Come è nato il blog "scillachiese"?

Questo blog nasce dalla fede e devozione che,
questo piccolo gruppo di ragazzi,
ha verso le proprie chiese
e ciò che rappresentano.

31 luglio 2008

San Rocco : Un Santo per Amico

In questi giorni, ognuno di noi si prepara, a suo modo, a rivivere l'attesa Festa di San Rocco.
Senza fare retorica, credo che ogni scillese - ovunque si trovi nel mondo - con l'animo ritorna a Scilla. Non solo chi è partito tanti anni fa, ma anche le nuove generazioni che sono nate e cresciute in terre lontane e che dai familiari hanno appreso l'amicizia fedele che li lega a San Rocco.
Questo si può notare dalla presenza costante d'emigrati che in occasione della festa ritornano a Scilla. Questo legame che gli emigrati hanno con Scilla non è solo apparente ma sostanziale. Tutti sanno che - sia in passato che di recente - quando "il paese" ha avuto "bisogno", il loro cuore, e non solo, è stato sempre presente. San Rocco con la sua vita c'insegna che ognuno di noi per amore di Dio deve farsi carico del prossimo, non solo a parole ma soprattutto con i gesti e con la "Carità". La Carità per San Rocco divenne il centro della sua esistenza. Nel prossimo - malato, povero, oppresso, ecc. - Egli vedeva Cristo. Per questo abbandonò la sua vita e tutti i suoi averi per poter servire Cristo nel bisognoso.
Noi di certo non siamo degni di paragonare la nostra vita con quella di un gran Santo come il nostro Patrono, ma la sua amicizia ci ha indotto a costruire opere di carità sia nel nostro paese che nel mondo.
Basti ricordare l'ospedale "Scillesi d'America", fondato con il decisivo contributo dei nostri concittadini emigrati i quali - non dimenticando il loro paese - hanno voluto donare allo stesso una così importante opera d'assistenza.
Oggi purtroppo sembra che tutti abbiano dimenticato tutto questo. In special modo chi è competente cerca di sminuire la grande importanza che l'ospedale riveste per Scilla e per il suo circondario e fa poco o nulla per scongiurarne il rischio di chiusura.
La Casa della Carità, fiore all'occhiello di Scilla - anch'essa frutto della carità degli scillesi e del suo fondatore che donò la sua abitazione per far nascere quest'opera - è stata sostenuta fino a pochi anni fa da innumerevoli volontari e dall'aiuto di molti.
Molte sono state le opere verso i bisognosi di diverse parti del mondo. In questi ultimi decenni, attraverso la conoscenza di padri missionari e no come Padre Mario Pesce, Padre Erminio Arbitrio (d'origine scillese), il ruandese Don Afrodis (collaboratore, fra il novembre 2002 e il settembre 2003, dell'amministratore della nostra Parrocchia) e tanti altri, abbiamo aiutato famiglie bisognose o comunità disagiate ecc.
Infine, la chiesa di San Rocco che - come scritto nell'epigrafe - è il "simbolo plastico dell'unità degli scillesi di tutte le generazioni". Ricordo una frase del nostro amato Don Mimmo che, in un'omelia, per descrivere la generosità degli scillesi, disse che per scrivere tutti i nomi di coloro i quali contribuirono al restauro della chiesa non sarebbero bastati né i muri né il pavimento.
Finisco ricordando a tutti noi che, pur nelle difficoltà, l'antica amicizia che ci lega al nostro Patrono non deve venir meno mai!
La giornata dedicata agli emigrati, nell'ambito della Festa patronale, è stata, purtroppo, soppressa da qualche anno. Lo stesso vale per tante altre iniziative. Spero che ognuno di noi, consapevole della ricchezza delle nostre esperienze, continui ad operare nel senso dell'amicizia e della solidarietà. Accogliendo gli amici emigrati e contribuendo alle opere di carità. E che l'amicizia che abbiamo verso San Rocco, insieme con la Fede nel Signore che San Rocco stesso c'insegna ad avere ogni giorno, non venga mai meno!
Buona Festa a tutti!
Costantino

21 luglio 2008

“Uno tsunami della fede”. GMG 2008


“Uno tsunami della fede”. In queste quattro semplici parole del quarantottenne Anthony Fisher, vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Sydney (Australia) e responsabile della "macchina Gmg", è probabilmente condensato il significato della XXIII Giornata mondiale della gioventù. Nella conferenza-stampa conclusiva dell'evento - svoltosi nella più importante città australiana (anche se non la capitale, che è Canberra) dal 15 al 20 luglio 2008 - il vescovo Fisher s'è dimostrato particolarmente lieto, quasi orgoglioso, che il suo popolo abbia dimostrato una vivacità spirituale che molti commentatori superficiali vorrebbero negargli e s'è detto certo che il patrimonio d'entusiasmo e d'esperienza comunitaria e di fede lasciato dalla Gmg costituirà una base solidissima per una rinvigorita pastorale giovanile che i vescovi australiani inizieranno ad impostare già il prossimo novembre.
Il carattere pentecostale dell'incontro è stato subito evidente a molti commentatori ed è stato sottolineato dallo stesso Santo Padre Benedetto XVI allorquando, nel discorso introduttivo alla Veglia con i giovani del 19 luglio all'Ippodromo di Randwick, ha citato la promessa di Gesù agli Apostoli: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi", unita al Suo comando: "Mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra" (At, 1,8). Aggiungendo poco dopo: "Lasciatevi ispirare dall'esempio dei vostri Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!".
E il cardinal Stanislaw Rylko,presidente del pontificio consiglio per i laici, nel suo indirizzo di saluto al Papa durante la celebrazione eucaristica conclusiva del 20 luglio, quasi ha riecheggiato le parole del Pontefice, affermando che i giovani “sono l’icona affascinante di una Chiesa giovane, piena di speranza, di gioia della fede e di coraggio missionario” e che gli stessi: “Hanno dovuto affrontare non poche difficoltà e la fatica di un lungo viaggio per poter rivivere qui, a Sydney, radunati attorno al Successore di Pietro, il mistero della Pentecoste. Grande metropoli moderna, in questi giorni Sydney si è tramutata in un immenso cenacolo all’aperto, luogo di una rinnovata Pentecoste. Le sue strade e le sue piazze sono state invase da giovani cattolici di svariate nazionalità e razze, che in tante lingue e modi diversi hanno annunciato Gesù Cristo, unico Salvatore dell’umanità. Essi hanno testimoniato che essere discepoli di Cristo vale la pena, che essere cristiani è bello!”.
Forse le tre citazioni precedenti sono sufficienti a restituire il senso profondo di una intensissima settimana d'incontro, confronto, ascolto, preghiera e apertura all'Amore. Ma lasciamo parlare ancora il Papa che, a sua volta, ridà voce a Sant'Agostino: "Lo Spirito Santo fa dimorare noi in Dio e Dio in noi; ma è l'amore che causa ciò. Lo Spirito pertanto è Dio come amore!" (De Trinitate, 15, 17, 21).
Queste giornate saranno anche ricordate per la modalità, ormai consueta, di far alternare i momenti di meditazione, celebrazione e preghiera a momenti di vario intrattenimento, musicale in particolare. Cosa che ha fatto storcere il naso a qualcuno, dimentico che il trascorrere del tempo impone il mutamento del linguaggio, ma nella consapevolezza che il contenuto del messaggio è eterno, immutabile e perciò, paradossalmente, attualissimo e modernissimo.
Lodevole ed impeccabile, poi, s'è rivelato, ancora una volta, il modo in cui il Pontefice ha esecrato la piaga orrenda della pedofilia, resa ancor più raccapricciante se a porla in essere sono delle persone che hanno ricevuto gli ordini sacri. Il Papa, in particolare, ha detto, senza mezzi termini, che non solo alla giustizia di Dio o della Chiesa ma anche a quella delle istituzioni secolari tali persone andranno sottoposte. C'è da augurarsi di vero cuore che, grazie al forte impulso dato in questo senso da Benedetto XVI, la Chiesa abbandoni definitivamente la dottrina per la quale "i panni sporchi si lavano in famiglia" che, la storia lo ha dimostrato ampiamente, si è sempre risolta nel fatto che i panni, lungi dal lavarsi, si sono sporcati ancora di più.

Giovanni Panuccio

16 luglio 2008

Maria SS del Monte Carmelo, o del Carmine


Oggi è la Solennità della Vergine Maria del Monte Carmelo o del Carmine.
Questa devozione, nasce sul monte Carmelo in Libano, da un gruppo di crociati che decisero di riunirsi in comunità contemplativa, dichiarando Maria protettrice del nuovo cenacolo. Nel tempo il nome di Maria fù legato a quello del Monte ed in breve tempo questa devozione si divulgò in tutta Europa e nel Mondo.
Con precisione non possiamo affermare l'inizio del culto alla Vergine del Carmelo a Scilla. Oggi come da diversi decenni, il culto di Maria del Carmine è legato alla Chiesa che si trova all'estremità di Via Umberto I. Questa chiesa è detta del Carmine, ma è conosciuta anche come chiesa di Sant'Aloja ( San Luigi ). La chiesa conserva una statua della Madonna del secolo scorso fatta eseguire per sostituire la più antica, oggi conservata nella chiesa di San Giuseppe.
Oltre le due Statue, nella chiesa di San Rocco è custodita una grande tela raffigurante la Vergine del Carmine con le anime dell'infermo. Di buona fattura, attribuita alla scuola napoletana, è stata restituita nel 2005 alla parrocchia dopo, trent' anni di custodia e restauro da parte della sopraintendenza.
A tal proposito, volevo dire che non condivido la scelta di riunire tutti i dipinti delle varie chiese, perché le stesse opere, se fossero presenti nelle chiese d'appartenenza, sarebbero di più facile lettura, dato che rappresentano la storia devozionale delle chiese d' appartenenza.
Oggi i devoti del Carmine si recheranno a pregare la Vergine nella sua chiesa che, pur se piccola, accoglierà come tutte le chiese del mondo le suppliche che i devoti eleveranno alla Madre di Dio.
Mi auguro che questa devozione non sia dimenticata o ancora peggio soppressa volontariamente. Costantino

Alcuni momenti della emozionante festa in Onore Alla Madonna del monte Carmelo nella città di Bagnara.
"Posso dirvi che vivere quegli splendidi momenti è veramente molto bello, per il semplice motivo che oltre ad esserci la gente del posto è presente anche gente da altri paesi vicini, tutti insieme ad onorare la Madonna e gridare sempre più forte VIVA MARIA" Alessandro




video

11 luglio 2008

Un Giorno con Padre Pio

Cari amici, come già anticipato in altra pagina del blog, con l'aiuto e la benedizione di Gesù Cristo, io e mia moglie assieme ad un folto gruppo di Amici di San Rocco, il 28 ed il 29 giugno siamo andati in pellegrinaggio da San Pio , sia nei luoghi natii e sia dove infondeva l'amore di Gesù Cristo. Per me e per mia moglie era la prima volta che ci recavamo a San Giovanni Rotondo per visitare quei luoghi splendidi ed ancor di più, far visita ad una delle figure più grandi esistite, San Pio.
Per quanto mi riguarda, è stata una emozione indescrivibile, sia quando visitavamo i luoghi natii, nel vedere la stanza dove è nato, dove viveva assieme alla sua famiglia, dove pregava. Per poi parlare di San Giovanni Rotondo, paese dove si assaporava un'atmosfera di serenità ovunque si andasse. Abbiamo visitato la vecchia basilica dove vi è esposto il corpo di San Pio, e già solo entrando in chiesa, sentivo in me una forte fibrillazione ed emozione nel pensare che dopo pochi minuti avrei visto da vicino il corpo di un Santo a cui dedico sempre le mie preghiere. In quegli attimi sono riuscito a fare delle foto che custodirò gelosamente per tutta la vita e che vorrei condividere con voi inviandoveli tramite mail, ma ho pregato tanto per tutti, oltre che per la mia famiglia,anche e principalmente per due persone che, una ha subìto un intervento delicato ed un'altra che lo dovrà subìre. Che San Pio sia sempre vicino a loro e li assista. La sera di sabato, con grande gioia, abbiamo partecipato alla fiaccolata ed alla processione notturna della Madonna, partendo in preghiera dalla nuova chiesa di San Pio. Domenica mattina, giorno della festività di San Pietro e quindi giorno del mio onomastico, abbiamo partecipato alla Santa Messa officiata nella nuova chiesa di San Pio. Nel pomeriggio siamo andati a visitare anche la basilica di Altamura e per poi fare ritorno a Scilla. Credo proprio che questo sia stato l'inizio di svariati pellegrinaggi che, mi auguro con l'aiuto di San Pio, ho intenzione di fare per andare più spesso a pregare da lui.
Mi permetto di inviarvi alcune foto di quei momenti e che mi auguro le vorrete pubblicare.
Cordilamente
Pietro Magenta

06 luglio 2008

Le Lacrime della Madre


LE LACRIME DELLA MADRE Pellegrinaggio a Siracusa

Grazie alla Signora Pippia e alla volontà del Signore, il 21 giugno ci siamo recati in pellegrinaggio a Siracusa in onore della Madonna delle Lacrime. Era il 30 agosto del 1953 quando un quadretto di gesso raffigurante il cuore di Maria, iniziò miracolosamente a lacrimare. Questo quadro si trovava nella camera da letto di una coppia di coniugi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto. La donna era incinta e purtroppo era affetta da una grave malattia che avrebbe potuto portare alla morte sia lei che il bimbo che portava in grembo. La Madonna , che non lascia inascoltate le suppliche dei suoi umili fedeli, salvò entrambi.. Non si tratta di un evento immaginario, infatti esiste una prova visiva data da una ripresa cinematografica dove si vedono chiaramente i momenti salienti della lacrimazione (è il primo evento del genere ad essere stato filmato); esiste una prova scientifica: il quarto ed ultimo giorno di lacrimazione, la Chiesa iniziò a prendere posizione e venne istituita una commissione scientifica composta da credenti e non credenti che raccolse e analizzò le lacrime. Il verdetto: lacrime umane; esiste una prova data dalle numerose guarigioni sia fisiche che spirituali: si hanno ben 300 relazioni di guarigioni. Partecipando a quest’evento numerose persone si convertirono. Un’altra prova è data dalla Chiesa: i Vescovi della Sicilia affermarono che “non si può mettere in dubbio la realtà della lacrimazione”. Papa Pio XII un anno dopo la lacrimazione, in un messaggio radiofonico parla di quest’evento straordinario così: “Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la Maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi?” Ma qual è il significato, il messaggio di questo avvenimento? La Madonna non parla, tocca a noi interpretare. Maria pianse in un’umile famiglia, su una donna incinta affetta da una grave malattia, in una casa vicina ad una chiesa evangelica. Visto che il modo con cui Maria ci parla sono le lacrime, il messaggio non può non riferirsi alla preoccupazione e alla partecipazione di Maria per i suoi figli, per le famiglie, per l’importanza della vita, per l’unità, per la perseveranza nella fede e per la conversione. Sono lacrime di una madre che sta vicino ai suoi figli sofferenti: come Maria pianse ai piedi della croce per il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, così ora Piange e Prega per noi. Papa Giovanni Paolo II nell’omelia della celebrazione a Siracusa nel 1994 per la dedicazione del santuario alla Madonna delle Lacrime, diceva: “Le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico. Santuario della Madonna delle Lacrime, tu sei sorto per ricordare alla Chiesa il pianto della Madre. Qui, tra queste mura accoglienti, vengano quanti sono oppressi dalla consapevolezza del peccato e qui sperimentino la ricchezza della misericordia di Dio e del suo perdono! Qui li guidino le lacrime della Madre. Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l'amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli. Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà forza ad ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per quanti non pregano perché distratti da mille altri interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio.
Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all'incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l'intera società.”
Nel reliquiario, dove ancora oggi sono contenute le lacrime della Madonna, vi è incisa una frase che riassume un po’ tutto il messaggio: “O Vergine delle lacrime, strappa dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento”. È proprio il nostro cuore la causa del peccato, nel nostro cuore sta celato quel’orgoglio e quella presunzione che ci rende duri verso noi stessi, gli altri e Dio. È molto strano che Colei che è Regina del Cielo, degli Angeli, Madre del Redentore si manifesti agli uomini “in lacrime”; poteva presentarsi in tutta la grande maestosità di cui è ricoperta n cielo ma non lo fa e non lo Ha mai fatto. Credo che questo sia il segno dell’amore infinito che Dio ha per gli uomini e più ci penso e più credo che tutto ciò sia un mistero troppo grande che mai riusciremo ad comprendere pienamente per quanto è immenso. Spero e prego tanto che Maria, Mamma Celeste e Avvocata nostra, possa convertire i cuori “di pietra” degli uomini di oggi e trasformarli in cuori “di carne”, cuori capaci di perdonare e di amare Dio, il prossimo e se stessi.
Vorrei concludere con un interrogativo di Papa Pio XII riguardo la Vergine delle Lacrime: “Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio delle lacrime?” Con affetto Francesca Scarano

03 luglio 2008

Maria SS delle Grazie



Ieri la chiesa Tra le memorie liturgiche Festeggiava la Madre di Dio con il Titolo di Madre della Grazia Divina o Maria SS delle Grazie.
Gli scillesi dedicarono a questo titolo della Madonna, una Chiesa a Marina Grande. Lo sviluppo tecnologico o la furia dell’uomo, secondo il punto di vista, hanno distrutto questa chiesa, lasciando della stessa qualche suppellettile di marmo, e la pala d’altare della Madre della Divina Grazia oggi conservata nella chiesa Matrice sconosciuta ai più, ma sempre spendente.
Dobbiamo ricordare che la devozione a questo titolo della Madonna fino a pochi anni fa, esisteva nella chiesa di Portosalvo. Il perché questa devozione sia stata vissuta per tanti anni a Chianalea, non conosciamo il motivo, ma sappiamo che per molti decenni il due luglio veniva celabrata la Santa Messa in onore di Maria Delle Grazie, richiamando da tutto il paese e oltre numerosi devoti.
Io a questo dilemma ho cercato di dare una mia spiegazione, ma rimane pur sempre un’ipotesi.
Secondo il mio parere, questa devozione si è radicata in questa chiesa perché una famiglia di pescatori provenienti da Pezzo oggi di Villa San Giovanni, nell’ottocento o forse ancor prima si stabilì a Chianalea divenedo una delle famiglie più potenti e facoltose del quartiere.
Questi nei secoli hanno ricoperto anche il ruolo di priori della Chiesa di Portosalvo e dell’omonima confraternita. Io credo che questa famiglia pur lasciando la zona d’origine abbia mantenuta viva la devozione verso Maria delle Grazie patrona della Chiesa di Pezzo oggi Santuario.
Questa è una mia spiegazione sicuramente discutibile, ma credo che sia un’ipotesi da tener in considerazione.
Oggi questa ricorrenza, come del resto le altre devozioni alla Vergine e ai Santi, sono state cancellate con un colpo di spugna dalla vita parrocchiale del n.s. paese. Sicuramente molti ieri hanno ricordato che quel giorno era dedicato a Maria che in quel giorno si andava a trovare.
Io sono andato a trovarla, a Pezzo perché a Scilla la Chiesa dove si ricordava questa memoria liturgia era chiusa, per caso, quando sono arrivato in chiesa a Pezzo, iniziava la Santa Messa presieduta dal N.S. Vescovo il quale nell’omelia diceva che oggi il mondo chiede alla chiesa ed ai suoi fedeli una testimonianza Veritiera, non solo devozionalismo esteriore, ma bisogna essere testimoni ogni Giorno non soltanto in occasioni determinate, come può essere una Festa.
Concordo con quanto ha detto il vescovo perché ogni cristiano con tutte le sue debolezze e paure, ma con la fede in Cristo, essere un testimone con la propria vita.
Purtroppo questo per diversi motivi non sempre è messo in pratica, chi dovrebbe essere d’esempio diventa scandalo per chi non crede o per chi in loro credeva di trovare un punto di riferimento.
Molte volte oggi si sente dire che la chiesa non è al passo con i tempi, come se il messaggio che in sé insito sia divenuto obsoleto che l’esperienza di Fede di milioni di Cristiani che ci hanno preceduto siano divenute di colpo elementi da cancellare dalla ns esperienza di fede.
Oggi vediamo abusi nella liturgia, nel servizio di chi si offre per aiutare la chiesa nel suo operare.
Questo mio porre l’accento su queste cose non vuole essere un giudizio, credo che tante scelte sbagliate hanno dato modo a tanti di travisare il vero messaggio, il vero servizio della Chiesa, soprattutto a livello locale. Oggi in molti sono alla ricerca d’esperienze straordinarie continue, con cadenze precise, e devo dire che purtroppo all’interno della chiesa c’è chi favorisce questo a discapito di quelle esperienze devozionali che al centro hanno sempre avuto il sacrificio di Cristo.
Spero che la Maria della Divina Grazia ci stia vicino soprattutto, quando ci allontaniamo dalla giusta via.
Costantino