Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.
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01 febbraio 2009

“I FEBBRAIO 1970 - I FEBBRAIO 2009”






Oggi ricorre il trentanovesimo anniversario della dedicazione della chiesa Matrice, la nostra chiesa parrocchiale. La chiesa Matrice, danneggiata pesantemente dal terremoto del 1908, ma ancora risplendente di bellezza (a tal proposito, il canonico Domenico Bellantoni, arciprete scillese, descriveva così il nostro tempio parrocchiale: “non ve ne era un’altra in tutta la diocesi, compresa la stessa Cattedrale, che potesse starle in fronte”) venne –scelta per nulla condivisibile- rasa al suolo e ricostruita ex novo. La novella chiesa colpì subito per la sua grandezza, ma non di certo per le decorazioni, del tutto inesistenti. La chiesa così come oggi possiamo ammirarla è il frutto dei lavori di abbellimento compiuti tra il 1997 e il 2002 ad opera dell’allora arciprete Don Mimmo Marturano che, fra le altre cose, fece ricollocare all’interno della chiesa la meravigliosa statua marmorea cinquecentesca, che ritrae la Vergine Immacolata. La chiesa fu ricostruita per volere di Monsignor Santo Bergamo che, già vescovo della diocesi di Oppido-Palmi, la consacrò il I febbraio 1970, alla presenza delle autorità civili e militari e di una grande folla di popolo gioioso per il grande evento.


Riporto qui di seguito l’epigrafe scritta in occasione della posa della prima pietra:
"SULLA RUPE TESTIMONE DI
PLURIMILLENARI MITI LEGGENDE E STORIA CHE VIDE VELEGGIARE ULISSE E DANZARE SIRENE
IL 14 GIUGNO
DELL 'ANNO MARIANO 1958
S.E. MONS. GIOVANNI FERRO
AUTORITÀ’ E POPOLI PLAUDENTI BENEDICE LA PRIMA PIETRA
DELLA CHIESA CHE PER LA
QUARTA VOLTA RISORGE
A STENDERE TRA I DUE
INCANTEVOLI AZZURRI
DEL MARE E DEL CIELO
IL CELESTIALE
AZZURRO DI UN MANTO
CHE AI SOGNI DELL 'ANIMA
SI FACCIA VELA
VERSO L'INFINITO".


Rocco Panuccio

09 dicembre 2008

“8 DICEMBRE 2008, SCILLA FESTEGGIA MARIA Ss. IMMACOLATA”

Giorno otto dicembre, la Chiesa venera la Vergine Maria sotto il titolo di Immacolata Concezione. Anche se la mancanza in Maria del peccato originale venne sancita ufficialmente con la proclamazione del dogma con la bolla “Ineffabilis Deus” da parte di papa Pio IX, l’otto dicembre 1854, la Chiesa venera Maria Ss. Immacolata già dall’XI secolo e, dal 1476, la festa venne introdotta nel Calendario romano. Scilla, che ha radici cristiane antichissime, ha avuto, da sempre, la vergine Maria come titolare della sua unica parrocchia. Inizialmente venerata sotto il titolo di Vergine Odigitria, da epoca compresa tra la fine del XV secolo e i primordi del XVI lo è sotto il titolo di Vergine Immacolata. E’ riconducibile a quest’età infatti la realizzazione della stupenda scultura marmorea raffigurante l’Immacolata, la cui iconografia si è da sempre rifatta alla descrizione della Vergine che San Giovanni fa nell’Apocalisse. La tradizione di venerare la Vergine Maria è rimasta, per Scilla, inalterata nel corso dei secoli ed anche ieri è stata osservata in un clima di preghiera, devozione e gioia. In una sola parola: in un clima di festa! Era da molti anni che il buon Dio non ci donava un otto dicembre soleggiato come quello di ieri. La solennità si è aperta con la celebrazione della Novena al mattino alle 6. E’ continuata con la solenne Celebrazione delle 11, nella quale Scilla ha accolto tre nuovi battezzati, ed è terminata con la recita dei Secondi Vespri solenni che hanno preceduto la processione per le vie del paese. La processione ha avuto inizio attorno alle 16,30 ed ha visto la partecipazione di tutte le realtà parrocchiali, della banda di Scilla e delle autorità civili e militari. E’ stato un percorso di preghiera, riflessioni e interventi musicali da parte della banda. Momenti molto belli sono state le soste davanti le Chiese e i luoghi di sollievo della sofferenza. In tali fermate, la preghiera è stata arricchita da riflessioni tematiche relative al luogo in cui ci trovavamo. Infine molto bello e commovente è stato il momento nel quale, arrivati in Chiesa, abbiamo elevato in alto la meravigliosa Effige della Vergine, che Scilla si onora di possedere, come a simboleggiare un elevamento verso il cielo. Don Francesco, dopo la processione, ha ringraziato il popolo, le autorità civili e militari e i gruppi presenti, ribadendo il suo attaccamento al popolo di Scilla che, giorno dopo giorno, si sente di amare sempre di più. In conclusione, penso proprio che siamo noi scillesi a dover ringraziare don Francesco, per averci dato la possibilità di vivere una giornata intensa di fede, devozione e gioia!



Rocco Panuccio
.

29 novembre 2008

Inizia la Novena alla B.V. Immacolata


Domattina inizia la novena alla Beata Vergine Maria, venerata nella sua Immacolata Concezione.
Inutile dire che questo è un momento importante della vita Cristiana della nostra comunità. Come ogni anno affolleremo la chiesa matrice iniziando la giornata alle cinque del mattino con il Santo Rosario in parte cantato, subito dopo si intonano gli antichi canti devozionali alla Beata Vergine seguite dalla Santa Messa. Buon inizio novena a tutti.

Riportiamo le parole d'augurio che il nostro Arciprete ci ha rivolto.


La Bellezza di Maria Immacolata si offre anche quest'anno alla fede e alla pietà della nostra brava gente. Come parroco sento insieme la trepidazione e il profumo della "Primavera" durante i miei primi passi, in questa splendida terra di Scilla e con viva gratitudine al Signore vi invito numerosi. Sono certo che guardando a Lei, la Madre di Tenerezza, in questo particolare Anno Paolino, sappiamo anche noi essere annunciatori del Vangelo con il cuore rinnovato dal candore
della sua dedizione sponsale.

26 ottobre 2008

"BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE"



Benedetto colui che Viene nel nome del Signore, è con questa acclamazione/preghiera che il popolo di Gerusalemme acclamava Gesù, con palme e ulivi, anche noi oggi abbiamo ripetuto come quel giorno “Benedetto colui che viene nel nome del Signore” con gioia e commozione abbiamo accolto questa mattina l’Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria, insieme al nuovo Arciprete Don Francesco.
Il Vescono nostro pastore, successore degli Apostoli, Custode della chiesa reggina oggi ci ha lasciato un suo discepolo affinchè curi il suo gregge.
Questo è un momento particolare per la nostra parrocchia, è un periodo di transazione, Don Francesco avrà un compito arduo, far rinascere a vita nuova questa antica parrocchia ricca di tradizione e testimonianza di fede.
Oggi il Vescovo nella sua lunga e accorata omelia ha esposto la figura del vero cristiano, ha delineato, le caratteristiche di chi si definisce cattolico, ha ESALTATO l’operato del parroco uscente, invitando Don Francesco a seguirne le orme come del resto lui fece (?) con Don Mimmo Marturano. Il vescovo ha inoltre detto che si può essere in disappunto con il sacerdote, o con il vescovo, ma non bisogna usare i mezzi di comunicazione tra cui internet. Dopo ha preso la parola il rappresentante del consiglio pastorale, ha parlato della parrocchia, invitando il nuovo parroco a non farsi condizionare dai pochi, ARROGANTI, IGNORANTI, PRESUNTUOSI ecc.. Finalmente alla fine della celebrazione, ha preso la parola il nuovo Parroco Don Francesco, ringraziando tutti, gli ex parrocchiani che lo hanno accompagnato, i fedeli scillesi definendo TERRA SANTA la parrocchia scillese, informandoci che egli vuole essere PARROCO DI TUTTI NON ESCLUDENDO NESSUNO.
Credo che tutta la Parrocchia augura a Don Francesco, “Ben Venuto” ci auguriamo che possa essere davvero il parroco di tutti, anche perché credo che dopo quello che abbiamo ascoltato oggi sarà più difficile del previsto. Il rispetto, la verità, e l Amore stanno alla base per costruire la comunione, purtroppo questo non accade sempre, forse per quieto vivere o per altri motivi, sta di fatto che se mancano queste condizione le fondamenta della casa non saranno saldi come dovrebbero.
Costantino Alfonzetti

01 ottobre 2008

SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU’ Dottore della Chiesa



Oggi la Chiesa ricorda la memoria liturgica di Santa Teresa del Bambino Gesù. Teresa nacque a Alecon, città francese, il 2 gennaio 1873, ed entrambi i suoi genitori erano cristiani. I suoi studi li compì presso le suore benedettine della città di Lisieux. Nel 1887, all’età di 14 anni, accompagnata dal padre, venne in pellegrinaggio in Italia, visitando le città di Roma, Napoli, Assisi, Firenze e Venezia. Alla tenera età di 15 anni, e solo dopo numerosissimi tentativi e suppliche, le venne concesso di entrare a far parte della famiglia delle Suore Carmelitane presso il monastero di Lisieux. Da subito mostrò, mettendole in pratica, le sue virtù di umiltà, semplicità evangelica e fiducia in Dio che, attraverso la parola ed il suo esempio, riuscì ad insegnare in modo particolare alle novizie. Il primo ottobre del 1897, ancora ventiquattrenne, consegnava la sua anima nelle mani di Dio. Fu canonizzata nel 1925 e fu proclamata Dottore della Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997. A Scilla, la devozione verso questa grande santa fu introdotta dalla famiglia Florio. Nella prima metà del XX secolo, il piccolo Nicola, che sarebbe diventato giudice, era affetto da una grave malattia che gli concedeva ormai solo poche settimane di vita. La mamma pregava incessantemente il Signore affinché salvasse il suo figliolo da morte sicura. Un giorno, davanti al capezzale del suo lettino, il piccolo Nicola ebbe la visione di una giovane suora che lo rassicurava rivelandogli che sarebbe guarito. Così fu e, confidata la visione ai suoi genitori, costoro, dopo essersi fatto spiegare nei dettagli le caratteristiche di quella giovane suora, capirono che il Signore aveva operato il prodigio miracoloso per intercessione di Santa Teresa. Per riconoscenza fecero scolpire una statua raffigurante la santa francese e la riposero all’interno di una vetrina in legno. Questa statua era collocata nell’abside della Chiesa Matrice di fronte alla meravigliosa statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, collocata all’interno di una vetrina identica a quella di Santa Teresa. Iniziati i lavori per la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, molte statue, compresa quella di Santa Teresa, vennero traslate nella chiesa di Porto Salvo a Chianalea. La statua è tuttora venerata nella chiesa di Porto Salvo per desiderio della signora Ninuccia Pippia la quale chiese all’allora arciprete don Mimmo Marturano di non riportare la statua nel suo originale luogo una volta terminati i lavori di abbellimento interno della chiesa parrocchiale. La devozione della famiglia Florio verso Santa Teresa - che era composta oltre che dal giudice Nicola anche dalla sorella Alba, moglie dell’onorevole Minasi – è andata sempre più rafforzandosi nel corso dei decenni, tanto da portare la signora Giovanna Gioffrè, vedova del giudice Nicola, a far restaurare a proprie spese, circa dieci anni fa, la bella vetrina lignea dove la statua è riposta. Ho voluto raccontare questa storia per non far dimenticare i prodigi che il Signore compie attraverso questa piccola grande Santa che, dopo aver tenuto fede alla promessa di far piovere dal cielo una pioggia di rose, continua ad irrorare la Chiesa con la sua santità.
Rocco Panuccio

30 settembre 2008

San Girolamo a Scilla


Sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell’odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un’età avanzata, riposò in pace.
San Girolamo nel suo viaggio verso la Terra Santa si Fermò a Scilla e qui ricevette istruzione sulla via migliore da percorrere per raggiungere i Santi Luoghi che videro Gesù, Incarnarsi, Crescere, Predicare, Morire e Risorgere.
Forse questo particolare della vita cristiana scillese ai più è Sconosciuto, ma abbiamo l'onore di essere menzionati nello scritto del viaggio che questo Grande Santo fece.
Secoli dopo un sacerdote di Scilla appartenete alla famiglia Bova, fece costruire una piccola chiesa nei suoi possedimenti nei terreni che oggi si chiamano Bova e che sovrastano Scilla e lo stretto di Messina, a ricordo di questo importante evento.
(notizie narrate su "Notizie Storiche sulla città di Scilla" di G. Minasi)


Costantino

08 settembre 2008

Natività della Beata Vergine Maria


Oggi è un giorno speciale, la chiesa festeggia la natività della B.V. Maria.
Ella creatura Creatura fondamentale nella storia dell’umanità, con la sua nascita, inizia l’opera di salvezza che Dio ha riservato al genere umano già dalla creazione.
La Beata Vergine Maria fin dal suo concepimento è stata “preservata” dal peccato originale, poichè lei doveva divenire, “Tempio Santo”, lo Spirito di Dio doveva riposare, in ella si doveva incarnare il Salvatore.
Quindi giorno speciale la nascita di Maria, anche perché questo onore viene riservato a Cristo, e a San Giovanni Battista, colui che preparato la via alla venuta del Salvatore.
Inutile dire che per la comunità scillese è un giorno speciale, tradizionalmente legato alla Festa della Madonna della Consolazione patrona della Diocesi di Reggio Calabria -Bova.Oltretutto Scilla è legata alla Vergine, da un antico vincolo, la nostra parrocchia e intitolata alla Immacolata Concezione di Maria, già legata in passato alla Vergine Odigitria, molte delle nostre chiese sono dedicate alla Tutta Santa, nei vari titoli che ricordano la devozione e protezione che Maria, nostra Madre nel corso dei secoli ha riservato per noi, soprattutto nei momenti difficili di disorientamento, sempre ci ha accolti e raccolti attorno a sé, la preghiamo anche in questo giorno speciale, affinchè la nostra comunità possa rinascere a nuova vita

15 agosto 2008

15 agosto: Solennità della Gloriosa Assunzione della B.V. Maria

Da epoca antichissima, il 15 agosto è un giorno festivo. Anzi: il giorno festivo per antonomasia. Il Ferragosto (dal latino: Feriae Augusti, come dire Riposo di agosto) era il culmine del ciclo dell'agricoltura. Tutto ciò che potesse essere fatto per assicurarsi raccolti copiosi e di qualità era già stato fatto. Non restava, dunque, che celebrare insieme la festa della gioia e del riposo, unita al forte augurio che la terra sia generosa verso i suoi figli così laboriosi. Dimenticati in gran parte i motivi originari di tale ricorrenza, nella tradizione e nel subconscio degl'Italiani e di altri popoli in diversa misura legati alla tradizione dell'antica Roma è comunque rimasta la sensazione di una grande celebrazione gioiosa di ringraziamento per i risultati personali, familiari e comunitari ottenuti e come forte auspicio per nuovi risultati, nell'imminenza della ripresa dell'anno scolastico e lavorativo.
Il cristianesimo delle origini ha individuato, invece, nel 15 agosto la data del compimento della vita terrena della madre di Gesù, Maria, reso dalla tradizione con due distinte immagini significanti comunque la medesima sostanza di una donna vittrice della morte e del peccato, le due "bestie nere" del genere umano. La tenera, soave, rappresentazione della morte di Maria come quella di una Dormizione vegliata dai Dodici Apostoli, tipica degli orientali. La gloriosa, trionfale, Assunzione di Maria - in anima e corpo - al cielo, tipica di noi occidentali.
Papa Pio XII, interprete di una tradizione consolidata ed ancorata, se non sulle Sacre Scritture canonizzate, su testi comunque ricchi di valore teologico, nel 1950 diede all'Assunzione di Maria la definizione di Dogma, verità indiscutibile alla quale non si può fare a meno di credere senza essere dei cristiani-cattolici incompleti, in non piena comunione con la Chiesa apostolica romana. Tale definizione, molto tarda, non è comunque estemporanea ma legata a convincimenti già profondamente radicati nel popolo cristiano ed è perfettamente coerente o - per meglio dire - conseguente all'altro grande dogma mariano: quello dell'Immacolata Concezione, proclamato novantasei anni prima da un altro "Papa Pio", il IX.
Maria è assunta in cielo o, comunque, vince la morte, proprio perché è stata dotata da Dio di singolari privilegi, costituenti altrettanti dogmi. Quello di essere stata concepita senza peccato originale. Quello di avere il compito cruciale di cooperatrice primaria della Redenzione come madre del Dio-fatto-uomo. Quello di svolgere tale missione preservando intatta e perpetuamente la propria verginità. E, a coronamento, verrebbe da dire, logico di tali cruciali carismi quello, appunto, di essere, con l'Assunzione-Dormizione, partecipe immediatamente della Salvezza Eterna, vissuta in anima e corpo, per vivere la quale in tale completezza gli altri esseri umani dovranno attendere la fine dei tempi.
La ricorrenza dell'Assunzione non è, ovviamente, per la Chiesa, una semplice festa o memoria liturgica. E' una Solennità. Ciò implica che ciascun nucleo comunitario cattolico - parrocchiale, missionario, monastico etc. - celebri tale ricorrenza indipendentemente dal fatto che essa abbia una particolare tradizione locale.
E difatti anche la Parrocchia arcipretale di Scilla, significativamente dedicata a Maria nell'attributo dogmatico strettamente correlato dell'Immacolata Concezione, ha sempre celebrato solennemente nella Chiesa arcipretale e, per le messe prefestive o vespertine, anche nella Chiesa del Patrono della città San Rocco o in altre chiese succursali tale Festa speciale. In verità, da quando la Parrocchia di Favazzina è stata unita a quella del suo capoluogo comunale, anche la Parrocchia scillese può dire di avere una tradizione specifica dell'Assunzione, espressa - oltre che nei modi suggeriti per tutti dalla Chiesa - anche da una processione che gli abitanti del bel paese marino compreso nel nostro Comune tributano alla Vergine Assunta. Salvo gli anni nei quali cause di forza temporaneamente maggiore lo impediscano loro. Tale processione ha il suo culmine simbolico - liturgicamente ricco di significato - nella conduzione in corsa della venerata statua mariana, sempre di corsa rivolta verso il popolo ed elevata al cielo in un tripudio di inni, campane a festa, note della Banda e fuochi d'artificio. Difficile non vedere in tale trionfo la memoria viva dell'Assunzione.
Immagini certamente riconducibili alla tradizione occidentale della gloriosa Assunzione sono anche quelle offerteci dalla colossale Vara di Messina e dalla simile Varia di Palmi, mentre la vicina città di Bagnara Calabra, la cui Parrocchia abbaziale è dedicata a Santa Maria e i XII Apostoli, è legata alla tradizione orientale della Dormizione, graficamente resa dal bel quadro custodito nella Chiesa abbaziale e portato in processione il 15 agosto.
Alle portatrici del nome Assunta, in tutte le sue varianti, i più affettuosi auguri di Buon Onomastico da Scillachiese.

Giovanni Panuccio
http://giovannipanuccio.blogspot.com/

Seguono le immagini del pellegrinaggio annuale che gli Scillesi compiono a Seminara presso il Santuario della B.V. dei Poveri, detta anche Madonna Nera. Inoltre seguiranno le foto della Festa della B.V. Maria e i XII Apostoli.

10 giugno 2008

TESTIMONIANZA PERSONALE. Ho incontrato la Solidarietà

Solidarietà. Amicizia. Carità. Disponibilità. Altruismo. Spirito cristiano...
Quante di quelle volte, nella nostra vita, pronunciamo, scriviamo, leggiamo o ascoltiamo queste parole!...
Eppure io le ho incontrate davvero! Le ho incontrate nei volti e nelle opere di alcuni giovani e meno giovani "uomini di mare" di Chianalea e in un gruppetto di ragazzini con la testa sempre nei motorini...
Meno di due ore fa, me ne andavo spensierato per la banchina del porto a bordo del mio Liberty 125 Piaggio quando, ad un tratto, il motociclo stesso s'è messo a fare le bizze finché, in men che mi rendessi conto di cosa gli stesse accadendo, ha preso fuoco ed io, senza pensarci due volte, l'ho gettato in mare mentre un piccolo falò, originato dalla benzina persa dal Liberty, continuava ad ardere sul selciato. Neanche il tempo di pensare se la mia decisione dettata dall'impulso era stata saggia o meno (col senno di poi devo confermare di sì!) e subito - dal mare e da terra - sono accorsi numerosi ragazzi e adulti a chiedermi cosa fosse accaduto. Una volta appresolo, mi hanno tutti confortato sul fatto che non ci fosse altro da fare se non gettare in acqua il motorino in modo da evitare il propagarsi dell'incendio e, senza che io chiedessi loro nulla, si sono immediatamente adoperati per recuperare il Liberty, più meno come se fosse stato il loro. E così tutti a cercare una corda (chiedo scusa: in linguaggio marinaresco si dice cima!), un ancarotto (piccola ancora) ed a mettere a disposizione la forza delle proprie braccia...
Pietro, l'altro Pietro più giovane, Davide e Giovanni, Giuseppe, Nino e altri dei quali mi scuso se non ricordo il nome non hanno esitato neanche un istante a lasciare il loro lavoro, i loro programmi o, semplicemente, il loro passeggio, per aiutare una persona in difficoltà. E così anche per Arturo ed i suoi amici che in men che non si dica hanno condotto il ciclomotore presso la mia abitazione.
Sono i nostri giovani! Sono i nostri adulti! Sono gli ex (loro malgrado) portatori delle statue di San Giuseppe, della Madonna di Porto Salvo e dell'Immacolata!
Facile dire adesso: "vabbe', l'avrebbe fatto chiunque..."
Il darmi una mano forse sì, l'avrebbe fatto chiunque. Ma il farlo a quel modo, no. Il farlo come se fosse una cosa ovvia, che non ha bisogno di essere richiesta e per la quale non è neppure necessario essere grati non è cosa da tutti! E' una cosa che può fare solo chi la solidarietà, l'amicizia, l'altruismo... non li ha studiati sui libri, ma li ha vissuti e testimoniati. E' una pagina di Vangelo vissuto quella della quale sono stato testimone, resa ancor più bella e sorprendente dal fatto che quegli uomini non hanno una fortissima consuetudine con la Messa domenicale e no.
E così questa serata, che era destinata a diventare un momento di cruccio per il fatto che sarò privato del motorino per parecchi giorni, s'è trasformata in uno di quei momenti che ti lasciano il dolce in bocca, che ti danno ottimismo e che ti fanno dire con estremo sollievo: no, non c'è solo del marcio a questo mondo. E' proprio così: stasera ho incontrato la Solidarietà.

Giovanni Panuccio

20 febbraio 2008

Le Chiese di Scilla

La chiesa Matrice

Parlare delle nostre chiese non è facile. La Storia di Scilla com’è ben noto si perde nella notte dei tempi. Già colonia greca prima dell’era cristiana, i suoi abitanti si spostavano in diversi porti del mediterraneo in modo particolare verso oriente, quindi presumibilmente, gli abitanti di Scilla entrarono subito in contatto con i cristiani dei primi secoli, ciò è testimoniato dalla menzione che San Girolamo fa nel III libro delle sue opere. Nel viaggio verso la Palestina, arrivato a Scilla, ebbe dai mariani di questo lido indicazioni precise sulla rotta più sicura da seguire per il suo pellegrinaggioverso la Terra Santa, questo nel 385 d.c. .
L’abitato di Scilla già dai primi secoli si è sviluppato sempre attorno alla rocca, il luogo dove ora sorge la chiesa Matrice che i bizantini chiamavano mesa, molto probabilmente è stato deputato sempre a luogo di culto, forse esisteva qualche tempio pagano che in seguito è stato adattato al culto cristiano, probabilmente è il luogo dove sorse la prima chiesa cristiana, per questo Matrice, cioè Madre. Questa chiesa è stata dedicata sempre alla Madonna, inizialmente sotto il titolo di Odigitria, Colei che indica la via. Nei secoli successivi furono costruite diverse chiese. La seconda costruzione sacra, fù edificata sulla rupe, dove oggi sorge l’antico faro, dai monaci basiliani che in quel luogo tra le rovine delle antiche fortificazioni fondarono anche un importante monastero. Entrambi furono dedicati a San Pancrazio. Delle altre chiese non ci sono notizie precise sulla loro fondazione, sicuro è che molte di esse, in modo particolare quelle del centro storico risalgono al periodo bizantino. Gli ultimi lavori di restauro della chiesa di San Giuseppe già dell’Annunziata, come riporta il canonico Minasi in “Notizie storiche sulla città di Scilla”, hanno portato alla luce le fondamenta di una più antica chiesa di epoca bizantina di piccole dimensioni con abside semicircolare e un piccolo vano nartace che serviva per ospitare i non battezzati.

Nel rione San Giorgio chiamato così per la presenza di una chiesa omonima situata verosimilmente dove oggi sorge la chiesa di San Rocco.


Nel lato opposto della stessa piazza sorgeva la chiesa del Rosario dove esisteva la confraternita detta dei nobili, all’inizio di via Umberto I vi erano, la chiesa di San Sebastiano, verso la metà della stessa la Chiesa di San Marcellino, infondo alla via vi era la chiesa di San Luigi “Sant’Aloj” oggi del Carmine . Dopo il terremoto del 1894 dove allora iniziava il paese fu eretta una cappelletta votiva dedicata a San Rocco, dopo il terremoto del 1908 nella zona centrale di questa via fu eretta la chiesa di San Giovanni dono del papa del tempo.

Nel Rione Marina Grande esistevano diverse chiese. Partendo da punta Pascì vi era la chiesa dell’Addolorata un tempo sul promontorio in seguito costruita dove ora c’è il belvedere Morselli a forma di tempietto semicircolare e di questa costruzione rinane una sola colonna, la Chiesa delle Grazie sorgeva dove ora c’è il muro della stazione proprio dove c’è l’entrata del lungomare, di questa chiesa si conserva la pala d’altare del XVI secolo e alcuni marmi custoditi a matrice. Nella marina c’erano anche la chiesa di San Nicola oggi l’argo San Nicola, la chiesa di Santa Caterina, nei pressi della chiesa dello Spirito Santo, gioiello architettonico dell’1700.
Infine a Chianalea esistevano oltre la chiesa dell’Anunziata ora S. Giuseppe, già citata, la Chiesa di Santa Lucia della quale si conserva la pala d’altare,e la chiesa di S. Maria di Porto Salvo ancora esistente, situata al centro del quartiere.
Oltre alle chiese citate esistevano e tuttora esistono diverse cappelle al di fuori del centro cittadino, le più conosciute sono la chiesa di San Giovanni nella parte alta di Jaracari oggi diroccata, rimane solo una cappelletta costruita di fronte, la cappelletta di San Giovanni di Mezzo anticamente romitorio Basiliano, e la cappelletta di San Rocco nei pressi della località Boccata.
Di tutte queste chiese oggi ne rimangono sette, resistite alla furia dei terremoti, allo scorrere inesorabile del tempo ed all’incuria degli uomini. Queste chiese rappresentano la storia e la fede degli scillesi, sono un tesoro da custodire e tramandare gelosamente. Purtroppo dal 2003 le nuove autorità parrocchiali hanno deciso di abolire la memoria liturgica della Vergine e dei santi legati alle diverse chiese, chiudendo le stesse alla fruibilità dei fedeli e dei turisti.
L'Auspicio è che l’enorme tesoro spirituale e artistico delle chiese scillesi non vada perduto per sempre.
Costantino

30 gennaio 2008

LE QUARANT’ORE: ANTICO VINCOLO DI FEDE E D’AMORE CON GESU’ EUCARESTIA

Miracolo Eucaristico di Lanciano VIII secolo Processione del Corpus Domini 2002

Le cosiddette “Quarant’ore” d’esposizione ed adorazione eucaristica sono un antichissimo vincolo di fede e d’amore che, da secoli, uniscono gli scillesi alla Santissima Trinità ed al Nostro Signore Gesù Cristo nella peculiare forma dell’Ostia consacrata.

L’ultima ricorrenza di tale pia tradizione risale al 2003 ed è intimo auspicio dei curatori di questo sito che nei prossimi anni possa essere ripresa.

Le “Quarant’ore” rappresentano una sorta di itinerario di fede, simbolico ed effettivo, attraverso le sette chiese della Parrocchia arcipretale di Scilla (quale essa risultava prima dell’unione con la Parrocchia di Favazzina). Tale itinerario parte dal quartiere di San Giorgio – collinare e centrale -, per poi abbracciare Chianalea – la “città dei pescatori” – e Marina Grande, il quartiere del divertimento, concludendosi nella Chiesa arcipretale di Maria Ss. Immacolata, punto di confluenza dei tre quartieri “storici” della città.

Per stabilire le date dei vari appuntamenti con il Santissimo è necessario riferirsi al mercoledì delle ceneri, essendo il lunedì ed il martedì immediatamente precedenti i giorni dedicati all’adorazione presso la Chiesa arcipretale. Da qui, si risale a ritroso al giovedì e venerdì delle cinque settimane precedenti, per fissare le date degli altrettanti appuntamenti nelle chiese rionali e nella Chiesa patronale di San Rocco.

La chiesa di San Giuseppe, situata nella parte settentrionale del quartiere di Chianalea, è esclusa da questo calendario ma non dall’esposizione ed adorazione eucaristica che, in passato, avevano luogo, in forma comunitaria, nella tarda sera di ogni I maggio, essendo anche questo giorno, oltre al 19 marzo, dedicato al Patriarca della Chiesa, con riguardo al suo attributo di lavoratore. Da circa un quindicennio, l’adorazione ha luogo – nelle stesse forme delle “Quarant’ore” – durante il Triduo di preparazione alla Solennità di San Giuseppe, il 19 marzo, dal 16 al 18 marzo. Il motivo dell’esclusione della chiesa di San Giuseppe dal calendario “normale” ha motivi “pratici”, in quanto una sua inclusione significherebbe quasi sempre anticipare l’inizio dell’itinerario in pieno tempo di Natale, essendo, viceversa, le “Quarant’ore” prettamente destinate ad ottenere una più adeguata preparazione spirituale al tempo forte della Quaresima.

Nel corso degli anni, è invalsa la felice abitudine di dedicare all’adorazione eucaristica – personale e comunitaria – anche dei giorni dedicati alla memoria, o alla preparazione alla memoria stessa, dei Santi ai quali gli scillesi sono maggiormente legati, come il 16 agosto, Festa liturgica del Patrono della città San Rocco - giornata già da secoli dedicata interamente alla preghiera – o il Triduo di preparazione alla Festa di San Francesco da Paola.

Il calendario delle “Quarant’ore” propriamente dette prende avvio dalla chiesa di Maria Ss. di Monte Carmelo, nel quartiere di San Giorgio, detta anche, in vernacolo, Santa Loia o Santa Loi per via dell’ubicazione, in passato, nello stesso luogo, di una chiesa dedicata a San Luigi Gonzaga. La settimana successiva si passa alla caratteristica chiesa di San Giovanni Battista e si lascia il quartiere centrale con la chiesa di San Rocco. E’, quindi, la volta della chiesa dello Spirito Santo – che è anche il luogo principale della devozione a San Francesco da Paola -, a Marina Grande, per poi passare alla chiesa di Maria Ss. di Porto Salvo, a Chianalea, e concludere nella Chiesa arcipretale.



Ciascuna delle due giornate si apre con il Santo Rosario della B.V. Maria e con la celebrazione eucaristica, durante la quale è consacrata l’Ostia che subito dopo verrà esposta, quasi sempre in antichi ostensori, talvolta posti su pregevoli tronetti. Segue quindi un’intensa giornata di adorazione e di riflessione personale o di gruppo culminante, nel pomeriggio, nell’adorazione comunitaria meditata, guidata dall’Arciprete e coronata dalla solenne benedizione eucaristica e dalla santa messa.

Tra i frutti più visibili che, nei secoli, ha prodotto il legame d’amore costituito dalle “Quarant’ore” vi è una notevole raccolta di canti, inni, rosari e preghiere, che Scillachiese non esclude di pubblicare in futuro.

Giovanni Panuccio

08 dicembre 2007

Oggi è 8 dicembre solennità dell'Immacolata Concezione





Oggi è la solennità dell'Immacolata Concezione, tutto il paese è in festa perchè oggi è la festa della nostra patrona.
Speriamo che il tempo permetta di svolgere la Processione. Prossimamente metteremo delle foto della Processione.

24 novembre 2007

Maria SS Immacolata Patrona di Scilla


Tra qualche giorno inizia la novena in preparazione della festa in onore dell'Immacolata. Quest'anno si Festeggia il 150° anniversario dell'apparizione della Vergine alla piccola Bernadette.

23 novembre 2007

MARIA SS IMMACOLATA Patrona di Scilla


Fra qualche giorno inizia l'antica novena dell'Immacolta, nuovo cammino per una comunita che si affida come sempre da millenni ormai alla sua patrona.

Maria S.S. Immacolata

Sta per arrivare uno dei giorni piu belli per i fedeli di Scilla: l'8 DICEMBRE, giorno della Madonna, giorno di Maria S.S. Immacolata Concezione.

Questo giorno per noi è un giorno molto particolare, perche Maria non è solo la mamma di nostro Gesù, ma è la mamma di tutti noi, e come gli si vuole bene alla propria mamma gli si vuole bene anche Maria. Proprio per questo, veniamo colpiti ogni anno, in questo particolare giorno, da una grande gioia, una gioia immensa che colpisce non solo noi, ma tutti, grandi e piccoli e soprattutto riempie di gioia le nostre case e le nostre famiglie.