro o per altri motivi, non ho avuto mai l’opportunità di capire di cosa si trattasse e gli ho risposto (avendo un’oretta libera) che gli avrei fatto compagnia. Arrivato a destinazione sono entrato – con un po’ d’imbarazzo - assieme a Rocco. Incontrammo diversi conoscenti, tra i quali due cari amici di famiglia uno di essi il responsabile della struttura. Erano in totale quattro le persone che sono scese nella sala sotto per iniziare subito i lavori e non è mancato neanche un momento d’ilarità per via delle bizze dell’ascensore. Una volta scesi, abbiamo aperto la cosiddetta “stanza dei Pacchi” e subito Pietro, uno del gruppo, mi ha detto che sono tutti pacchi pieni di indumenti di qualsiasi taglia e ambo i sessi, giocattoli per bambini, scarpe nuove ed usate, tappi di plastica che servono per beneficenza e tante altre cose. Tutta roba che poteva servire a qualcuno meno fortunato di noi.
Diciamo che solo in quel momento, guardando quella stanza piena di scatoloni, ho capito quello che stavo andando a fare: aiutare qualcuno senza sapere chi fosse, dove abitasse, che aspetto avesse... Non ho fatto nessuna domanda e mi sono messo subito a portare questi pacchi nel parcheggio dell’edificio per caricarli sul camioncino. Quest’ultimo era abbastanza grande ma lo abbiamo riempito fino all’inverosimile. Naturalmente quell’“oretta libera”, nel frattempo, erano diventate tre. Ma non lo avvertivo come un peso, perché mi rendevo conto che stavo impiegando molto bene quel tempo.
Questa testimonianza non mi serve a “farmi bello” agli occhi degli altri. Quello che m’importa è soltanto dire come basti veramente poco per far sorridere qualcuno. Non importa la razza, il sesso, la religione. Quello che conta è che bisogna aiutare chi ha più bisogno di noi.

Inoltre voglio ricordare che a Scilla si effettua la raccolta degli indumenti nuovi o usati, giocattoli, tappi di plastica di ogni grandezza e qualsiasi altro oggetto utile che a noi non serve più ma che può far felice tante persone.

Alessandro Delorenzo

26 ottobre 2008

"BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE"



Benedetto colui che Viene nel nome del Signore, è con questa acclamazione/preghiera che il popolo di Gerusalemme acclamava Gesù, con palme e ulivi, anche noi oggi abbiamo ripetuto come quel giorno “Benedetto colui che viene nel nome del Signore” con gioia e commozione abbiamo accolto questa mattina l’Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria, insieme al nuovo Arciprete Don Francesco.
Il Vescono nostro pastore, successore degli Apostoli, Custode della chiesa reggina oggi ci ha lasciato un suo discepolo affinchè curi il suo gregge.
Questo è un momento particolare per la nostra parrocchia, è un periodo di transazione, Don Francesco avrà un compito arduo, far rinascere a vita nuova questa antica parrocchia ricca di tradizione e testimonianza di fede.
Oggi il Vescovo nella sua lunga e accorata omelia ha esposto la figura del vero cristiano, ha delineato, le caratteristiche di chi si definisce cattolico, ha ESALTATO l’operato del parroco uscente, invitando Don Francesco a seguirne le orme come del resto lui fece (?) con Don Mimmo Marturano. Il vescovo ha inoltre detto che si può essere in disappunto con il sacerdote, o con il vescovo, ma non bisogna usare i mezzi di comunicazione tra cui internet. Dopo ha preso la parola il rappresentante del consiglio pastorale, ha parlato della parrocchia, invitando il nuovo parroco a non farsi condizionare dai pochi, ARROGANTI, IGNORANTI, PRESUNTUOSI ecc.. Finalmente alla fine della celebrazione, ha preso la parola il nuovo Parroco Don Francesco, ringraziando tutti, gli ex parrocchiani che lo hanno accompagnato, i fedeli scillesi definendo TERRA SANTA la parrocchia scillese, informandoci che egli vuole essere PARROCO DI TUTTI NON ESCLUDENDO NESSUNO.
Credo che tutta la Parrocchia augura a Don Francesco, “Ben Venuto” ci auguriamo che possa essere davvero il parroco di tutti, anche perché credo che dopo quello che abbiamo ascoltato oggi sarà più difficile del previsto. Il rispetto, la verità, e l Amore stanno alla base per costruire la comunione, purtroppo questo non accade sempre, forse per quieto vivere o per altri motivi, sta di fatto che se mancano queste condizione le fondamenta della casa non saranno saldi come dovrebbero.
Costantino Alfonzetti

07 ottobre 2008

Solennità della B.V. del Rosario, Regina delle Vittorie.


La devozione del 7 ottobre alla Vergine Maria si deve a un fatto storico ben preciso: la vittoria che i cristiani riportarono sull’Impero Ottomano nel 1571. La Vergine, infatti, nei primi secoli di questa tradizione, veniva invocata come Regina delle Vittorie. Ancora oggi, invocando la Madonna del Rosario, viene ricordata anche con questo titolo.
Questa vittoria fu determinate affinché l’Europa rimanesse cristiana; la Spagna e la Sicilia e altre zone d’Italia ritornassero cattoliche e finissero le scorrerie dei turchi.
Il detto, ancor oggi in uso, “ti cumbinasti comu e santi i Rriggiu”, fa memoria di una scorreria saracena che interessò Reggio, accompagnandosi alla distruzione di tutte le chiese e delle statue, rese a brandelli. Questo detto, a distanza di secoli, ricorda la persistenza - anche se ormai, in gran parte, inconsapevole - della memoria di quest'evento sconvolgente.
Dobbiamo dire che il culto alla Vergine del Rosario, con la diffusione della stessa recita di quest'ultimo, si deve a San Domenico il quale, durante un'apparizione della Madonna, ricevette il rosario che, da lì a poco, si diffuse in tutto il mondo.
A Scilla, la devozione mariana presente e radicata fin dai primi secoli dell'era cristiana non tralasciò la devozione alla Madonna del Rosario. A Lei fu dedicata una chiesa dove ora è collocata la rosa dei venti in piazza San Rocco(Nella foto nell'angolo in alto a destra). Questa chiesa - riporta il Minasi in uno dei suoi preziosi scritti - era molto bella, arricchita con stucchi del noto decoratore palermitano settecentesco Gianforma. Vi era attiva anche una confraternita dedicata a Maria Ss. del Rosario e detta dei Nobili in quanto era composta in gran parte da esponenti della famiglia Ruffo e da persone a loro vicine. A conferma di ciò, il cardinale Ruffo lasciò in eredità a questa chiesa un bellissimo calice, con custodia. Alla base del calice sta scritta l'intenzione del cardinale di donare il calice alla Confraternita del Rosario. I Ruffo, inoltre, quando fecero costruire la nuova chiesa di San Pancrazio sul castello, dedicarono l’altare maggiore alla Vergine del Rosario, commissionando una grande tela raffigurante, al centro, la Madonna, circondata da riquadri rappresentanti i misteri del Rosario. La preziosa tela si trova attualmente in restauro presso la Soprintendenza ai Beni culturali di Cosenza.
Oggi la devozione a Maria Ss. del Rosario, Regina delle Vittorie, è presente nella chiesa del Carmine dove è custodita una particolare statua della Madonna. L’unica del genere a Scilla, dato che sia la Madonna sia il Bambinello hanno capelli veri. Particolare tipico delle statue vestite, cioè ricoperte con tessuti, anche se questa, per quanto a nostra conoscenza, non è stata mai vestita.
Speriamo che al più presto questa ricorrenza possa essere ricordata come un tempo come ci ha raccomandato di fare chi ci ha preceduto nel cammino sulla Via della Salvezza.




Costantino Alfonzetti

06 ottobre 2008

Una Grazia da condividere


Giovanni Bellantoni (o Giovanni B.) - assiduo frequentatore di questo sito e partecipe acuto, costruttivo e sempre pertinente delle sue discussioni - ha voluto condividere con noi il suo rapporto con San Bruno e con la sua straordinaria eredità certosina che ha in Serra una delle sue espressioni più significative, soprattutto come "luogo dell'anima".


Questa mattina ho voluto rinnovare un appuntamento con la preghiera del cuore, con quella silenziosa oblazione di sé che sola può aprirci all’ascolto della Parola.
Dio ama tutte le creature, ma ha un debole per l’uomo, a lui e solo a lui vuole parlare di Sé e renderlo partecipe di ogni Sua iniziativa.
Questa mattina sono andato alla Certosa di Serra San Bruno, con l’unico desiderio di varcarne il portone per potermi unire alla preghiera dei monaci certosini.
Quale sorpresa nel sentirmi dire che quest’anno non sono ammessi i fedeli all’interno. D’un tratto ho visto tramutare il desiderio in miraggio, sono rimasto a guardare l’ingresso con altre persone che nel frattempo si avvicinavano alla portineria. La risposta era sempre la stessa.
Ero già stato all’interno della certosa in altre occasioni ed avevo partecipato alla S. Messa.
Negli altri ad essere delusa era la speranza di poter, almeno per una volta, vedere come vivono dei monaci di stretta clausura, in me si faceva strada, invece, la memoria degli altri incontri, sempre dovuti alla Grazia, uno in particolare quando potei assistere alla vestizione di un giovane monaco che sul finire della cerimonia, fece il giro del coro in ginocchio ed ad ognuno dei monaci e dei pochi fedeli presenti disse: “Prega per me , fratello”. E’ passato qualche anno e ricordo perfettamente quella espressione del viso, lo guardo dritto e sereno, l’umiltà della voce sorretta dalla fermezza dello spirito.
In fondo c’ero stato tante volte, sarei tornato, per le previste ammissioni dei fedeli, nelle solennità del Natale, Pasqua, Corpus Domini e Festa dell’Assunzione.
Avendo piantonato il portone d’ingresso, mi accorgo che il monaco che aveva finito di celebrare nella cappella esterna, l’unica accessibile anche alle donne, saluta affettuosamente un signore (era il fratello) ed un altro a cui avevo fatto da cicerone, è bastato uno sguardo e mi sono ritrovato in un lungo corridoio, austero e semplice, in un angolo una piccola cappella dedicata alla Vergine Maria e dopo un po’ la porta della chiesa interna.
Alcuni monaci erano seduti nel coro, mentre un altro più giovane ultimava i preparativi per la S. Messa.
Il pavimento in legno profumava di cera e scricchiolava ad ogni passo, ma non era un rumore, mi dava più l’impressione di essere complice di una presenza.
Alle nove in punto comincia la funzione solenne in onore di San Bruno.
Il canto certosino è solenne e austero. Meno maestoso del gregoriano, ma affascina e trasporta per la sua essenzialità. Tutto si svolge in un silenzio naturale, niente è forzato ed i monaci che si alternano nella salmodia e nelle letture sono pacati e composti. Ogni parola è soppesata e pronunciata con deferenza.
Al momento della consacrazione, veniamo invitati, sempre in silenzio, a disporci in cerchio intorno all’altare, non mi era mai successo. Ogni gesto del celebrante, in questa occasione il Priore, è misurato, sarà lui stesso a distribuire la Santa Comunione sotto le specie del pane, dopo un po’ un altro monaco ci porterà il calice dal quale tutti, monaci e fedeli, berremo il Sangue di Gesù.
Ho rivisto quel monaco che mi aveva chiesto di pregare, era addetto al turibolo. Era sereno e molto preso dalla funzione. I monaci non erano incuriositi della nostra presenza e solo all’uscita ci hanno salutato con un largo sorriso, e ad uno ad uno raggiungevano le proprie celle, per proseguire in altro modo l’opera di preghiera e di intercessione.
Sono passate più di due ore da quando sono entrato, uscirò più tardi, forse stasera, quando i ritmi della giornata avranno preso il sopravvento.

Giovanni Bellantoni

Nota: per una sintesi delle principali notizie sulla vita di San Bruno da Colonia e sull'Ordine dei Certosini - comunità "mai riformata, perché mai deformata" - raggiungete questo collegamento.

04 ottobre 2008

San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia



Oggi è la Festa di San Francesco d'Assisi. Patrono d'Italia, autentico simbolo di virtù cristiane vissute nell'interezza del corpo, della mente e dell'anima. Eponimo ed ispiratore della vita di San Francesco da Paola, Patrono di Calabria, della gente di mare e del quartiere Marina Grande di Scilla.Per ricordare il fondatore del benemerito Ordine dei Frati Minori - detti, appunto, Francescani - riproponiamo il suo Cantico delle Creature, perfetta espressione letteraria della sua anima e considerato, anche, uno dei primi documenti della moderna lingua italiana scritta (Giovanni Panuccio).

Altissimo, onnipotente, bon SignoreTue so' le laude, la gloria et l'honoreet onne benedictione.A te solo, Altissimo, se konfannoEt nullo homo ene digno te mentovare.Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,specialmente messer lo frate solelo quale è iorno et allumini noi per lui,et ellu è bellu e radiante, cum grande splendore:de te, Altissimo, porta significatione.Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.Laudato si', mi' Signore, per frate ventoet per aere et nubilo et sereno et onne tempo,per lo quale alle tue creature dai sostentamento.Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,la quale è molto utile et humileet pretiosa et casta.Laudato si', mi' Signore, per frate focuper lo quale enallumini la nocteed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.Laudato si', mi' Signore, per sora nostra madre terra,la quale ne sustenta et governa,et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonanoper lo tuo amore,et sostengo' infirmitate et tribolatione.Beati quelli ke le sosterranno in paceka da te, Altissimo, sirano incoronati.Laudato si', mi' Signore,per sora nostra morte corporaleda la quale nullo homo vivente po' skappare.Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;beati quelli ke trovaràne le sue sanctissime volutati,ka la morte secunda nol farrà male.Laudate et benedicete mi' Signore,et rengratiate et servitelicum grande humilitate.(S. Francesco d'Assisi)


SAN FRANCESCO D'ASSISI A SCILLA
A Scilla era grande la devozione verso San Francesco. Esistevano, infatti, due conventi di frati francescani. Dopo la divisione dell'ordine in cappuccini ed osservanti, i primi avevano il monastero nel luogo dove oggi sorge l'anfiteatro nella villa comunale, i secondi invece nell'attuale via orto monaci (il nome della via è dato appunto dall'antica presenza del convento). Le quattro grandi tele (due nelle pareti dell'abside e due ai lati del portone d'ingresso) che sono custodite all'interno della chiesa di San Rocco, provengono dal convento dei padri osservanti (così come il paliotto in marmo policromo della mensa eucaristica della Chiesa Matrice). Questi dipinti hanno tutti tematiche francescane e, in particolare, quello collocato a sinistra del portone d'ingresso (nella foto in alto) raffigura una visione di San Francesco, solo che a causa dei terremoti e dell'umidità, nonostante il restauro certosino di circa 16 anni fa, la figura del Poverello d'Assisi è quasi completamente scomparsa.
Rocco Panuccio

01 ottobre 2008

SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU’ Dottore della Chiesa



Oggi la Chiesa ricorda la memoria liturgica di Santa Teresa del Bambino Gesù. Teresa nacque a Alecon, città francese, il 2 gennaio 1873, ed entrambi i suoi genitori erano cristiani. I suoi studi li compì presso le suore benedettine della città di Lisieux. Nel 1887, all’età di 14 anni, accompagnata dal padre, venne in pellegrinaggio in Italia, visitando le città di Roma, Napoli, Assisi, Firenze e Venezia. Alla tenera età di 15 anni, e solo dopo numerosissimi tentativi e suppliche, le venne concesso di entrare a far parte della famiglia delle Suore Carmelitane presso il monastero di Lisieux. Da subito mostrò, mettendole in pratica, le sue virtù di umiltà, semplicità evangelica e fiducia in Dio che, attraverso la parola ed il suo esempio, riuscì ad insegnare in modo particolare alle novizie. Il primo ottobre del 1897, ancora ventiquattrenne, consegnava la sua anima nelle mani di Dio. Fu canonizzata nel 1925 e fu proclamata Dottore della Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997. A Scilla, la devozione verso questa grande santa fu introdotta dalla famiglia Florio. Nella prima metà del XX secolo, il piccolo Nicola, che sarebbe diventato giudice, era affetto da una grave malattia che gli concedeva ormai solo poche settimane di vita. La mamma pregava incessantemente il Signore affinché salvasse il suo figliolo da morte sicura. Un giorno, davanti al capezzale del suo lettino, il piccolo Nicola ebbe la visione di una giovane suora che lo rassicurava rivelandogli che sarebbe guarito. Così fu e, confidata la visione ai suoi genitori, costoro, dopo essersi fatto spiegare nei dettagli le caratteristiche di quella giovane suora, capirono che il Signore aveva operato il prodigio miracoloso per intercessione di Santa Teresa. Per riconoscenza fecero scolpire una statua raffigurante la santa francese e la riposero all’interno di una vetrina in legno. Questa statua era collocata nell’abside della Chiesa Matrice di fronte alla meravigliosa statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, collocata all’interno di una vetrina identica a quella di Santa Teresa. Iniziati i lavori per la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, molte statue, compresa quella di Santa Teresa, vennero traslate nella chiesa di Porto Salvo a Chianalea. La statua è tuttora venerata nella chiesa di Porto Salvo per desiderio della signora Ninuccia Pippia la quale chiese all’allora arciprete don Mimmo Marturano di non riportare la statua nel suo originale luogo una volta terminati i lavori di abbellimento interno della chiesa parrocchiale. La devozione della famiglia Florio verso Santa Teresa - che era composta oltre che dal giudice Nicola anche dalla sorella Alba, moglie dell’onorevole Minasi – è andata sempre più rafforzandosi nel corso dei decenni, tanto da portare la signora Giovanna Gioffrè, vedova del giudice Nicola, a far restaurare a proprie spese, circa dieci anni fa, la bella vetrina lignea dove la statua è riposta. Ho voluto raccontare questa storia per non far dimenticare i prodigi che il Signore compie attraverso questa piccola grande Santa che, dopo aver tenuto fede alla promessa di far piovere dal cielo una pioggia di rose, continua ad irrorare la Chiesa con la sua santità.
Rocco Panuccio

30 settembre 2008

San Girolamo a Scilla


Sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell’odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un’età avanzata, riposò in pace.
San Girolamo nel suo viaggio verso la Terra Santa si Fermò a Scilla e qui ricevette istruzione sulla via migliore da percorrere per raggiungere i Santi Luoghi che videro Gesù, Incarnarsi, Crescere, Predicare, Morire e Risorgere.
Forse questo particolare della vita cristiana scillese ai più è Sconosciuto, ma abbiamo l'onore di essere menzionati nello scritto del viaggio che questo Grande Santo fece.
Secoli dopo un sacerdote di Scilla appartenete alla famiglia Bova, fece costruire una piccola chiesa nei suoi possedimenti nei terreni che oggi si chiamano Bova e che sovrastano Scilla e lo stretto di Messina, a ricordo di questo importante evento.
(notizie narrate su "Notizie Storiche sulla città di Scilla" di G. Minasi)


Costantino

24 settembre 2008

“LA VARA PROCESSIONALE: ESPRESSIONE D’ARTE E DI FEDE”

Scopo principale di Scillachiese - oltre ovviamente a preservare almeno la memoria storica delle nostre tradizioni di fede e di devozione e del nostro immenso patrimonio artistico-culturale – è quello di far conoscere elementi del nostro patrimonio che, per i più svariati motivi, ai più risultano sconosciuti o, semplicemente, non si conosce il loro effettivo valore. A Scilla, la devozione verso i vari Santi e la Vergine Maria nei suoi vari Titoli ha radici antichissime che, in alcuni casi, risalgono addirittura ai primordi stessi del Cristianesimo. Questa devozione ha portato, nel corso dei secoli, alla realizzazione di stupende opere d’arte che raffigurano, appunto, i nostri Santi protettori. In passato, per ogni Santo era prevista, nel giorno della sua memoria liturgica, la processione per le vie del paese e questo, ovviamente, comportava la realizzazione di un mezzo che consentisse di poter trasportare la statua del Santo. Fu così che nacquero le Vare processionali - meglio note come portantine - che consentivano, grazie alla sistemazione di due travi in legno – stanghe -, di trasportare sulle spalle le sacre Effigi.

La dimensione elevata delle statue (Scilla possiede le statue più grandi per dimensioni dell’intero comprensorio) e la loro pregevole fattura hanno portato alla realizzazione di grandi vare che, nella maggioranza dei casi, più che strumenti per trasportare le sacre Effigi, sono vere e proprie opere d’arte. Le nostre vare sono state realizzate tutte da artisti differenti rispetto agli scultori delle statue soprastanti e verosimilmente in epoche – anche se di poco – differenti. In alcune vi è un’incisione con su scritto l’autore, come ad esempio nel retro della vara di San Giovanni Battista o in quella di San Rocco dove si legge “ A DIVOZIONE DI ROCCO BARRESI E LAVORATORI 1901” anche se molti ritengono che in questa data la vara sia solo stata arricchita di decorazioni perché la sua realizzazione, per le peculiarità esecutive, è da collocarsi in un periodo anteriore al 1901. In altre, invece, vi sono collocate statue differenti rispetto a quelle per le quali le vare erano state originariamente realizzate. Questo è il caso della vara di San Francesco da Paola che presenta sulle sue quattro facce lo stemma mariano della A sovrapposta alla M. Questo particolare fa intuire che, molto probabilmente, la vara originariamente sorreggesse la statua della Madonna dello Spirito Santo, tuttora conservata presso l’omonima chiesa, e solo successivamente venne utilizza per la statua di San Francesco. Secondo i miei gusti, la più bella e pregiata è la vara di San Rocco. Questa è sorretta da quattro leoni, simbolo della forza e dell’eroicità della fede, sovrastata da una mensola decorata in basso rilievo con motivi floreali che regge la parte superiore che per decorazione ha, nelle tre facce principali, un festone dorato. Ai quattro angoli vi sono dei portafiori in legno con dei mazzi di rose rosa, margherite, gigli e foglie di edera in lamina dipinta. La vara, oltre che per la sua maestosa grandezza, colpisce per i suoi tenui colori, dati dalla tecnica dell’argento meccato che dona all’oro un colorito più tenue. Altra bellissima espressione d’arte è la vara di Maria Ss. di Porto Salvo a Chianalea. Questa, di caratteristiche simili a quella di San Rocco ma di dimensioni più ridotte, possiede - in luogo dei leoni - quattro bellissime aquile con le ali spiegate lavorate minuziosamente nei più piccoli particolari, simbolo anch’esse della forza ma adatte, a differenza dei leoni, ad una figura femminile. Va detto che il leone nella cristianità è il simbolo dell’evangelista Marco e l’aquila di Giovanni, ma in questo caso non pare che ci sia nessun nesso particolare, rispettivamente, con San Rocco e con la Madonna di Porto Salvo. Molto bella è la vara di San Francesco da Paola che è decorata con motivi geometrici e floreali e che possiede ai quattro angoli altrettante grandi candele luminose. La vara della Madonna Immacolata, nostra patrona, è caratterizzata dalla presenza nei quattro angoli inferiori di teste di cherubino con le ali spiegate. Per ognuna delle facce soprastanti, invece, è rappresentata in basso rilievo la stella polare, anch’esso simbolo mariano. La vara, oltre ad essere un gioiello dell’arte, è anche uno strumento di fede che ci avvicina a Dio. E’ il mezzo attraverso il quale gli uomini offrono la loro fatica a Dio e, inoltre, incarna il messaggio evangelico secondo il quale “chi si innalza verrà abbassato e chi si abbassa verrà innalzato”!


Rocco Panuccio

14 settembre 2008

14 Settembre Esaltazione della Santa Croce

Oggi 14 Settembre la Chiesa festeggia la Croce, simbolo di morte, tortura, per glia antici romani, con la Morte di Cristo N. Signore e con la sua Resurezzione, è divenuta simbolo di libertà, di Amore, simbolo di Cristo stesso, perché attraverso essa il Figlio di Dio, ha salvato l’umanità.
Questa solennità viene festeggiata anche dalla comunità scillese. La chiesa di Favazzina e dedicata alla Santa Croce, in essa è custodita un frammento della Santa Croce di Cristo.
Quindi molto caro questo giorno ai favazzinesi, che oggi affollavano la piccola chiesa di Favazzina, dove al Termine della Santa Messa hanno ricevuto la Benedizione di Dio, pregando davanti questa santa reliquia.

Un tempo questo giorno veniva festeggiato con una bella Festa, che col tempo e con l’emigrazione di molti abitanti non si è potuto più organizzare.
Un gruppo di Scilla oggi è salito in pellegrinaggio al santuario di Polsi per rendere omaggio alla Santa Croce di Polsi e alla Santa Vergine. Oggi nel Santuario con la presenza del Vescovo di Polsi-Locri-Gerace si Festeggia l’esaltazione della Croce, a cui il luogo è legato, come è risaputo a Polsi si conserva un antica Croce Bizantina, appartenete all’antico santuario basiliano, ritrovata dopo secoli di abbandono di quei santi luoghi, da un pastorello, dopo l’apparizione della Vergine che gli ha indicato il luogo dove la Croce era sepolta

Costantino

12 settembre 2008

12 settembre: Santissimo Nome di Maria

Oggi 12 settembre a pochi giorni dal giorno dalla natività della Madre di Dio, la Chiesa festeggia, il suo SS nome, Maria.
Forse questo è il nome più comune al mondo, tradotto nella varie lingue, viene dato alle bambine, ed avvolte anche ai bambini come secondo nome. Il nome “Maria” inutile dire oltre al suo significato etimologico, ha assunto il significato, di madre, in quanto Maria è madre di Gesù, e Madre nostra. Oltretutto è doveroso ricordare che il nome Maria/ Miriam è caro anche ai musulmani, in quanto ella è riconosciuta, quale donna perfetta e pura, alla quale viene riservata una devozione del tutto particolare, paragonabile alla nostra devozione. Nella nostra Chiesa Reggina questo giorno, è legato alla Devozione di Maria con il titolo di “ Vergine della Consolazione” Patrona di Reggio e della nostra Diocesi, proprio questa notte, vigilia della traslazione dell’icona di Maria inizia la Veglia all’Eremo. Un tempo gli scillesi in questo giorno nel primo pomeriggio iniziavano il pellegrinaggio verso il santuario (eremo) a piedi, cantando e ballando in onore alla Vergine, al suono di tamburelli. Passata la notte in chiesa accompagnavano la madonna fino in cattedrale, dove avevano luogo gli ultimi balli che esprimevano la gioia di avere Maria come Madre, e la festeggiavano in modo semplice come si usava in quel periodo, con balli e canti, per poi fare ritorno a casa. Oggi la devozione a Maria è rimasta Viva, è cambiata nei modi ma l’attaccamento e la fiducia che il popolo della n.s. diocesi, riserva alla Vergine della Consolazione è immutato.
Questo nome ha diversi significati comunque deriva dall’ebraico Miriam, (riporto in basso qualche significato).

"MAESTRA E SIGNORA DEL MARE"Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. Maestra-Signora) + YAM (= mare): come Maria, la sorella di Mose`, fu maestra delle donne ebree nel passaggio del Mar Rosso e Maestra nel canto di Vittoria (cf Es 15,20), cosi` "Maria e` la Maestra e la Signora del mare di questo secolo, che Ella ci fa attraversare conducendoci al cielo" (S.Ambrogio, Exhort. ad Virgines)Altri autori antichi che suggeriscono questa interpretazione: Filone, S. Girolamo, S. Epifanio. Questo parallelo tipologico tra Maria sorella di Mose` e Maria, madre di Dio, e` ripreso da Ps. Agostino, che chiama Maria "tympanistria nostra" (Maria sorella di Mose` e la suonatrice di timpano degli Ebrei, Maria SS. e` la tympanistria nostra, cioe` dei Cristiani: il cantico di Mose` del N.T sarebbe il Magnificat, cantato appunto da Maria: questa interpretazione e` sostenuta oggi dal P. Le Deaut, uno dei piu` grandi conoscitori delle letteratura tergumica ed ebraica in genere: secondo questo autore, S. Luca avrebbe fatto volontariamente questo parallelismo.
"ILLUMINATRICE, STELLA DEL MARE"Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da: prefisso nominale (o participiale) M + 'OR (ebr.= luce) + YAM (= mare): Cosi` S. Gregorio Taumaturgo, S. Isidoro, S. Girolamo (insieme alla precedente)Alcuni autori ritengono che S. Girolamo in realta` non abbia interpretato il nome come "stella del mare", ma come "stilla maris", cioè: goccia del mare. La presenza della radice di "mare" nel nome di Maria, ha suggerito diverse interpretazioni e/paragoni di Maria con il "mare":Pietro di Celles (+1183) Maria = "mare di grazie": di qui Montfort riprende: "Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria" (Vera Devozione, 23).Qohelet 1,7: "tutti i fiumi entrano nel mare"; S. Bonaventura sostiene che tutte le grazie (= tutti i fiumi) che hanno avuto gli angeli, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, sono "confluite" in Maria, il mare di grazie.S.Brigida: "ecco perche` il nome di Maria e` soave per gli angeli e terribile per i demoni"-------------Ave maris stella, Dei Mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta...Questo inno sembra una meditazione sul nome di Maria, in rapporto a Maria sorella di Mosè: "Ave maris stella" (cf significato 3); "Dei Mater ALMA atque semper virgo": Maria, sorella di Mose`, viene chiamata in Es 2,8, `ALMAH = "vergine" e, etimologicamente "nascosta"; "felix coeli porta", cioe` "maestra del mare" di questo secolo che Ella ci fa attraversare (cf. significato 2)
Costantino

08 settembre 2008

Natività della Beata Vergine Maria


Oggi è un giorno speciale, la chiesa festeggia la natività della B.V. Maria.
Ella creatura Creatura fondamentale nella storia dell’umanità, con la sua nascita, inizia l’opera di salvezza che Dio ha riservato al genere umano già dalla creazione.
La Beata Vergine Maria fin dal suo concepimento è stata “preservata” dal peccato originale, poichè lei doveva divenire, “Tempio Santo”, lo Spirito di Dio doveva riposare, in ella si doveva incarnare il Salvatore.
Quindi giorno speciale la nascita di Maria, anche perché questo onore viene riservato a Cristo, e a San Giovanni Battista, colui che preparato la via alla venuta del Salvatore.
Inutile dire che per la comunità scillese è un giorno speciale, tradizionalmente legato alla Festa della Madonna della Consolazione patrona della Diocesi di Reggio Calabria -Bova.Oltretutto Scilla è legata alla Vergine, da un antico vincolo, la nostra parrocchia e intitolata alla Immacolata Concezione di Maria, già legata in passato alla Vergine Odigitria, molte delle nostre chiese sono dedicate alla Tutta Santa, nei vari titoli che ricordano la devozione e protezione che Maria, nostra Madre nel corso dei secoli ha riservato per noi, soprattutto nei momenti difficili di disorientamento, sempre ci ha accolti e raccolti attorno a sé, la preghiamo anche in questo giorno speciale, affinchè la nostra comunità possa rinascere a nuova vita

26 agosto 2008

Dormizione Assunzione della B. V. Maria

Come avevamo promesso, anche se un po' in ritardo, pubblichiamo, il video della festa Bagnarese della Beata V. Maria e i dodici Apostoli, nella festa dell'Assunzione di Maria al Cielo. Vogliamo con questo video ringraziare i bagnaresi che con la loro tenacia e fermezza nella fede mantengono vive molte trazioni religiose. Così facendo, viene dato a tutti la possibilità di conoscere e vivere, momenti importanti del calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Purtroppo la nostra Diocesi pur essendo UNA, le regole nelle parrocchie non sono uguali per tutti, accade che in alcune la vita parrocchiale arricchita dalle plurisecolari tradizioni, sono vive e piene di fermenti propositivi per tutta la comunità, in altre invece non si fa altro che annullare, sopprimere, cancellare memorie di inestimabile valore, il risultato, il DESERTO AVANZA SEMPRE DI PIÙ'.

15 agosto 2008

15 agosto: Solennità della Gloriosa Assunzione della B.V. Maria

Da epoca antichissima, il 15 agosto è un giorno festivo. Anzi: il giorno festivo per antonomasia. Il Ferragosto (dal latino: Feriae Augusti, come dire Riposo di agosto) era il culmine del ciclo dell'agricoltura. Tutto ciò che potesse essere fatto per assicurarsi raccolti copiosi e di qualità era già stato fatto. Non restava, dunque, che celebrare insieme la festa della gioia e del riposo, unita al forte augurio che la terra sia generosa verso i suoi figli così laboriosi. Dimenticati in gran parte i motivi originari di tale ricorrenza, nella tradizione e nel subconscio degl'Italiani e di altri popoli in diversa misura legati alla tradizione dell'antica Roma è comunque rimasta la sensazione di una grande celebrazione gioiosa di ringraziamento per i risultati personali, familiari e comunitari ottenuti e come forte auspicio per nuovi risultati, nell'imminenza della ripresa dell'anno scolastico e lavorativo.
Il cristianesimo delle origini ha individuato, invece, nel 15 agosto la data del compimento della vita terrena della madre di Gesù, Maria, reso dalla tradizione con due distinte immagini significanti comunque la medesima sostanza di una donna vittrice della morte e del peccato, le due "bestie nere" del genere umano. La tenera, soave, rappresentazione della morte di Maria come quella di una Dormizione vegliata dai Dodici Apostoli, tipica degli orientali. La gloriosa, trionfale, Assunzione di Maria - in anima e corpo - al cielo, tipica di noi occidentali.
Papa Pio XII, interprete di una tradizione consolidata ed ancorata, se non sulle Sacre Scritture canonizzate, su testi comunque ricchi di valore teologico, nel 1950 diede all'Assunzione di Maria la definizione di Dogma, verità indiscutibile alla quale non si può fare a meno di credere senza essere dei cristiani-cattolici incompleti, in non piena comunione con la Chiesa apostolica romana. Tale definizione, molto tarda, non è comunque estemporanea ma legata a convincimenti già profondamente radicati nel popolo cristiano ed è perfettamente coerente o - per meglio dire - conseguente all'altro grande dogma mariano: quello dell'Immacolata Concezione, proclamato novantasei anni prima da un altro "Papa Pio", il IX.
Maria è assunta in cielo o, comunque, vince la morte, proprio perché è stata dotata da Dio di singolari privilegi, costituenti altrettanti dogmi. Quello di essere stata concepita senza peccato originale. Quello di avere il compito cruciale di cooperatrice primaria della Redenzione come madre del Dio-fatto-uomo. Quello di svolgere tale missione preservando intatta e perpetuamente la propria verginità. E, a coronamento, verrebbe da dire, logico di tali cruciali carismi quello, appunto, di essere, con l'Assunzione-Dormizione, partecipe immediatamente della Salvezza Eterna, vissuta in anima e corpo, per vivere la quale in tale completezza gli altri esseri umani dovranno attendere la fine dei tempi.
La ricorrenza dell'Assunzione non è, ovviamente, per la Chiesa, una semplice festa o memoria liturgica. E' una Solennità. Ciò implica che ciascun nucleo comunitario cattolico - parrocchiale, missionario, monastico etc. - celebri tale ricorrenza indipendentemente dal fatto che essa abbia una particolare tradizione locale.
E difatti anche la Parrocchia arcipretale di Scilla, significativamente dedicata a Maria nell'attributo dogmatico strettamente correlato dell'Immacolata Concezione, ha sempre celebrato solennemente nella Chiesa arcipretale e, per le messe prefestive o vespertine, anche nella Chiesa del Patrono della città San Rocco o in altre chiese succursali tale Festa speciale. In verità, da quando la Parrocchia di Favazzina è stata unita a quella del suo capoluogo comunale, anche la Parrocchia scillese può dire di avere una tradizione specifica dell'Assunzione, espressa - oltre che nei modi suggeriti per tutti dalla Chiesa - anche da una processione che gli abitanti del bel paese marino compreso nel nostro Comune tributano alla Vergine Assunta. Salvo gli anni nei quali cause di forza temporaneamente maggiore lo impediscano loro. Tale processione ha il suo culmine simbolico - liturgicamente ricco di significato - nella conduzione in corsa della venerata statua mariana, sempre di corsa rivolta verso il popolo ed elevata al cielo in un tripudio di inni, campane a festa, note della Banda e fuochi d'artificio. Difficile non vedere in tale trionfo la memoria viva dell'Assunzione.
Immagini certamente riconducibili alla tradizione occidentale della gloriosa Assunzione sono anche quelle offerteci dalla colossale Vara di Messina e dalla simile Varia di Palmi, mentre la vicina città di Bagnara Calabra, la cui Parrocchia abbaziale è dedicata a Santa Maria e i XII Apostoli, è legata alla tradizione orientale della Dormizione, graficamente resa dal bel quadro custodito nella Chiesa abbaziale e portato in processione il 15 agosto.
Alle portatrici del nome Assunta, in tutte le sue varianti, i più affettuosi auguri di Buon Onomastico da Scillachiese.

Giovanni Panuccio
http://giovannipanuccio.blogspot.com/

Seguono le immagini del pellegrinaggio annuale che gli Scillesi compiono a Seminara presso il Santuario della B.V. dei Poveri, detta anche Madonna Nera. Inoltre seguiranno le foto della Festa della B.V. Maria e i XII Apostoli.

21 luglio 2008

“Uno tsunami della fede”. GMG 2008


“Uno tsunami della fede”. In queste quattro semplici parole del quarantottenne Anthony Fisher, vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Sydney (Australia) e responsabile della "macchina Gmg", è probabilmente condensato il significato della XXIII Giornata mondiale della gioventù. Nella conferenza-stampa conclusiva dell'evento - svoltosi nella più importante città australiana (anche se non la capitale, che è Canberra) dal 15 al 20 luglio 2008 - il vescovo Fisher s'è dimostrato particolarmente lieto, quasi orgoglioso, che il suo popolo abbia dimostrato una vivacità spirituale che molti commentatori superficiali vorrebbero negargli e s'è detto certo che il patrimonio d'entusiasmo e d'esperienza comunitaria e di fede lasciato dalla Gmg costituirà una base solidissima per una rinvigorita pastorale giovanile che i vescovi australiani inizieranno ad impostare già il prossimo novembre.
Il carattere pentecostale dell'incontro è stato subito evidente a molti commentatori ed è stato sottolineato dallo stesso Santo Padre Benedetto XVI allorquando, nel discorso introduttivo alla Veglia con i giovani del 19 luglio all'Ippodromo di Randwick, ha citato la promessa di Gesù agli Apostoli: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi", unita al Suo comando: "Mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra" (At, 1,8). Aggiungendo poco dopo: "Lasciatevi ispirare dall'esempio dei vostri Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!".
E il cardinal Stanislaw Rylko,presidente del pontificio consiglio per i laici, nel suo indirizzo di saluto al Papa durante la celebrazione eucaristica conclusiva del 20 luglio, quasi ha riecheggiato le parole del Pontefice, affermando che i giovani “sono l’icona affascinante di una Chiesa giovane, piena di speranza, di gioia della fede e di coraggio missionario” e che gli stessi: “Hanno dovuto affrontare non poche difficoltà e la fatica di un lungo viaggio per poter rivivere qui, a Sydney, radunati attorno al Successore di Pietro, il mistero della Pentecoste. Grande metropoli moderna, in questi giorni Sydney si è tramutata in un immenso cenacolo all’aperto, luogo di una rinnovata Pentecoste. Le sue strade e le sue piazze sono state invase da giovani cattolici di svariate nazionalità e razze, che in tante lingue e modi diversi hanno annunciato Gesù Cristo, unico Salvatore dell’umanità. Essi hanno testimoniato che essere discepoli di Cristo vale la pena, che essere cristiani è bello!”.
Forse le tre citazioni precedenti sono sufficienti a restituire il senso profondo di una intensissima settimana d'incontro, confronto, ascolto, preghiera e apertura all'Amore. Ma lasciamo parlare ancora il Papa che, a sua volta, ridà voce a Sant'Agostino: "Lo Spirito Santo fa dimorare noi in Dio e Dio in noi; ma è l'amore che causa ciò. Lo Spirito pertanto è Dio come amore!" (De Trinitate, 15, 17, 21).
Queste giornate saranno anche ricordate per la modalità, ormai consueta, di far alternare i momenti di meditazione, celebrazione e preghiera a momenti di vario intrattenimento, musicale in particolare. Cosa che ha fatto storcere il naso a qualcuno, dimentico che il trascorrere del tempo impone il mutamento del linguaggio, ma nella consapevolezza che il contenuto del messaggio è eterno, immutabile e perciò, paradossalmente, attualissimo e modernissimo.
Lodevole ed impeccabile, poi, s'è rivelato, ancora una volta, il modo in cui il Pontefice ha esecrato la piaga orrenda della pedofilia, resa ancor più raccapricciante se a porla in essere sono delle persone che hanno ricevuto gli ordini sacri. Il Papa, in particolare, ha detto, senza mezzi termini, che non solo alla giustizia di Dio o della Chiesa ma anche a quella delle istituzioni secolari tali persone andranno sottoposte. C'è da augurarsi di vero cuore che, grazie al forte impulso dato in questo senso da Benedetto XVI, la Chiesa abbandoni definitivamente la dottrina per la quale "i panni sporchi si lavano in famiglia" che, la storia lo ha dimostrato ampiamente, si è sempre risolta nel fatto che i panni, lungi dal lavarsi, si sono sporcati ancora di più.

Giovanni Panuccio