Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.
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01 novembre 2008

Tutti i Santi

Nel Credo la chiesa Cattolica , proclamano l’essenza della fede e cioè il credo riassume (per cosi dire), tutta l'opera di Dio dalla Creazione alla fine dei tempi esso viene chiamato anche “PROFESSIONE DI FEDE”.
Crediamo nel Dio Uno e Trino, nel Figlio Incarnato Morto e Risorto per noi, allo Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, LA COMUNIONE DEI SANTI, la Remissione dei peccati e la Vita Eterna.
Poi in uno dei modi di ripetere il credo si conclude dicendo “Questa è la nostra Fede, questa è la Fede della Chiesa e noi ci GLORIAMO di Professarla.
Oggi è il giorno in cui la Chiesa Santa perché in essa vi è Cristo ricorda tutti i Santi, che conosciamo e non conosciamo. Santo è colui che a detto si a Dio, che per amore suo ha saputo seguirne gli insegnamenti donando se stesso anche con la propria vita. Tutti siamo chiamati alla santità, avvolte si pensa che i santi sono persone soprannaturali, invece i Santi sono degli Amici che ci vengono messi accanto, loro vivono nella gloria di Dio, loro per Amore di Cristo, molte volte hanno sopportato i più aspri flagelli fino a dare la vita, dare la vita come atto d’amore. I Santi non brillano di una luce propria, non sono idoli, ai quali dobbiamo rendere tributi e sacrifici, ma sono Amici Speciali, la loro vita è come una strada che confluisce nella Luce di Dio, oggi loro vivono in questa Luce nella Gioia dell’Amore di Dio, c’invitano tutti a vivere come Cristo ci ha insegnato, Beati ......,affinché anche noi possiamo con loro, quando saremo chiamati, a vivere in Comunione con SS Trinità.

Costantino Alfonzetti

07 ottobre 2008

Solennità della B.V. del Rosario, Regina delle Vittorie.


La devozione del 7 ottobre alla Vergine Maria si deve a un fatto storico ben preciso: la vittoria che i cristiani riportarono sull’Impero Ottomano nel 1571. La Vergine, infatti, nei primi secoli di questa tradizione, veniva invocata come Regina delle Vittorie. Ancora oggi, invocando la Madonna del Rosario, viene ricordata anche con questo titolo.
Questa vittoria fu determinate affinché l’Europa rimanesse cristiana; la Spagna e la Sicilia e altre zone d’Italia ritornassero cattoliche e finissero le scorrerie dei turchi.
Il detto, ancor oggi in uso, “ti cumbinasti comu e santi i Rriggiu”, fa memoria di una scorreria saracena che interessò Reggio, accompagnandosi alla distruzione di tutte le chiese e delle statue, rese a brandelli. Questo detto, a distanza di secoli, ricorda la persistenza - anche se ormai, in gran parte, inconsapevole - della memoria di quest'evento sconvolgente.
Dobbiamo dire che il culto alla Vergine del Rosario, con la diffusione della stessa recita di quest'ultimo, si deve a San Domenico il quale, durante un'apparizione della Madonna, ricevette il rosario che, da lì a poco, si diffuse in tutto il mondo.
A Scilla, la devozione mariana presente e radicata fin dai primi secoli dell'era cristiana non tralasciò la devozione alla Madonna del Rosario. A Lei fu dedicata una chiesa dove ora è collocata la rosa dei venti in piazza San Rocco(Nella foto nell'angolo in alto a destra). Questa chiesa - riporta il Minasi in uno dei suoi preziosi scritti - era molto bella, arricchita con stucchi del noto decoratore palermitano settecentesco Gianforma. Vi era attiva anche una confraternita dedicata a Maria Ss. del Rosario e detta dei Nobili in quanto era composta in gran parte da esponenti della famiglia Ruffo e da persone a loro vicine. A conferma di ciò, il cardinale Ruffo lasciò in eredità a questa chiesa un bellissimo calice, con custodia. Alla base del calice sta scritta l'intenzione del cardinale di donare il calice alla Confraternita del Rosario. I Ruffo, inoltre, quando fecero costruire la nuova chiesa di San Pancrazio sul castello, dedicarono l’altare maggiore alla Vergine del Rosario, commissionando una grande tela raffigurante, al centro, la Madonna, circondata da riquadri rappresentanti i misteri del Rosario. La preziosa tela si trova attualmente in restauro presso la Soprintendenza ai Beni culturali di Cosenza.
Oggi la devozione a Maria Ss. del Rosario, Regina delle Vittorie, è presente nella chiesa del Carmine dove è custodita una particolare statua della Madonna. L’unica del genere a Scilla, dato che sia la Madonna sia il Bambinello hanno capelli veri. Particolare tipico delle statue vestite, cioè ricoperte con tessuti, anche se questa, per quanto a nostra conoscenza, non è stata mai vestita.
Speriamo che al più presto questa ricorrenza possa essere ricordata come un tempo come ci ha raccomandato di fare chi ci ha preceduto nel cammino sulla Via della Salvezza.




Costantino Alfonzetti

06 ottobre 2008

Una Grazia da condividere


Giovanni Bellantoni (o Giovanni B.) - assiduo frequentatore di questo sito e partecipe acuto, costruttivo e sempre pertinente delle sue discussioni - ha voluto condividere con noi il suo rapporto con San Bruno e con la sua straordinaria eredità certosina che ha in Serra una delle sue espressioni più significative, soprattutto come "luogo dell'anima".


Questa mattina ho voluto rinnovare un appuntamento con la preghiera del cuore, con quella silenziosa oblazione di sé che sola può aprirci all’ascolto della Parola.
Dio ama tutte le creature, ma ha un debole per l’uomo, a lui e solo a lui vuole parlare di Sé e renderlo partecipe di ogni Sua iniziativa.
Questa mattina sono andato alla Certosa di Serra San Bruno, con l’unico desiderio di varcarne il portone per potermi unire alla preghiera dei monaci certosini.
Quale sorpresa nel sentirmi dire che quest’anno non sono ammessi i fedeli all’interno. D’un tratto ho visto tramutare il desiderio in miraggio, sono rimasto a guardare l’ingresso con altre persone che nel frattempo si avvicinavano alla portineria. La risposta era sempre la stessa.
Ero già stato all’interno della certosa in altre occasioni ed avevo partecipato alla S. Messa.
Negli altri ad essere delusa era la speranza di poter, almeno per una volta, vedere come vivono dei monaci di stretta clausura, in me si faceva strada, invece, la memoria degli altri incontri, sempre dovuti alla Grazia, uno in particolare quando potei assistere alla vestizione di un giovane monaco che sul finire della cerimonia, fece il giro del coro in ginocchio ed ad ognuno dei monaci e dei pochi fedeli presenti disse: “Prega per me , fratello”. E’ passato qualche anno e ricordo perfettamente quella espressione del viso, lo guardo dritto e sereno, l’umiltà della voce sorretta dalla fermezza dello spirito.
In fondo c’ero stato tante volte, sarei tornato, per le previste ammissioni dei fedeli, nelle solennità del Natale, Pasqua, Corpus Domini e Festa dell’Assunzione.
Avendo piantonato il portone d’ingresso, mi accorgo che il monaco che aveva finito di celebrare nella cappella esterna, l’unica accessibile anche alle donne, saluta affettuosamente un signore (era il fratello) ed un altro a cui avevo fatto da cicerone, è bastato uno sguardo e mi sono ritrovato in un lungo corridoio, austero e semplice, in un angolo una piccola cappella dedicata alla Vergine Maria e dopo un po’ la porta della chiesa interna.
Alcuni monaci erano seduti nel coro, mentre un altro più giovane ultimava i preparativi per la S. Messa.
Il pavimento in legno profumava di cera e scricchiolava ad ogni passo, ma non era un rumore, mi dava più l’impressione di essere complice di una presenza.
Alle nove in punto comincia la funzione solenne in onore di San Bruno.
Il canto certosino è solenne e austero. Meno maestoso del gregoriano, ma affascina e trasporta per la sua essenzialità. Tutto si svolge in un silenzio naturale, niente è forzato ed i monaci che si alternano nella salmodia e nelle letture sono pacati e composti. Ogni parola è soppesata e pronunciata con deferenza.
Al momento della consacrazione, veniamo invitati, sempre in silenzio, a disporci in cerchio intorno all’altare, non mi era mai successo. Ogni gesto del celebrante, in questa occasione il Priore, è misurato, sarà lui stesso a distribuire la Santa Comunione sotto le specie del pane, dopo un po’ un altro monaco ci porterà il calice dal quale tutti, monaci e fedeli, berremo il Sangue di Gesù.
Ho rivisto quel monaco che mi aveva chiesto di pregare, era addetto al turibolo. Era sereno e molto preso dalla funzione. I monaci non erano incuriositi della nostra presenza e solo all’uscita ci hanno salutato con un largo sorriso, e ad uno ad uno raggiungevano le proprie celle, per proseguire in altro modo l’opera di preghiera e di intercessione.
Sono passate più di due ore da quando sono entrato, uscirò più tardi, forse stasera, quando i ritmi della giornata avranno preso il sopravvento.

Giovanni Bellantoni

Nota: per una sintesi delle principali notizie sulla vita di San Bruno da Colonia e sull'Ordine dei Certosini - comunità "mai riformata, perché mai deformata" - raggiungete questo collegamento.

04 ottobre 2008

San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia



Oggi è la Festa di San Francesco d'Assisi. Patrono d'Italia, autentico simbolo di virtù cristiane vissute nell'interezza del corpo, della mente e dell'anima. Eponimo ed ispiratore della vita di San Francesco da Paola, Patrono di Calabria, della gente di mare e del quartiere Marina Grande di Scilla.Per ricordare il fondatore del benemerito Ordine dei Frati Minori - detti, appunto, Francescani - riproponiamo il suo Cantico delle Creature, perfetta espressione letteraria della sua anima e considerato, anche, uno dei primi documenti della moderna lingua italiana scritta (Giovanni Panuccio).

Altissimo, onnipotente, bon SignoreTue so' le laude, la gloria et l'honoreet onne benedictione.A te solo, Altissimo, se konfannoEt nullo homo ene digno te mentovare.Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,specialmente messer lo frate solelo quale è iorno et allumini noi per lui,et ellu è bellu e radiante, cum grande splendore:de te, Altissimo, porta significatione.Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.Laudato si', mi' Signore, per frate ventoet per aere et nubilo et sereno et onne tempo,per lo quale alle tue creature dai sostentamento.Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,la quale è molto utile et humileet pretiosa et casta.Laudato si', mi' Signore, per frate focuper lo quale enallumini la nocteed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.Laudato si', mi' Signore, per sora nostra madre terra,la quale ne sustenta et governa,et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonanoper lo tuo amore,et sostengo' infirmitate et tribolatione.Beati quelli ke le sosterranno in paceka da te, Altissimo, sirano incoronati.Laudato si', mi' Signore,per sora nostra morte corporaleda la quale nullo homo vivente po' skappare.Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;beati quelli ke trovaràne le sue sanctissime volutati,ka la morte secunda nol farrà male.Laudate et benedicete mi' Signore,et rengratiate et servitelicum grande humilitate.(S. Francesco d'Assisi)


SAN FRANCESCO D'ASSISI A SCILLA
A Scilla era grande la devozione verso San Francesco. Esistevano, infatti, due conventi di frati francescani. Dopo la divisione dell'ordine in cappuccini ed osservanti, i primi avevano il monastero nel luogo dove oggi sorge l'anfiteatro nella villa comunale, i secondi invece nell'attuale via orto monaci (il nome della via è dato appunto dall'antica presenza del convento). Le quattro grandi tele (due nelle pareti dell'abside e due ai lati del portone d'ingresso) che sono custodite all'interno della chiesa di San Rocco, provengono dal convento dei padri osservanti (così come il paliotto in marmo policromo della mensa eucaristica della Chiesa Matrice). Questi dipinti hanno tutti tematiche francescane e, in particolare, quello collocato a sinistra del portone d'ingresso (nella foto in alto) raffigura una visione di San Francesco, solo che a causa dei terremoti e dell'umidità, nonostante il restauro certosino di circa 16 anni fa, la figura del Poverello d'Assisi è quasi completamente scomparsa.
Rocco Panuccio

01 ottobre 2008

SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU’ Dottore della Chiesa



Oggi la Chiesa ricorda la memoria liturgica di Santa Teresa del Bambino Gesù. Teresa nacque a Alecon, città francese, il 2 gennaio 1873, ed entrambi i suoi genitori erano cristiani. I suoi studi li compì presso le suore benedettine della città di Lisieux. Nel 1887, all’età di 14 anni, accompagnata dal padre, venne in pellegrinaggio in Italia, visitando le città di Roma, Napoli, Assisi, Firenze e Venezia. Alla tenera età di 15 anni, e solo dopo numerosissimi tentativi e suppliche, le venne concesso di entrare a far parte della famiglia delle Suore Carmelitane presso il monastero di Lisieux. Da subito mostrò, mettendole in pratica, le sue virtù di umiltà, semplicità evangelica e fiducia in Dio che, attraverso la parola ed il suo esempio, riuscì ad insegnare in modo particolare alle novizie. Il primo ottobre del 1897, ancora ventiquattrenne, consegnava la sua anima nelle mani di Dio. Fu canonizzata nel 1925 e fu proclamata Dottore della Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997. A Scilla, la devozione verso questa grande santa fu introdotta dalla famiglia Florio. Nella prima metà del XX secolo, il piccolo Nicola, che sarebbe diventato giudice, era affetto da una grave malattia che gli concedeva ormai solo poche settimane di vita. La mamma pregava incessantemente il Signore affinché salvasse il suo figliolo da morte sicura. Un giorno, davanti al capezzale del suo lettino, il piccolo Nicola ebbe la visione di una giovane suora che lo rassicurava rivelandogli che sarebbe guarito. Così fu e, confidata la visione ai suoi genitori, costoro, dopo essersi fatto spiegare nei dettagli le caratteristiche di quella giovane suora, capirono che il Signore aveva operato il prodigio miracoloso per intercessione di Santa Teresa. Per riconoscenza fecero scolpire una statua raffigurante la santa francese e la riposero all’interno di una vetrina in legno. Questa statua era collocata nell’abside della Chiesa Matrice di fronte alla meravigliosa statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, collocata all’interno di una vetrina identica a quella di Santa Teresa. Iniziati i lavori per la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, molte statue, compresa quella di Santa Teresa, vennero traslate nella chiesa di Porto Salvo a Chianalea. La statua è tuttora venerata nella chiesa di Porto Salvo per desiderio della signora Ninuccia Pippia la quale chiese all’allora arciprete don Mimmo Marturano di non riportare la statua nel suo originale luogo una volta terminati i lavori di abbellimento interno della chiesa parrocchiale. La devozione della famiglia Florio verso Santa Teresa - che era composta oltre che dal giudice Nicola anche dalla sorella Alba, moglie dell’onorevole Minasi – è andata sempre più rafforzandosi nel corso dei decenni, tanto da portare la signora Giovanna Gioffrè, vedova del giudice Nicola, a far restaurare a proprie spese, circa dieci anni fa, la bella vetrina lignea dove la statua è riposta. Ho voluto raccontare questa storia per non far dimenticare i prodigi che il Signore compie attraverso questa piccola grande Santa che, dopo aver tenuto fede alla promessa di far piovere dal cielo una pioggia di rose, continua ad irrorare la Chiesa con la sua santità.
Rocco Panuccio

24 settembre 2008

26 SETTEMBRE: SANTI COSMA E DAMIANO. "Per voi, gloriosi atleti, s'accresca in noi la Fede e s'avviva in due credi: Speranza e Carità!"


O Gloriosi Martiri che entrambi in Ciel splendete
il devoto accogliete inno del vostro amor.


Per voi, gloriosi atleti, s'accresca in noi la Fede
e s'avviva in due credi: Speranza e Carità!

Voi medici pietosi sanaste i corpi infermi
e a noi, languenti, germi spargeste di virtù.


A voi, germani invitti, niun ricorse invano!

Oh! Cosma e Damiano, Martiri di Gesù!


Per voi la vera Pace ci addita in quest'esiglio
e sia d'ogni periglio salva la nostra Età!

Oh! Cosma e Damiano, Martiri di Gesù!

Oh! Cosma e Damiano, Martiri di Gesù!

(Inno ai Santi Cosma e Damiano Medici e Martiri. L'ultima strofa in grassetto è, in realtà, il ritornello che intercala il susseguirsi delle varie strofe).

Oggi - 26 settembre - la Chiesa cattolica dà la facoltà alle Chiese locali di celebrare la memoria dei Santi Cosma e Damiano, Medici e Martiri. Per la comunità cattolica di Scilla - in particolare, per quella parte stanziata nel quartiere Chianalea o di esso originaria - è un giorno di Festa. I Santi Cosma e Damiano, infatti, sono i titolari originari dell'attuale chiesa di Maria Ss. di Porto Salvo e lo sono stati fino a quando, nel 1799, venne costituita, in quel luogo benedetto, la Confraternita della Madonna medesima. San Còscimu, infatti, è, ancor oggi, uno dei modi di indicare il piccolo santuario di Porto Salvo da parte di alcuni scillesi. La devozione sincera ed ammirata verso "i Santi Medici" - questo, infatti, è uno dei modi più comuni di chiamarli - ha, quindi, sfidato, vincendola, l'usura dei secoli per giungere, intatta, ai nostri giorni.
Non si hanno molte notizie certe sulla vita di Cosma e Damiano, ma quello che si sa giustifica pienamente la loro fama e conferma l'attualità e la validità del culto ad essi prestato come proposta di una giovinezza già consapevole della vera importanza della vita, del giusto ordine da osservare nel comporre la propria "scala di valori" e disponibile a mettere in gioco - fino a perderla - questa vita terrena, se l'alternativa è rinnegare o tradire i più alti tra questi valori.
Cosma e Damiano erano fratelli gemelli, originari dell'Arabia, nati cristiani.
In Siria appresero la "scienza" - all'epoca ancora al rango di "arte" - della medicina e della farmacologia. Ma il loro modo di esercitare la "professione" era, anche per quei tempi, davvero particolare... Non chiedevano, infatti, alcunché in cambio delle loro prestazioni. Ed ecco affiorare un altro motivo dell'attualità del messaggio dei Santi Medici. Senza, ovviamente, generalizzare, infatti, sentiamo sempre più spesso di medici e chirurghi che hanno individuato nel profitto il primo degli obiettivi della loro professione; di visite specialistiche dai costi esorbitanti; di interventi chirurgici superflui (quando non dannosi) attuati al solo scopo di ottenere denaro pubblico o di singoli inconsapevoli privati, etc. Ripeto: senza generalizzare a proposito della benemerita categoria dei medici e degli altri "scienziati della salute" né demonizzare il benessere materiale, quanto bene trarrebbero per la loro tranquillità psico-emotiva tali operatori sanitari se si accostassero, con cuore umile e docile all'ascolto, alla memoria viva e profonda dei Santi Medici?
Tale caratteristica di "gratuità" delle loro prestazioni medico-farmacologiche valse a Cosma e Damiano l'appellativo d'origine greca di anàgiri, cioè "senza argento" o "senza denaro".
Ma non badavano, essi, soltanto ai corpi. Anzi, proprio grazie alla professione, fecero valida opera di apostolato. Fu questo il motivo per il quale attrassero l'attenzione del governatore della Siria, rappresentante dell'imperatore di Roma Diocleziano, il quale, attorno al 303, li fece decapitare. Secondo una tradizione, la decapitazione fu solo l'ultimo di molti, prima risultati vani, tentativi di martirizzarli, fra i quali l'arsura in un forno.
Per quanto riguarda Scilla, la devozione ai Santi Medici ha sempre attratto nella chiesa di Maria Ss. di Porto Salvo moltissimi pellegrini provenienti da ogni contrada della Parrocchia, Favazzina compresa, ma anche da alcuni centri vicini. Ogni 26 settembre è, infatti, un giorno di "festa" - nel senso più cristiano del termine - e di intensa meditazione e preghiera, nata dalla mattutina celebrazione della Divina Eucarestia e culminante nella solenne celebrazione vespertina.
La chiesa chianaleota custodisce alcune reliquie dei Santi Martiri, una delle quali incastonata nell'altare maggiore - posto nel 1995 al centro dell'abside per consentire la degna celebrazione eucaristica nella modalità stabilita dal Concilio Ecumenico Vaticano II - ed altre venerate pubblicamente in concomitanza con le giornate settembrine della Festa dei Santi. Si contano, altresì, ben tre raffigurazioni artistiche dei Contitolari della chiesetta. Due notevoli statue ad altezza pressoché naturale, poste su di unico piedistallo e collocate sulla vara della Madonna di Porto Salvo nei giorni della loro Festa. Due statue - dette i Sancoscimeddi - di dimensioni molto ridotte tanto da essere portabili in braccio da un'unica persona e collocate sulla vara stessa, ai due lati della statua della Madonna di Porto Salvo, sulle apposite sezioni ricavate per esse dai benemeriti autori del sacro podio. I Medici e Martiri, altresì, sono raffigurati sulla maestosa pala d'altare, colti nell'atto di venerare la Madonna che indica in un Paradiso dalle fattezze simboliche di Scilla il Porto della Salvezza.
L'iconografia tradizionale raffigura i Santi Medici con le medesime sembianze e con in mano una palma e gli strumenti del mestiere di medico-farmacista. Esistono, indifferentemente, immagini dei due Santi imberbi o leggermente barbuti anche se, data la giovane età del loro martirio, è probabilmente più fedele l'immagine di essi senza barba. Per quanto riguarda le immagini venerate a Scilla, entrambe le coppie di statue li raffigurano senza barba ed inequivocabilmente giovanissimi, mentre i Cosma e Damiano del quadro sono leggermente barbuti anche se questo particolare non eleva di molto la loro età apparente.
Altra prova del radicamento di questo culto fra gli scillesi è la discreta diffusione del nome di Cosma nella versione di Cosima, per le donne, e di Cosimo, per gli uomini. Più rara, ma comunque presente, è la ricorrenza del nome Damiano. A tutti costoro ed a tutte le portatrici ed a tutti i portatori dei nomi dei Santi Medici, in tutte le loro varianti, giungano i più affettuosi auguri di Buon Onomastico da parte di Scillachiese.

“LA VARA PROCESSIONALE: ESPRESSIONE D’ARTE E DI FEDE”

Scopo principale di Scillachiese - oltre ovviamente a preservare almeno la memoria storica delle nostre tradizioni di fede e di devozione e del nostro immenso patrimonio artistico-culturale – è quello di far conoscere elementi del nostro patrimonio che, per i più svariati motivi, ai più risultano sconosciuti o, semplicemente, non si conosce il loro effettivo valore. A Scilla, la devozione verso i vari Santi e la Vergine Maria nei suoi vari Titoli ha radici antichissime che, in alcuni casi, risalgono addirittura ai primordi stessi del Cristianesimo. Questa devozione ha portato, nel corso dei secoli, alla realizzazione di stupende opere d’arte che raffigurano, appunto, i nostri Santi protettori. In passato, per ogni Santo era prevista, nel giorno della sua memoria liturgica, la processione per le vie del paese e questo, ovviamente, comportava la realizzazione di un mezzo che consentisse di poter trasportare la statua del Santo. Fu così che nacquero le Vare processionali - meglio note come portantine - che consentivano, grazie alla sistemazione di due travi in legno – stanghe -, di trasportare sulle spalle le sacre Effigi.

La dimensione elevata delle statue (Scilla possiede le statue più grandi per dimensioni dell’intero comprensorio) e la loro pregevole fattura hanno portato alla realizzazione di grandi vare che, nella maggioranza dei casi, più che strumenti per trasportare le sacre Effigi, sono vere e proprie opere d’arte. Le nostre vare sono state realizzate tutte da artisti differenti rispetto agli scultori delle statue soprastanti e verosimilmente in epoche – anche se di poco – differenti. In alcune vi è un’incisione con su scritto l’autore, come ad esempio nel retro della vara di San Giovanni Battista o in quella di San Rocco dove si legge “ A DIVOZIONE DI ROCCO BARRESI E LAVORATORI 1901” anche se molti ritengono che in questa data la vara sia solo stata arricchita di decorazioni perché la sua realizzazione, per le peculiarità esecutive, è da collocarsi in un periodo anteriore al 1901. In altre, invece, vi sono collocate statue differenti rispetto a quelle per le quali le vare erano state originariamente realizzate. Questo è il caso della vara di San Francesco da Paola che presenta sulle sue quattro facce lo stemma mariano della A sovrapposta alla M. Questo particolare fa intuire che, molto probabilmente, la vara originariamente sorreggesse la statua della Madonna dello Spirito Santo, tuttora conservata presso l’omonima chiesa, e solo successivamente venne utilizza per la statua di San Francesco. Secondo i miei gusti, la più bella e pregiata è la vara di San Rocco. Questa è sorretta da quattro leoni, simbolo della forza e dell’eroicità della fede, sovrastata da una mensola decorata in basso rilievo con motivi floreali che regge la parte superiore che per decorazione ha, nelle tre facce principali, un festone dorato. Ai quattro angoli vi sono dei portafiori in legno con dei mazzi di rose rosa, margherite, gigli e foglie di edera in lamina dipinta. La vara, oltre che per la sua maestosa grandezza, colpisce per i suoi tenui colori, dati dalla tecnica dell’argento meccato che dona all’oro un colorito più tenue. Altra bellissima espressione d’arte è la vara di Maria Ss. di Porto Salvo a Chianalea. Questa, di caratteristiche simili a quella di San Rocco ma di dimensioni più ridotte, possiede - in luogo dei leoni - quattro bellissime aquile con le ali spiegate lavorate minuziosamente nei più piccoli particolari, simbolo anch’esse della forza ma adatte, a differenza dei leoni, ad una figura femminile. Va detto che il leone nella cristianità è il simbolo dell’evangelista Marco e l’aquila di Giovanni, ma in questo caso non pare che ci sia nessun nesso particolare, rispettivamente, con San Rocco e con la Madonna di Porto Salvo. Molto bella è la vara di San Francesco da Paola che è decorata con motivi geometrici e floreali e che possiede ai quattro angoli altrettante grandi candele luminose. La vara della Madonna Immacolata, nostra patrona, è caratterizzata dalla presenza nei quattro angoli inferiori di teste di cherubino con le ali spiegate. Per ognuna delle facce soprastanti, invece, è rappresentata in basso rilievo la stella polare, anch’esso simbolo mariano. La vara, oltre ad essere un gioiello dell’arte, è anche uno strumento di fede che ci avvicina a Dio. E’ il mezzo attraverso il quale gli uomini offrono la loro fatica a Dio e, inoltre, incarna il messaggio evangelico secondo il quale “chi si innalza verrà abbassato e chi si abbassa verrà innalzato”!


Rocco Panuccio

17 settembre 2008

Consolatrice nostra... Sorridici, qual Stella, Madonna santa e bella!


Il popolo tutto di Reggio, della sua Arcidiocesi metropolita e della sua Provincia ha concluso - nella notte di martedì 16 settembre - le solenni celebrazioni in onore di Santa Maria Madre della Consolazione, titolare della Basilica dell'Eremo francescano e, con San Giorgio Martire, principale Patrona della città più antica, popolosa e vasta della Calabria o - per usare un'espressione familiare alla Chiesa locale - Avvocata del popolo reggino.
L'evento Festa della Madonna della Consolazione coinvolge le menti, i cuori e le anime di tutte le comunità parrocchiali della Diocesi reggina-bovese e dei singoli, non mancando di attrarre la devozione di persone accorrenti da ogni parte della Calabria e della Sicilia orientale. Le sue origini risalgono alla fine del XVI secolo e, da allora, il legame con la Madonna della Consolazione ha accompagnato tutta la storia reggina, costituendo il più sicuro baluardo di conforto nei numerosi momenti critici e, insieme, la prima ragione di gioia e di gratitudine negli altrettanti momenti di riscossa.
Il legame con la Vergine Consolatrice è fortemente sentito anche dagli scillesi. Molti di essi, fin dalla sera di venerdì 12, si sono recati all'Eremo per partecipare alla Veglia di preghiera e meditazione in onore della Santa Madre. Tanti altri hanno aspettato le prime ore della mattina di sabato 13 per accompagnare in città, insieme con i fedeli di Reggio e delle altre comunità, la venerata Effigie pittorica, custodita nell'imponente Vara.
La mattina di martedì 17, l'Arcivescovo metropolita Vittorio Mondello ha presieduto, nella Basilica Cattedrale, la solenne concelebrazione eucaristica, alla presenza di una grande folla di popolo, del clero diocesano e delle autorità civili e militari. Il Sindaco della città, ottemperando ad una tradizione radicata e sentita, ha donato il cero votivo della città alla celeste Avvocata del popolo reggino.
I momenti di fede si sono conclusi con la processione del quadro per le vie del centro storico, resa difficoltosa, ma non impedita, dalle condizioni atmosferiche.

Giovanni Panuccio







14 settembre 2008

14 Settembre Esaltazione della Santa Croce

Oggi 14 Settembre la Chiesa festeggia la Croce, simbolo di morte, tortura, per glia antici romani, con la Morte di Cristo N. Signore e con la sua Resurezzione, è divenuta simbolo di libertà, di Amore, simbolo di Cristo stesso, perché attraverso essa il Figlio di Dio, ha salvato l’umanità.
Questa solennità viene festeggiata anche dalla comunità scillese. La chiesa di Favazzina e dedicata alla Santa Croce, in essa è custodita un frammento della Santa Croce di Cristo.
Quindi molto caro questo giorno ai favazzinesi, che oggi affollavano la piccola chiesa di Favazzina, dove al Termine della Santa Messa hanno ricevuto la Benedizione di Dio, pregando davanti questa santa reliquia.

Un tempo questo giorno veniva festeggiato con una bella Festa, che col tempo e con l’emigrazione di molti abitanti non si è potuto più organizzare.
Un gruppo di Scilla oggi è salito in pellegrinaggio al santuario di Polsi per rendere omaggio alla Santa Croce di Polsi e alla Santa Vergine. Oggi nel Santuario con la presenza del Vescovo di Polsi-Locri-Gerace si Festeggia l’esaltazione della Croce, a cui il luogo è legato, come è risaputo a Polsi si conserva un antica Croce Bizantina, appartenete all’antico santuario basiliano, ritrovata dopo secoli di abbandono di quei santi luoghi, da un pastorello, dopo l’apparizione della Vergine che gli ha indicato il luogo dove la Croce era sepolta

Costantino

12 settembre 2008

12 settembre: Santissimo Nome di Maria

Oggi 12 settembre a pochi giorni dal giorno dalla natività della Madre di Dio, la Chiesa festeggia, il suo SS nome, Maria.
Forse questo è il nome più comune al mondo, tradotto nella varie lingue, viene dato alle bambine, ed avvolte anche ai bambini come secondo nome. Il nome “Maria” inutile dire oltre al suo significato etimologico, ha assunto il significato, di madre, in quanto Maria è madre di Gesù, e Madre nostra. Oltretutto è doveroso ricordare che il nome Maria/ Miriam è caro anche ai musulmani, in quanto ella è riconosciuta, quale donna perfetta e pura, alla quale viene riservata una devozione del tutto particolare, paragonabile alla nostra devozione. Nella nostra Chiesa Reggina questo giorno, è legato alla Devozione di Maria con il titolo di “ Vergine della Consolazione” Patrona di Reggio e della nostra Diocesi, proprio questa notte, vigilia della traslazione dell’icona di Maria inizia la Veglia all’Eremo. Un tempo gli scillesi in questo giorno nel primo pomeriggio iniziavano il pellegrinaggio verso il santuario (eremo) a piedi, cantando e ballando in onore alla Vergine, al suono di tamburelli. Passata la notte in chiesa accompagnavano la madonna fino in cattedrale, dove avevano luogo gli ultimi balli che esprimevano la gioia di avere Maria come Madre, e la festeggiavano in modo semplice come si usava in quel periodo, con balli e canti, per poi fare ritorno a casa. Oggi la devozione a Maria è rimasta Viva, è cambiata nei modi ma l’attaccamento e la fiducia che il popolo della n.s. diocesi, riserva alla Vergine della Consolazione è immutato.
Questo nome ha diversi significati comunque deriva dall’ebraico Miriam, (riporto in basso qualche significato).

"MAESTRA E SIGNORA DEL MARE"Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. Maestra-Signora) + YAM (= mare): come Maria, la sorella di Mose`, fu maestra delle donne ebree nel passaggio del Mar Rosso e Maestra nel canto di Vittoria (cf Es 15,20), cosi` "Maria e` la Maestra e la Signora del mare di questo secolo, che Ella ci fa attraversare conducendoci al cielo" (S.Ambrogio, Exhort. ad Virgines)Altri autori antichi che suggeriscono questa interpretazione: Filone, S. Girolamo, S. Epifanio. Questo parallelo tipologico tra Maria sorella di Mose` e Maria, madre di Dio, e` ripreso da Ps. Agostino, che chiama Maria "tympanistria nostra" (Maria sorella di Mose` e la suonatrice di timpano degli Ebrei, Maria SS. e` la tympanistria nostra, cioe` dei Cristiani: il cantico di Mose` del N.T sarebbe il Magnificat, cantato appunto da Maria: questa interpretazione e` sostenuta oggi dal P. Le Deaut, uno dei piu` grandi conoscitori delle letteratura tergumica ed ebraica in genere: secondo questo autore, S. Luca avrebbe fatto volontariamente questo parallelismo.
"ILLUMINATRICE, STELLA DEL MARE"Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da: prefisso nominale (o participiale) M + 'OR (ebr.= luce) + YAM (= mare): Cosi` S. Gregorio Taumaturgo, S. Isidoro, S. Girolamo (insieme alla precedente)Alcuni autori ritengono che S. Girolamo in realta` non abbia interpretato il nome come "stella del mare", ma come "stilla maris", cioè: goccia del mare. La presenza della radice di "mare" nel nome di Maria, ha suggerito diverse interpretazioni e/paragoni di Maria con il "mare":Pietro di Celles (+1183) Maria = "mare di grazie": di qui Montfort riprende: "Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria" (Vera Devozione, 23).Qohelet 1,7: "tutti i fiumi entrano nel mare"; S. Bonaventura sostiene che tutte le grazie (= tutti i fiumi) che hanno avuto gli angeli, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, sono "confluite" in Maria, il mare di grazie.S.Brigida: "ecco perche` il nome di Maria e` soave per gli angeli e terribile per i demoni"-------------Ave maris stella, Dei Mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta...Questo inno sembra una meditazione sul nome di Maria, in rapporto a Maria sorella di Mosè: "Ave maris stella" (cf significato 3); "Dei Mater ALMA atque semper virgo": Maria, sorella di Mose`, viene chiamata in Es 2,8, `ALMAH = "vergine" e, etimologicamente "nascosta"; "felix coeli porta", cioe` "maestra del mare" di questo secolo che Ella ci fa attraversare (cf. significato 2)
Costantino

08 settembre 2008

Natività della Beata Vergine Maria


Oggi è un giorno speciale, la chiesa festeggia la natività della B.V. Maria.
Ella creatura Creatura fondamentale nella storia dell’umanità, con la sua nascita, inizia l’opera di salvezza che Dio ha riservato al genere umano già dalla creazione.
La Beata Vergine Maria fin dal suo concepimento è stata “preservata” dal peccato originale, poichè lei doveva divenire, “Tempio Santo”, lo Spirito di Dio doveva riposare, in ella si doveva incarnare il Salvatore.
Quindi giorno speciale la nascita di Maria, anche perché questo onore viene riservato a Cristo, e a San Giovanni Battista, colui che preparato la via alla venuta del Salvatore.
Inutile dire che per la comunità scillese è un giorno speciale, tradizionalmente legato alla Festa della Madonna della Consolazione patrona della Diocesi di Reggio Calabria -Bova.Oltretutto Scilla è legata alla Vergine, da un antico vincolo, la nostra parrocchia e intitolata alla Immacolata Concezione di Maria, già legata in passato alla Vergine Odigitria, molte delle nostre chiese sono dedicate alla Tutta Santa, nei vari titoli che ricordano la devozione e protezione che Maria, nostra Madre nel corso dei secoli ha riservato per noi, soprattutto nei momenti difficili di disorientamento, sempre ci ha accolti e raccolti attorno a sé, la preghiamo anche in questo giorno speciale, affinchè la nostra comunità possa rinascere a nuova vita

31 agosto 2008

FESTA DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO




Finalmente è arrivata l'ultima domenica di agosto, giorno dedicato nella tradizione della Parrocchia di Scilla a Santa Maria di Porto Salvo, titolare dell'omonima chiesa sita in Chianalea e protettrice da secoli dei pescatori scillesi e anche - dalla sua fondazione nel novembre del 2007 - del nostro blog.
Questa festa veniva sempre celebrata, infatti - come attesta lo statuto della confraternita di Portosalvo - l'ultima domenica di agosto, preceduta da novena e conclusa con Santa Messa Solenne e processione.
Per motivi che ignoriamo, per decenni questa solennità non è stata osservata, ma mai sono venuti meno l'attacamento e la devozione verso la chiesa di Portosalvo. Non solo dagli abitanti del quartiere, ma dagli scillesi tutti, dai favazzinesi che - in un certo senso - hanno così preceduto di parecchi decenni l'unione formale della loro Parrocchia a quella arcipretale, e altri ancora che non sono mancati mai alle diverse feste celebrate in questa chiesa, contribuendo alla spese di mantenimento e restauro della stessa.
Negli anni '80, a cura della signora Ninuccia Pippia e del compianto marito Franco Martello, la chiesa ebbe un nuovo slancio. Si moltiplicarono le iniziative di preghiera e formazione, sia per ragazzi sia per adulti, assiduamente partecipate da persone di tutti i rioni di Scilla.
Il 25 agosto del 1996, riconoscendo la fondatezza e la sincerità della richiesta di numerosi fedeli, Don Mimmo Marturano celebrò dopo molti anni la Solennità della B. V. di Portosalvo in una chiesa stracolma! Di persone, ma soprattutto della loro incontenibile commozione data dalla gioia di poter dopo così tanto tempo festeggiare Colei che ci indica la strada per approdare al Porto Sicuro che è Cristo.
Due anni dopo, la festa si è arricchita della traslazione di pochi metri della venerata statua che culminava nello scalo di alaggio dove si pregava per la Gente di Mare - civile e militare - perita in naufragi o durante il lavoro. S'invocava l'intercessione della Vergine affinché la Bendizione di Dio scendesse sulle acque e le rendesse sicure e ricche di pescato. A questo punto il trionfale rientro dell'effigie in chiesa e la preghiera conclusiva saguita dalla solenne benedizione.
La Festa di Portosalvo era un po' diversa delle altre feste scillesi. Fin dall'inizio si sono applicate le regole che negli anni successivi sono diventate obbligatorie per tutte le altre feste come il divieto della raccolta di offerte in denaro durante la processione. Don Mimmo, inoltre, acconsentì alla piccola festa esterna alla chiesa a condizione che non avrebbe avuto luogo la raccolta di offerte "porta a porta" prima della festa stessa. La festa doveva essere un motivo per incontrarsi, per creare COMUNIONE. Tutti si dovevano interessare alla festa, ognuno secondo le proprie possibilità e capacità. Così è stato e in poco tempo sono nate molte iniziative che avevano il fine di far stare insieme le persone e raccogliere fondi per il restauro della chiesa.
Dopo il primo anno anche la Banda "Città di Scilla" offrì la sua collaborazione in cambio di compensi poco più che simbolici (piccola cena frugale).
Fra le molte iniziative, ricordo l'offerta da parte di diverse donne delle loro opere di ricamo realizzate durante l'anno e messe in premio della lotteria annuale realizzata per scopi benefici. Il sorteggio era gestito dai bambini. L'ultimo anno i pescatori hanno offerto un'Agape, col pesce pescato da loro. Il tutto era sempre preceduto da un incontro di catechesi svoltosi in chiesa, che faceva parte degli altri incontri che si effettuavano durante le altre feste, nei quali venivano invitati sia i singoli che le associazioni tutte del paese.
Purtroppo i cambiamenti di "gestione" molte volte creano scompiglio. E' il caso di Scilla. Tutto è stato stravolto, ma la "sorte" peggiore è toccata - oltre che alla chiesa di San Giovanni Battista - alla chiesa di Portosalvo e di conseguenza alla festa della Beata Vergine.
Tutto è stato cancellato, annullato. Le memorie liturgiche dei Santi - soltanto a Porto Salvo: i Medici e Martiri Cosma e Damiano, la Vergine e Martire Lucia e la B.V. delle Grazie - i gruppi, la possibilità di accedere in chiesa o di celebrare matrimoni. Tranne uno celebrato per la fermezza della sposa - figlia di pescatori - che in quella chiesa recepì parte della sua formazione cristiana. Si è arrivati a mettere in giro voci ingiuriose per il luogo sacro e per chi lo custodiva. Gli stessi più volte additati dall'altare. Non si fermano più le processioni sul sagrato, tra l'incredulità dei partecipanti etc.
Ma chi scrive - come tante altre persone di Scilla - è sostenuto della fede che ripone in Cristo.
Oggi molte cose sembrano insopportabili, ma forse ci stanno forgiando per proseguire in futuro ritrovandoci tutti in una sola ciurma con "IL" solo Capitano. Riponiamo fiducia nella Vergine di Portosalvo che anche durante le tempeste più tremende - Lei, Stella del mare - ci guida sempre al Porto Sicuro che è Cristo nostro UNICO Signore nell'Unita della Santissima Trinità.
Costantino Alfonzetti




26 agosto 2008

Dormizione Assunzione della B. V. Maria

Come avevamo promesso, anche se un po' in ritardo, pubblichiamo, il video della festa Bagnarese della Beata V. Maria e i dodici Apostoli, nella festa dell'Assunzione di Maria al Cielo. Vogliamo con questo video ringraziare i bagnaresi che con la loro tenacia e fermezza nella fede mantengono vive molte trazioni religiose. Così facendo, viene dato a tutti la possibilità di conoscere e vivere, momenti importanti del calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Purtroppo la nostra Diocesi pur essendo UNA, le regole nelle parrocchie non sono uguali per tutti, accade che in alcune la vita parrocchiale arricchita dalle plurisecolari tradizioni, sono vive e piene di fermenti propositivi per tutta la comunità, in altre invece non si fa altro che annullare, sopprimere, cancellare memorie di inestimabile valore, il risultato, il DESERTO AVANZA SEMPRE DI PIÙ'.

15 agosto 2008

15 agosto: Solennità della Gloriosa Assunzione della B.V. Maria

Da epoca antichissima, il 15 agosto è un giorno festivo. Anzi: il giorno festivo per antonomasia. Il Ferragosto (dal latino: Feriae Augusti, come dire Riposo di agosto) era il culmine del ciclo dell'agricoltura. Tutto ciò che potesse essere fatto per assicurarsi raccolti copiosi e di qualità era già stato fatto. Non restava, dunque, che celebrare insieme la festa della gioia e del riposo, unita al forte augurio che la terra sia generosa verso i suoi figli così laboriosi. Dimenticati in gran parte i motivi originari di tale ricorrenza, nella tradizione e nel subconscio degl'Italiani e di altri popoli in diversa misura legati alla tradizione dell'antica Roma è comunque rimasta la sensazione di una grande celebrazione gioiosa di ringraziamento per i risultati personali, familiari e comunitari ottenuti e come forte auspicio per nuovi risultati, nell'imminenza della ripresa dell'anno scolastico e lavorativo.
Il cristianesimo delle origini ha individuato, invece, nel 15 agosto la data del compimento della vita terrena della madre di Gesù, Maria, reso dalla tradizione con due distinte immagini significanti comunque la medesima sostanza di una donna vittrice della morte e del peccato, le due "bestie nere" del genere umano. La tenera, soave, rappresentazione della morte di Maria come quella di una Dormizione vegliata dai Dodici Apostoli, tipica degli orientali. La gloriosa, trionfale, Assunzione di Maria - in anima e corpo - al cielo, tipica di noi occidentali.
Papa Pio XII, interprete di una tradizione consolidata ed ancorata, se non sulle Sacre Scritture canonizzate, su testi comunque ricchi di valore teologico, nel 1950 diede all'Assunzione di Maria la definizione di Dogma, verità indiscutibile alla quale non si può fare a meno di credere senza essere dei cristiani-cattolici incompleti, in non piena comunione con la Chiesa apostolica romana. Tale definizione, molto tarda, non è comunque estemporanea ma legata a convincimenti già profondamente radicati nel popolo cristiano ed è perfettamente coerente o - per meglio dire - conseguente all'altro grande dogma mariano: quello dell'Immacolata Concezione, proclamato novantasei anni prima da un altro "Papa Pio", il IX.
Maria è assunta in cielo o, comunque, vince la morte, proprio perché è stata dotata da Dio di singolari privilegi, costituenti altrettanti dogmi. Quello di essere stata concepita senza peccato originale. Quello di avere il compito cruciale di cooperatrice primaria della Redenzione come madre del Dio-fatto-uomo. Quello di svolgere tale missione preservando intatta e perpetuamente la propria verginità. E, a coronamento, verrebbe da dire, logico di tali cruciali carismi quello, appunto, di essere, con l'Assunzione-Dormizione, partecipe immediatamente della Salvezza Eterna, vissuta in anima e corpo, per vivere la quale in tale completezza gli altri esseri umani dovranno attendere la fine dei tempi.
La ricorrenza dell'Assunzione non è, ovviamente, per la Chiesa, una semplice festa o memoria liturgica. E' una Solennità. Ciò implica che ciascun nucleo comunitario cattolico - parrocchiale, missionario, monastico etc. - celebri tale ricorrenza indipendentemente dal fatto che essa abbia una particolare tradizione locale.
E difatti anche la Parrocchia arcipretale di Scilla, significativamente dedicata a Maria nell'attributo dogmatico strettamente correlato dell'Immacolata Concezione, ha sempre celebrato solennemente nella Chiesa arcipretale e, per le messe prefestive o vespertine, anche nella Chiesa del Patrono della città San Rocco o in altre chiese succursali tale Festa speciale. In verità, da quando la Parrocchia di Favazzina è stata unita a quella del suo capoluogo comunale, anche la Parrocchia scillese può dire di avere una tradizione specifica dell'Assunzione, espressa - oltre che nei modi suggeriti per tutti dalla Chiesa - anche da una processione che gli abitanti del bel paese marino compreso nel nostro Comune tributano alla Vergine Assunta. Salvo gli anni nei quali cause di forza temporaneamente maggiore lo impediscano loro. Tale processione ha il suo culmine simbolico - liturgicamente ricco di significato - nella conduzione in corsa della venerata statua mariana, sempre di corsa rivolta verso il popolo ed elevata al cielo in un tripudio di inni, campane a festa, note della Banda e fuochi d'artificio. Difficile non vedere in tale trionfo la memoria viva dell'Assunzione.
Immagini certamente riconducibili alla tradizione occidentale della gloriosa Assunzione sono anche quelle offerteci dalla colossale Vara di Messina e dalla simile Varia di Palmi, mentre la vicina città di Bagnara Calabra, la cui Parrocchia abbaziale è dedicata a Santa Maria e i XII Apostoli, è legata alla tradizione orientale della Dormizione, graficamente resa dal bel quadro custodito nella Chiesa abbaziale e portato in processione il 15 agosto.
Alle portatrici del nome Assunta, in tutte le sue varianti, i più affettuosi auguri di Buon Onomastico da Scillachiese.

Giovanni Panuccio
http://giovannipanuccio.blogspot.com/

Seguono le immagini del pellegrinaggio annuale che gli Scillesi compiono a Seminara presso il Santuario della B.V. dei Poveri, detta anche Madonna Nera. Inoltre seguiranno le foto della Festa della B.V. Maria e i XII Apostoli.

11 agosto 2008

SAN GAETANO DA THIENE

Il 7 agosto la Chiesa ricorda San Gaetano da Thiene. Molti scillesi, fra i quali chi scrive, non conoscono bene questo Santo veneto. Generalmente, è risaputo che è il Patrono di Melia, frazione del Comune di Scilla.I Santi sono persone speciali. Il loro compito è quello di unire, creare ponti. E, soprattutto, avvicinare l'uomo a Dio. Qualche anno fa, Scilla celebrò in grande stile il proprio gemellaggio con Hamrun, paese alle porte de La Valletta, nell'isola di Malta. In quell'occasione, avemmo in tanti l'opportunità di conoscere alcuni abitanti di Hamrun. Tra questi, noi di Scillachiese conoscemmo una brava persona di nome Omar, che ci parlò della sua città. Durante questi colloqui, chi scrive chiese ad Omar come mai il Comune di Hamrun avesse scelto proprio Scilla come paese italiano con il quale creare questo rapporto di reciproca conoscenza. La sua risposta fu: "San Gaetano!". Mi raccontò che, nel prendere in considerazione alcuni paesi italiani, l'amministrazione comunale - della quale Omar faceva parte - scelse Scilla per la presenza, nel suo territorio, della chiesa di San Gaetano a Melia. Per loro, la devozione a San Gaetano, Patrono di Hamrun, era un forte legame dal quale poteva nascere una fruttuosa amicizia. Devo dire che forse, a livello di Istituzioni, l'attenzione su questo gemellaggio è un po' calata. Ma l'amicizia con tante persone come Omar è forte e sono certo che durerà.
Costantino


La festa di San Gaetano ad Hamrun, nostri amici Maltesi


video della festa 2oo8. Saluti a tutti gli amici di Malta

16 luglio 2008

Maria SS del Monte Carmelo, o del Carmine


Oggi è la Solennità della Vergine Maria del Monte Carmelo o del Carmine.
Questa devozione, nasce sul monte Carmelo in Libano, da un gruppo di crociati che decisero di riunirsi in comunità contemplativa, dichiarando Maria protettrice del nuovo cenacolo. Nel tempo il nome di Maria fù legato a quello del Monte ed in breve tempo questa devozione si divulgò in tutta Europa e nel Mondo.
Con precisione non possiamo affermare l'inizio del culto alla Vergine del Carmelo a Scilla. Oggi come da diversi decenni, il culto di Maria del Carmine è legato alla Chiesa che si trova all'estremità di Via Umberto I. Questa chiesa è detta del Carmine, ma è conosciuta anche come chiesa di Sant'Aloja ( San Luigi ). La chiesa conserva una statua della Madonna del secolo scorso fatta eseguire per sostituire la più antica, oggi conservata nella chiesa di San Giuseppe.
Oltre le due Statue, nella chiesa di San Rocco è custodita una grande tela raffigurante la Vergine del Carmine con le anime dell'infermo. Di buona fattura, attribuita alla scuola napoletana, è stata restituita nel 2005 alla parrocchia dopo, trent' anni di custodia e restauro da parte della sopraintendenza.
A tal proposito, volevo dire che non condivido la scelta di riunire tutti i dipinti delle varie chiese, perché le stesse opere, se fossero presenti nelle chiese d'appartenenza, sarebbero di più facile lettura, dato che rappresentano la storia devozionale delle chiese d' appartenenza.
Oggi i devoti del Carmine si recheranno a pregare la Vergine nella sua chiesa che, pur se piccola, accoglierà come tutte le chiese del mondo le suppliche che i devoti eleveranno alla Madre di Dio.
Mi auguro che questa devozione non sia dimenticata o ancora peggio soppressa volontariamente. Costantino

Alcuni momenti della emozionante festa in Onore Alla Madonna del monte Carmelo nella città di Bagnara.
"Posso dirvi che vivere quegli splendidi momenti è veramente molto bello, per il semplice motivo che oltre ad esserci la gente del posto è presente anche gente da altri paesi vicini, tutti insieme ad onorare la Madonna e gridare sempre più forte VIVA MARIA" Alessandro