a Scilla era costituita dalla processione delle cosiddette Varette , ossia delle opere scultoree raffiguranti i Misteri Dolorosi del Santo Rosario. La processione aveva inizio alle primissime ore del pomeriggio del Venerdì Santo, iniziando il suo percorso dalla chiesa di san Rocco e proseguendo per i vicoli di Chianalea, per Marina Grande (i più anziani raccontano che quando ancora non esisteva il lungomare la processione si snodava per le viuzze del rione Spirito Santo che per la loro strettezza consentivano il passaggio della statua raffigurante Cristo in Croce, solo se sprovvista di stanghe e trasportata di traverso), arrivando sino a Punta Pacì, luogo rappresentante il Monte Calvario dove, fino a non molti anni fa, esistevano tre Croci ,quella del Cristo al centro, e quelle dei due ladroni ai lati. In questo luogo, l’Arciprete provvedeva a recitare preghiere devozionali e tradizionali, per poi riprendere il cammino di ritorno verso piazza san Rocco. La processione si apriva con un crocifisso portato a cambio da due persone (erano suocero e genero) che indossavano un camice bianco ed una mantellina di colore viola. Seguivano le statue in base all’ordine in cui i Misteri Dolorosi vengono recitati. L’Arciprete
procedeva davanti la statua della Madonna Addolorata, dietro alla quale vi erano i gruppi parrocchiali femminili, come l’Azione Cattolica o le figlie di Maria, bellissima associazione quest’ultima, purtroppo non più esistente, dove le donne indossavano una gonna nera ed una camicetta bianca, portando a turno la bandiera italiana e lo stendardo, vessillo dell’associazione.
Dietro la statua del Cristo morto, invece, procedevano gli uomini. La processione era accompagnata dalla banda musicale, che alternava l’esecuzione di brani davvero struggenti, al canto delle donne rivolte al Cristo agonizzante e a Maria Addolorata. Quando, ormai al crepuscolo, la processione percorreva la strada del ritorno, tutto il costone che da punta Pacì
arriva fino a Monacena era illuminato a giorno dai numerosi focolai di fasci di erba secca, realizzati proprio per questa occasione. Ma, a detta delle persone che hanno vissuto questi momenti, il più commovente era quando, a tarda sera, la processione faceva il giro di piazza san Rocco prima di fare ritorno in chiesa. Era difficile trattenere la commozione alla vista di Maria e al
suono lento e dolce della banda e c’è da crederci visto che a distanza di molti anni, quando si rievocano questi momenti, a chi li ha vissuti in prima persona si riempiono gli occhi di lacrime per l’emozione. L’origine di questa tradizione è incerta, ma sicuramente antichissima. Inizialmente ad ogni chiesa corrispondeva una statua, come ad esempio il Cristo morto, che apparteneva alla chiesa di Spirito Santo, o il Cristo crocifisso alla quella di Porto Salvo. 
Nel corso degli anni sono state sostituite più volte le statue e delle più antiche rimangono solo alcune teste o frammenti di esse. Delle statue complete, le più antiche sono la Madonna Addolorata, che indossa abiti in stoffa,Cristo crocifisso, Cristo deposto, Cristo flagellato alla colonna e Cristo deriso incoronato di spine e di scettro (canna). A queste, intorno alla metà degli anni ’50, si sono aggiunte: Cristo nell’orto degli ulivi, Cristo mentre porta la Croce e Cristo incoronato di spine e vestito di porpora.
Rocco Panuccio















